News

Tutto quello che devi sapere sull’impianto microeolico domestico

Scopriamo come funziona il microeolico domestico, quali tipologie esistono e quali sono i vantaggi di una delle soluzioni sempre più diffuse per il risparmio energetico

Home » News » Pagina 10

In questi anni, sia in abitazioni private, che in edifici industriali e pubblici è sempre più facile trovare impianti che producono energia elettrica in modo sostenibile ed ecologico. Possiamo quindi finalmente affermare che la corsa all’abbandono dei combustibili fossili che tanto inquinano l’ambiente in cui viviamo è felicemente iniziata!

Una di queste soluzioni green più efficienti di cui parlavamo poc’anzi è rappresentata da quelli che vengono chiamati impianti microeolici, ovvero dei piccoli impianti che grazie alla forza del vento sono in grado di produrre energia elettrica e che oramai sono in grado di alimentare intere abitazioni.

Proprio perché questa di cui abbiamo appena parlato è una soluzione che è sempre più diffusa abbiamo pensato che fosse necessario soffermarsi un po’ di più sull’ impianto microelico domestico per fornire alcune nozioni utili sul loro funzionamento ma anche per capirne appieno i vantaggi.

In questo articolo infatti affronteremo i seguenti argomenti:

  1. Cosa è un impianto microeolico?
  2. Quali sono i 10 vantaggi di un impianto che sfrutta l’energia eolica?
  3. Qual’è la Differenza fra un impianto microeolico ed uno minieolico?
  4. Come funziona un impianto micro eolico?
  5. Come funziona un impianto micro-eolico ad asse verticale?
  6. Quali sono i vantaggi di un impianto microeolico verticale?
  7. Come funziona un impianto micro-eolico ad asse orizzontale?
  8. Quali sono i vantaggi di un impianto microeolico orizzontale?
  9. Micro eolico ad Asse verticale e ad asse orizzontale a confronto
  10. Cosa è necessario fare prima di installare un impianto microeolico?

Sei pronto a proseguire nella lettura? Allora reggiti forte!

Cosa è un impianto microeolico?

Come dice il nome stesso di questo impianto, un impianto microeolico non è altro che un impianto eolico di piccole dimensioni. Le dimensioni sono talmente ridotte che addirittura sarebbe più corretto definirlo domestico dal momento che può essere comodamente installato sul balcone di un’abitazione.

Il principio di funzionamento dell’impianto microeolico domestico sostanzialmente è lo stesso del normale eolico.

Si tratta quindi di una serie di pale eoliche che, sfruttando l’energia del vento, girano su se stesse. Proprio questo movimento, attraverso generatori di energia particolari, riesce a trasformare l’energia cinetica del vento in energia elettrica.

La vera forza di questo impianto è che appunto sfrutta il vento, una fonte di energia pressoché inesauribile.

Quali sono i 10 vantaggi di un impianto che sfrutta l’energia eolica?

Prima ancora di prendere in esame i vari tipi di impianti eolici domestici e non, riteniamo sia utile partire dai vantaggi che questo tipo di impianto comporta. In questo modo avrai occasione di capire appieno le potenzialità anche senza sapere come funziona nel dettaglio un impianto micro eolico domestico.

Vediamo quindi quali sono i dieci vantaggi di un impianto mini o micro eolico domestico qui di seguito:

  1. Il vento è una fonte di energia rinnovabile, gratuita ed inesauribile;
  2. L’ energia eolica, al contrario di quella solare, è disponibile anche di notte;
  3. E’ in grado di funzionare anche con velocità del vento molto basse, in linguaggio tecnico queste velocita vengono chiamate “cut in”;
  4. Consente di ottenere un risparmio energetico ed economico come del resto tutti gli altri impianti con fonti rinnovabili;
  5. Il costo di installazione è ridotto perché usufruisce di incentivi statali;
  6. I costi di gestione sono limitati: i costi di manutenzione e di smantellamento sono relativamente bassi e molti componenti sono riciclabili e riutilizzabili. E’ necessario però effettuare un intervento periodico per il controllo del buon funzionamento di tutti i componenti;
  7. L’impianto consente di generare energia elettrica senza emissione di CO2 quindi produce energia pulita;
  8. Le moderne turbine, grazie alla conformazione delle pale ed all’isolamento acustico della navicella, hanno un basso impatto acustico;
  9. Hanno un basso impatto visivo permettendo una facile integrazione con il territorio. Di solito occupano uno spazio di poco superiore a quello di un’antenna parabolica o ambientale;
  10. E’ longevo: Il tempo di vita di un impianto micro eolico è di almeno 20 anni dandoti tutto il tempo necessario a rientrare dell’investimento.

qual’è la Differenza fra un impianto microeolico ed uno minieolico?

Arrivati a questo punto però è necessaria una precisazione sulla differenza fra micro eolico (o microeolico domestico) e minieolico.

Anche se i due termini sono abbastanza simili fra loro in realtà indicano due cose diverse: la differenza sta tuta nella potenza che sono in grado di produrre. In particolare ci si riferisce al microeolico quando vengono prodotte potenze fino a 20 kW . Si parla invece di minieolico quando la potenza prodotta è compresa fra i 20 ed i 200 kW.

Come facilmente ti sarai immaginato se sei arrivato a questo punto della lettura, avrai capito che il microeolico è l’impianto che più facilmente si adatta alle tue esigenze. Infatti questo tipo di impianto è particolarmente indicato per integrare (o produrre completamente) l’energia elettrica necessaria per abitazioni singole o piccoli condomini.

E fino a questo punto ci siamo ma… come funziona un impianto microeolico in dettaglio?

Qui di seguito proviamo a rispondere a questa domanda perciò continua pure la lettura!

Come funziona un impianto micro eolico?

Se il funzionamento teorico di un impianto eolico è semplice da comprendere proviamo a spiegare più nel dettaglio quello di un impianto micro eolico di ultima generazione.

Gli impianti micro-eolici domestici sono infatti realizzati con diversi sistemi ognuno dei quali però è in grado senza problemi di generare energia eolica. I sistemi più diffusi per generare energia dal vento sostanzialmente 2 e si differenziano in base al loro asse. Si parla quindi di: impianto eolico domestico ad asse verticale e l’impianto microeolico ad asse orizzontale.

Entrambi i generatori sono molto sensibili visto che sono in grado di funzionare anche con una velocità del vento compresa fra i 3 ed i 5m al secondo. Inoltre si tratta di sistemi che generalmente non funzionano quando il vento è troppo forte. Quando si verifica questa condizione climatica la pala si blocca per ragioni di sicurezza del dispositivo.

Come funziona un impianto micro-eolico ad asse verticale?

L’impianto micro-eolico ad asse verticale è molto utilizzato quando si tratta di dare energia alla propria abitazione domestica dal momento che è in grado di garantire una buona produzione di energia elettrica una volta installato.

Il meccanismo di funzionamento è molto semplice e si basa sulle relative turbine eoliche. Si tratta di turbine che grazie alla particolare asse del rotore, che appunto è verticale, riescono ad assecondare la direzione del vento e, grazie al sistema integrato del rotore e del bulbo interno della turbina, ne “catturano” una quota parte .Le pale dell’asse verticale e sono quindi perpendicolari alla direzione del vento. .

Indipendentemente da come è strutturata la turbina, una parte di essa ruoterà in direzione opposta al vento ed una a favore. In pratica non si asseconda passivamente l’energia cinetica prodotta dal vento ma la si induce. Questo significa, in primo luogo, che la rotazione è molto più veloce perché è in grado di ridurre l’attrito grazie alla presenza delle pale vicine.

Quali sono i vantaggi di un impianto microeolico verticale?

Il vantaggio più grande di questo tipo di impianti è che il suo funzionamento è indipendente dalla direzione del vento.

Grazie alle loro facilità di installazione sono ottimi per tutti coloro che a che abitano in condominio o che hanno una casa in città specie se dispongono di terrazzi abbastanza alti: gli impianti ad asse verticale offrono le loro prestazioni migliori ad una giusta altitudine. Questi impianti inoltre non hanno bisogno di un sostegno, di conseguenza, il loro poco ingombro, li rende una soluzione perfetta e facile da installare in tante situazioni diverse.

Infine la durata di un impianto simile è stimata in circa 20 anni dal momento che è in grado di resistere bene ai fattori atmosferici esterni grazie alla sua ridotta componentistica mobile.

Come funziona un impianto micro-eolico ad asse orizzontale?

Un impianto micro-eolico ad asse orizzontale invece presenta un aerogeneratore tradizionale. Per intenderci è il tipo di impianto simile ad un mulino a vento, il classico che sicuramente vi verrà in mento pensando all’energia eolica. D’altronde è esattamente il contrario di quello verticale, in quanto questa volta, l’asse di rotazione è parallelo al terreno anziché perpendicolare.

Le turbine ad asse orizzontale sono caratterizzate costruttivamente da un’alta torre dal profilo snello e dall’aerogeneratore posizionato sulla cima di essa. Il tutto è sostenuto a terra da una opera di fondazione di dimensioni adeguate. L’aerogeneratore è solitamente dotato di  tre pale poste a centoventi gradi l’una dall’altra perché rappresenta il migliore equilibrio tra diversi fattori meccanici ed economici.

Quali sono i vantaggi di un impianto eolico ad asse orizzontale?

La velocità minima del vento per la quale le pale iniziano ad essere messe in rotazione è solitamente compresa nell’intervallo 2 ÷ 4 m/s ed è quindi molto bassa.

Questo tipo impianto è in grado, a parità di condizioni, di funzionare producendo più energia rispetto a quello ad asse verticale per questo motivo il suo prezzo è leggermente più elevato.

micro eolico ad Asse verticale e ad asse orizzontale a confronto

Come dicevamo poco prima, a parità di condizioni, l’impianto micro-eolico ad asse orizzontale produce una quantità di energia maggiore rispetto a quello verticale. Questa constatazione, unita al fatto che è in grado di funzionare con una velocità minima inferiore rispetto a quello verticale ne fa senza dubbio quello preferito per chi cerca l’efficienza.

Tuttavia, in entrambi i casi la scelta delle giuste turbine diventa di fondamentale importanza in quanto sarà importante individuare un modello che presenti il massimo di funzionamento in corrispondenza della classe di vento maggiormente presente nel luogo in cui si vuole collocare.

Cosa è necessario fare prima di installare un impianto microeolico?

Prima dell’installazione di questo tipo di impianti ti consigliamo di effettuare un’attenta valutazione perchè in funzione del luogo, la potenza, ed altezza dell’installazione le autorizzazioni che vanno richieste variano. Non tutti i luoghi sono adatti infatti per installare un impianto eolico, sebbene di dimensioni ridotte come in questo caso.

Inoltre un altro consiglio che ci teniamo a darvi è quello di considerare bene le caratteristiche meteo del luogo in cui vivete. Inutile installare un impianto eolico in un luogo in cui non tira mai un soffio di vento!

In ogni caso noi di Valore Energia siamo in grado di offrirvi una consulenza per quanto riguarda queste problematiche. Pertanto, se siete interessati a ricevere più informazioni sulla convenienza economica di un impianto micro eolico potete provare a calcolare il risparmio che otterrete installandolo nella la vostra casa o la vostra attività.

In alternativa potete richiedere una nostra consulenza per capire se il luogo dove volete installarlo è conveniente semplicemente contattandoci cliccando qui!

#gates-custom-63df29ca28a57 h3:after {background-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca28a57 h3:after {border-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca28a57 h3:before {border-color:#e6be1e!important;}

Scarica la nostra guida gratuita sul Superbonus 110%!


Compila il form con i tuoi dati e scarica la nostra guida gratuita!

Tutte le modifiche Ecobonus 110%

Il punto sulle modifiche ecobonus 110% per la sua conversione in legge

Home » News » Pagina 10

 

Prima di convertire in legge le misure contenute nel DL Rilancio è necessario fare i conti con gli emendamenti che, in misura maggiore o minore ne modificano il contenuto. D’altronde è questo l’iter legislativo in questi casi, pertanto in questi giorni sta proseguendo il lavoro alla Camera dei Deputati per la conversione in legge del decreto. In particolare sono molti gli emendamenti presentati che riguardano le modifiche ecobonus 110 %.

In questo clima di incertezza di cambiamenti repentini sono in molti ad attendere ulteriori sviluppi. Molti infatti sono pronti ad investire, ma solo dopo aver chiaro il quadro degli incentivi fiscali per l’efficienza energetica ma anche per il sisma bonus, il fotovoltaico ecc. Benché le nuove detrazioni fiscali del 110% siano già operative per le spese sostenute dall’1 luglio 2020, ciò che tutti attendono sono i provvedimenti attuativi. Sono questi infatti che faranno chiarezza sulle modalità in cui sarà consentito usufruire dello sconto in fattura o della cessione del credito.

Per questo motivo, se non vuoi perderti le ultime notizie sulle modifiche ecobonus 110% ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter cliccando qui.

Qui di seguito cerchiamo di fare il punto, insieme ai nostri consulenti ed esperti, sulle modifiche ecobonus 110% presentate fino a questo momento nella V Commissione della Camera dei deputati. E’ questa infatti la Commissione che si occupa appunto della conversione in legge del DL Rilancio.

Modiche ecobonus 110 %: l’emendamento approvato in V Commissione

Dall’annuncio del DL Rilancio sono passati oramai diversi mesi. Nel frattempo la V Commissione della Camera dei Deputati ha approvato un emendamento che sostituisce completamente l’art. 119 del Decreto Rilancio. Si tratta dell’emendamento per gli “Incentivi per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici”. 

Questa è una svolta sostanziale dal momento che prevede molte modifiche all’ Ecobonus 110 %, modiche però che nalla maggior parte dei casi ne estendono la portata. In particolare cerchiamo di analizzare nel dettaglio quelle relative agli interventi di efficientamento energetico.

Modifiche Ecobonus 110%: le esclusioni

Cominciamo con le brutte notizie: non solo inclusioni ma anche esclusioni. Le modifiche Ecobonus 110% prevedono anche la riduzione della platea delle unità immobiliari ad averne diritto. In particolare vengono esclusi gli edifici appartenenti alle seguenti categorie catastali:

  • A/1: abitazioni di tipo signorile;
  • A/8: abitazioni in ville;
  • A/9: castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici.

Modifiche Ecobonus 110 %: i nuovi  beneficiari

Fra le modifiche Ecobonus 110 % più importanti vi sono senza dubbio quelle relative all’aumento della platea dei beneficiari di queste detrazioni. I beneficiari adesso sono:

  • i condomini;
  • le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
  • gli istituti autonomi case popolari (IACP);
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
  • associazioni ed organizzazioni di volontariato iscritte nei registri;
  • dalle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano
  • Istituti autonomi case popolari (IACP) possono usufruire delle detrazioni fiscali per le spese, documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 10 gennaio 2022 al 30 giugno 2022.

Le modifiche ai requisiti per accedere agli Ecobonus 110 %

I nuovi requisiti per accedere agli ecobonus 110% sono molto simili ai precedenti anche se hanno subito alcune modifiche. Come prima infatti gli interventi sostenuti, nel loro complesso, devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

In particolare però viene aggiunto anche il miglioramento, sempre di almeno due classi energetiche, delle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti o con accessi autonomi. Se ciò non è possibile basterà una APE che attesti il conseguimento della classe energetica più alta possibile confrontando la stessa prima e dopo l’intervento.

Ecobonus 110% anche per la seconda casa

Un’altra modifica molto attesa era quella dell‘eliminazione del vincolo inizialmente previsto per le persone fisiche che avrebbero potuto beneficiare dell’ Ecobonus 110% solo per l’abitazione principale.

Con il nuovo emendamento infatti si potrà beneficiare delle detrazioni anche per interventi realizzati al massimo su due unità immobiliari. Ovviamente sempre solo se questi interventi rispettano i requisiti previsti.

Modifiche ecobonus 110% per interventi trainanti di isolamento termico

La detrazione fiscale del 110% può essere applicata per le spese a carico del contribuente sostenute dal 1 luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021. Si tratta di una detrazione che verrà ripartita in cinque quote annuali di parti importo.

E fin qui nulla di nuovo, le modifiche Ecobonus 110 % riguardano piuttosto gli interventi trainanti che ne danno diritto.

Prendiamo in esame gli interventi di isolamento termico delle superficie con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare. L’unità immobiliare in questo caso può anche essere situata all’interno di edifici plurifamiliari, l’importante è funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno.

Inoltre i materiali isolanti utilizzati nei lavori devono rispettare i criteri ambientali minimi individuati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Tetto di spesa per interventi di isolamento termico

Fra le modifiche più significative agli ecobonus 110% ci sono quelle relative ai tetti di spesa massimi per gli interventi di isolamento termico. Adesso sono sono calcolati su un ammontare complessivo delle spese non superiore a:

  • 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
  • 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

Modifiche ecobonus 110% per interventi su parti comuni edifici per climatizzazione e acqua calda sanitaria

Prendiamo adesso in esame gli interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria.

Anche per questo tipo di interventi sono stati modificati i tetti di spesa. In particolare adesso sono previsti i seguenti:

  • 20.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari;
  • 15.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari,

La detrazione è inoltre riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti

Anche in questo caso, le modifiche Ecobonus 110% prevedono un cambiamento dei tetti di spesa. La detrazione infatti verrà calcolata sulla base di un ammontare complessivo delle spese non superiore ai 30.000 euro.

Come nel caso precedente, la detrazione verrà riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Modifiche Ecobonus 110 % che riguardano gli altri interventi di efficienza energetica

Il DL Rilancio prevedeva che gli Ecobonus 110% venissero applicati anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico, a patto che venissero realizzati insieme ad uno degli interventi trainanti di cui sopra.

A questo proposito una delle modifiche Ecobonus 110 % più importanti è la seguente.

Se l’edificio in cui si effettuano questo tipo di lavori è soggetto a dei vincoli culturali o paesaggistici, oppure se gli interventi trainanti sono vietati dai regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali allora si può comunque usufruire della detrazione senza realizzare un intervento trainante.

Sostituzione infissi ed impianti di climatizzazione invernale

Dopo le modifiche Ecobonus 110 % la detrazione per questo tipo di interventi è stata ridotta al 50% del totale delle spese sostenute dal 1° gennaio 2018. Le spese prese in considerazione sono quelle relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A.

Sono invece esclusi tutti gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A.

La detrazione si applica nella misura del 65% invece per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, di efficienza almeno pari alla classe A.

Questo però deve essere contestuale all’installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Come faccio a rimanere aggiornato?

In questi giorni le modifiche si susseguono rapidamente e fluidamente, pertanto è importante non perdersi mai niente e rimanere aggiornati.

Se vuoi rimanere aggiornato iscriviti alla nostra newsletter cliccando qui!

In alternativa seguici su Facebook!

#gates-custom-63df29ca2ee0e h3:after {background-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca2ee0e h3:after {border-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca2ee0e h3:before {border-color:#e6be1e!important;}

Scarica la nostra guida gratuita sul Superbonus 110%!


Compila il form con i tuoi dati e scarica la nostra guida gratuita!

Quando si potrà cedere il credito di imposta? Tutte le ultime novità

A partire da quando si potrà cedere il credito di imposta? Sarà per forza necessario aspettare la fine dei lavori oppure si potrà fare anche prima?

Home » News » Pagina 10

 

Buone notizie in arrivo per chi si appresta a effettuare i lavori di efficientamento energetico previsti nel DL Rilancio. Nel testo finale approvato dalla commissione Bilancio della Camera sono previste nuove disposizioni che prevedono nuove possibilità per cedere credito di imposta. E’ proprio questo testo a contenere infatti il beneficio per gli interventi di miglioramento energetico degli edifici, il cosiddetto SuperBonus 110%.

A questo proposito non sarà infatti più obbligatorio cedere credito di imposta solamente alla fine degli interventi sui quali opera l’ Ecobonus 110 %. Il trasferimento o lo sconto in fattura si potranno fare anche durante i cosiddetti “stati di avanzamento dei lavori”.

Ma cosa significa tutto questo? Perché dovrebbe essere una buona notizia poter cedere il credito di imposta anche durante gli stati di avanzamento dei lavori?

Prima di proseguire oltre, sappi che noi di Valore Energia, siamo specializzati nella cessione del credito e nello sconto in fattura. Il nostro obiettivo è sì quello di perseguire l’efficientamento energetico degli edifici per fare in modo di vivere in un mondo più pulito grazie alle energie rinnovabili (come il fotovoltaico).Per perseguire questo sogno però è necessario che sia sostenibile, soprattutto dal punto di vista economico! Pertanto non perderti le ultime novità sulla cessione del credito ed iscriviti alla nostra newsletter cliccando qui!

A questo punto sei pronto per comprendere appieno la potenzialità di questa buona notizia che riguarda la possibilità di cedere il credito di imposta durante gli stati di avanzamento. Prosegui nella lettura per scoprirlo!

Cosa implica dover aspettare la fine dei lavori per poter cedere credito di imposta?

Fino a questo momento era possibile cedere il credito di imposta solamente alla fine dei lavori. In pratica significava che era possibile in pratica usufruire dell’ Ecobonus 110% praticamente solo durante il prossimo anno. Questo perché solitamente gli interventi di efficientamento energetico hanno una certa durata, specie quelli più grandi.

Ovviamente, fare il lavoro, affrontando le relative spese nel 2020, e dover aspettare il 2021 per riscuotere gran parte del proveniente da questi lavori è un problema per le imprese chiamate a farlo. Di conseguenza, la mancanza di fondi per le imprese, è un problema che potenzialmente può coinvolgere anche le banche.

In pratica, imprese e banche avrebbero potuto essere costrette a lavorare per diversi mesi senza poter spalmare nel tempo i loro impegni economici, rischiando quindi seriamente di non sopravvivere a questa fase. Un rischio che difficilmente si sarebbero prese, vanificando di fatto gli Ecobonus 110%

Cosa sono gli stati di avanzamento dei lavori?

Prima di capire il perché di questa buona notizia cui accennavamo poco più sopra, spieghiamo bene in cosa consistono gli stati di avanzamento dei lavori.

Quando si firma il contratto con un impresa per effettuare dei lavori di una certa durata, vengono stabilite delle scadenze intermedie. Una sorta di rateizzazione dei pagamenti che avvengono se il lavoro concordato ha raggiunto una certa fase. Queste scadenze intermedie sono appunto gli stati di avanzamento.

Quando i termini previsti dal contratto vengono raggiunti, l’impresa emette la fattura relativa ed il cliente paga. In questo modo il committente non è costretto a dover pagare in una tranche sola un’ingente somma di denaro, e l’impresa può riscuotere il compenso per il lavoro in diverse tranches.

Cosa significa che non occorre aspettare la fine dei lavori per poter cedere credito di imposta?

Alla luce del ragionamento fatto fino a questo momento, la commissione di bilancio di Montecitorio ha deciso di concedere la possibilità di diluire la cessione del credito in più momenti.

Ecco quindi che grazie a questa nuova norma, il contribuente che deve pagare gli stati di avanzamento, può decidere di cedere il credito oppure optare per lo sconto in fattura.

Quando è possibile cedere il credito di imposta?

La condizione per cui può il committente può farlo è che gli stati di avanzamento non siano più di due per ogni intervento complessivo. Inoltre ciascuno di questi stati di avanzamento deve avere almeno un valore del 30% del costo complessivo dei lavori.

In sostanza quindi si potrà cedere il credito di imposta in massimo 3 momenti diversi: uno per il saldo finale della fine dei lavori e due intermedi.

Nuove modalità di cessione del credito

Sarà possibile anche optare per il trasferimento telematico del credito appoggiandosi ad un intermediario abilitato alla presentazione online delle dichiarazioni.

Inoltre, le disposizioni in materia della cessione di questi crediti derogano la norma che vieta la compensazione dei crediti «relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori di ammontare superiore a 1.500 euro».

Conclusioni

In questo articolo abbiamo cercato di analizzare le ultime novità dell’Ecobonus 110% per quanto riguarda la possibilità di cedere il credito di imposta. Ci teniamo ancora una volta a specificare che il DL Rilancio, nel quale è contenuta questa norma, non è ancora legge. Tuttavia l’iter che sta seguendo è a buon punto, pertanto è solo questione di giorni prima che venga approvato.

Non perderti tutte le ulteriori novità che ci saranno nei prossimi giorni e iscriviti alla nostra newsletter cliccando qui!

In alternativa seguici su Facebook!

#gates-custom-63df29ca33c61 h3:after {background-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca33c61 h3:after {border-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca33c61 h3:before {border-color:#e6be1e!important;}

Scarica la nostra guida gratuita sul Superbonus 110%!


Compila il form con i tuoi dati e scarica la nostra guida gratuita!

Credito di imposta 110 %: finzione o realtà? Ecco perché stiamo ancora aspettando

Il credito di imposta 110% non è ancora effettivo. Come mai? Ne frattempo alcune buone notizie iniziano a trapelare.

Home » News » Pagina 10

 

Sono oramai diversi mesi che in molti stanno aspettando la definitiva approvazione del Dl Rilancio che porterà con sé i vari Ecobonus, con particolare attenzione al credito di imposta al 110 %.

Proprio questo del credito di imposta al 110 % è un argomento tanto delicato e complesso da gestire quanto indispensabile. Quindi è normale che i legislatori si prendano tutto il tempo necessario per fare le cose nella maniera migliore possibile, o almeno speriamo sia cosi. I tempi si stanno dilatando sempre di più: le linee guida dell’Agenzia delle Entrate per accedere a questi Ecobonus erano previste il 20 giugno scorso ed ancora non ve ne è traccia.

Tuttavia le cose si stanno muovendo e, per una volta, sembra anche nella giusta direzione, specie per quanto riguarda il credito di imposta 110 %.

Ma quindi passerà o non passerà questo ecobonus al 110 %? Quali sono le buone notizie cui accennavamo qui sopra che ci fanno ben sperare?

Prosegui nella lettura per scoprirlo oppure iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato!

Credito di imposta 110: le banche si stanno muovendo per accettarli

La buona notizia, come riporta questo articolo de Il sole 24 ore, è che le banche più grandi del nostro paese stanno già costruendo dei prodotti per utilizzare il credito di imposta 110. Questo argomento è molto caldo ed hanno già dato disponibilità alcuni tra gli istituti più radicati sul territorio. Il contribuente quindi potrà scegliere fra le molte offerte a sua disposizione, valutando tra le offerte ricevute quelle più conveniente per lui.

D’altronde, sebbene nessuno abbia ancora scoperto le carte a riguardo, già stanno circolando voci di prodotti ad hoc predisposti dalle banche mirati proprio a soddisfare la domanda di cessione del credito di imposta. Domanda che una volta convertito in legge il DL Rilancio si prevede possa crescere a dismisura.

Fra le banche che si stanno muovendo sicuramente figurano Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Carige e Bnl ma non solo. Unicredit, in particolare, è tra le più attive nel mercato dell’ecobonus. Addirittura avrebbe confermato al Sole 24 Ore di  aver erogato nei mesi precedenti al lockdown circa 171 finanziamenti per un importo totale di 39 milioni di euro.

Perché queste sono notizie importanti per il credito di imposta 110?

Il meccanismo del credito di imposta 110 è complesso. Per funzionare necessita di qualcuno che di fatto garantisca denaro fresco alle imprese. E a farlo sarebbero in questo caso le banche.

Come? Cerchiamo di spiegarlo in maniera semplice qui di seguito.

Quando un’impresa effettua un lavoro ha dei costi da sostenere. Ovviamente però oltre ai costi un’impresa deve anche garantirsi un profitto. Fatta questa doverosa premessa possiamo provare a fare un esempio.

Supponiamo che il signor Mario Rossi, effettui un intervento di efficientamento energetico, come l’installazione di un impianto fotovoltaico, che benefici del credito di imposta 110 per un valore di 100.000 euro. Per poter sostenere i propri costi l’azienda deve avere disponibilità liquide in grado di ripagare materie prime, manodopera ed altri costi generali. Seppure sono contenuti nei 100.000 anche una % di utili le imposte su questi non consentirà mai all’impresa di monetizzare tutto il necessario.

A questo punto però, grazie al meccanismo della cessione del credito, non sarà il signor Mario Rossi a sostenere le spese, ma sarà di fatto l’azienda stessa ad anticiparle. Facendo questo acquisterà il credito di imposta 110% del signor Mario Rossi che potrà poi essere ceduto a soggetti terzi, le banche appunto. Questo sarà il meccanismo che consentirà quindi alle imprese di avere la finanza necessaria per eseguire le opere.

E’ facile quindi comprendere quanto la notizia riportata da Il Sole 24 ore, secondo cui le banche si stiano già muovendo per offrire dei prodotti appositi per usufruire della cessione del credito è più che positiva e conseguentemente quanto questa possa avere un impatto reale sulla nostra vita.

Senza l’intervento di una banca o di un soggetto interessato ad acquisire il credito di imposta sarebbe impossibile pensare di sostenere questo tipo di lavori. D’altronde, chi anticiperebbe le spese sostenute per effettuare i lavori, senza la garanzia di riscossione? Nessuno ovviamente.

Cosa manca ancora?

Queste belle notizie per il momento però sono solo indizi di una misura che potenzialmente potrebbe avere delle ripercussioni enormi sull’economia. I gruppi bancari elencati poco più sopra potrebbero di fatto garantire un plafond di 10 miliardi di euro se non di più. Ecco perché si parla del credito di imposta 110 anche in termini di svolta green per l’economia italiana.

Tuttavia, le belle notizie che cominciano a trapelare non significano che le misure siano già in vigore, tutt’altro. Si attende infatti ancora l’ufficialità della conversione in legge del superbonus al 110%. Il quadro normativo ha già preso corpo con numerosi emendamenti che sono stati già presentati in questi giorni e questa è un’ altra buona notizia. Inoltre si attendono ancora provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate oltre che il decreto del Mise.

Conclusioni

Come avrai intuito, quella del credito di imposta 110 potrebbe potenzialmente essere un’occasione unica ed irripetibile per l’economia italiana. Un’occasione unica che può anche dare una svolta decisamente green al nostro paese permettendoci di proiettarci nel futuro con serenità ed in maniera sempre più sostenibile.

L’argomento tuttavia è molto complesso ed ancora è un po’ fumoso dal momento che non è ancora stato approvato nulla. In ogni caso, la strada intrapresa è sicuramente buona ed abbiamo buone ragioni per credere che presto giungerà a destinazione.

Ovviamente non mancheremo di tenerti aggiornato sulle ultime novità a riguardo. Per questo ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter cliccando qui!

#gates-custom-63df29ca38b95 h3:after {background-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca38b95 h3:after {border-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca38b95 h3:before {border-color:#e6be1e!important;}

Scarica la nostra guida gratuita sul Superbonus 110%!


Compila il form con i tuoi dati e scarica la nostra guida gratuita!

Tutti gli emendamenti all’Ecobonus 110%

Una breve panoramica su tutti gli emendamenti che potrebbero cambiare l’Ecobonus 110 %

Home » News » Pagina 10

 

Il DL Rilancio sta finalmente per essere convertito in legge e come di consueto in questi giorni sono stati presentati numerosi emendamenti. Questi ultimi riguardano soprattutto le misure a sostegno dell’edilizia, con un occhio di riguardo al settore delle energie rinnovabili e dell’ efficientamento energetico, come riporta Il Sole 24 ore.

Quali sono le principali novità contenute negli emendamenti Ecobonus 110 %? Eccole qui in breve:

  1. nelle villetta bi o trifamiliare è possibile l’intervento separato per unità;
  2. sono stati rivisti i limiti di importo collegati al numero di appartamenti.

Queste che abbiamo elencato qui sopra però sono solo alcuni degli emendamenti Ecobonus 110% presentati. Se vuoi conoscere le altre novità continua a leggere dal momento che in questo articolo parliamo proprio di questo.

Se oltre ad approfondire questa notizia vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità sulle detrazioni fiscali previste per gli interventi di efficientamento energetico allora iscriviti alla nostra newsletter cliccando qui!

Vediamo quindi quali sono le novità più importanti proposte negli emendamenti Ecobonus 110 % qui di seguito.

Emendamenti Ecobonus 110 %: isolamento termico per edifici plurifamiliari

Una delle novità degli emendamenti per l’Ecobonus al 110% riguarda il mondo delle villette. In particolare questo emendamento prevede che i lavori per l'”isolamento termico“, cappotti e simili per intenderci, possono essere realizzati anche per singole unità immobiliari in edifici plurifamiliari che abbiano accessi al’esterno indipendenti.

Questo significa che nelle villette bifamiliari o trifamiliari, ogni singola famiglia, se vuole, può realizzare interventi di isolamento termico per la sua unità immobiliare. Tuttavia l’intervento è possibile a patto che l’unità immobiliare sia “funzionalmente indipendente ed abbia un ingresso autonomo. Il che accade nella stragrande maggioranza dei casi.

In questo modo è stato fatto decadere il vincolo che vedeva la necessità del’unanimità (nelle bifamiliari) o della maggioranza dei due terzi (nelle trifamiliari). Da oggi ciascuno potrà effettuare interventi di isolamento termico in autonomia purché l’involucro sia isolato per almeno il 25% ella superficie disperdente lorda. Dovrà quindi essere calcolata la parte di facciata o di tetto corrispondente al’unità interessata.

Emendamenti Ecobonus 110%: cambiamento al tetto di spesa

Un’altra novità proposta negli ultimi Emendamenti per gli Ecobonus al 110% riguarda invece i limiti di spesa.

Quelli per gli interventi di isolamento termico relativi alle singole unità immobiliari sono i seguenti:

  • I condomìni da due a otto unità immobiliari possono spendere sino a 40mila euro per unità (20mila se si sostituisce il vecchio impianto con la caldaia a condensazione),
  • Quelli da nove unità in su possono spendere fino a 30mila euro (15mila per la caldaia a condensazione).
  • Per gli edifici unifamiliari o plurifamiliari (sempre con accesso autonomo dal’esterno) il tetto è di 50mila euro per unità immobiliare.

I limiti di spesa per la sostituzione dell’impianto con pompa di calore o caldaia a condensazione sono i seguenti:

  • 20 mila euro per edifici da una a otto unità,
  • 15 mila euro per gli edifici dalle nove unità in su,
  • per gli edifici unifamiliari (o plurifamiliari con le caratteristiche di autonomia) il tetto di spesa è di 30mila euro a unità.

Per tutti gli altri immobili soggetti a vincolo invece, qualunque intervento di efficientamento energetico sale al 110% di detrazione. Un’ottima notizia considerando che non c’è l’obbligo di effettuare i cosiddetti interventi “trainanti” se sono resi impossibili dal vincolo stesso.

Demolizione e ricostruzione

Potrà usufruire delle detrazioni previste dall’ecobonus 110%  anche la demolizione con la ricostruzione dell’edificio. Una ricostruzione che però dovrà dimostrare di aver raggiunto almeno due classi energetiche in più rispetto all’edificio precedente una volta ultimati i lavori,

Le estensioni dell’ecobonus 110%

Ad usufruire dell’ecobonus 110% non saranno solo gli interventi di cui abbiamo parlato fino a questo momento. Gli emendamenti ecobonus 110 % riguardano la possibilità di effettuare interventi di efficientamento energetico anche in altre due unità immobiliari di proprietà di persone fisiche. In sostanza quindi anche una seconda casa composta da una o due unità immobiliari dello stesso proprietario e, sembrerebbe, anche due appartamenti nello stesso condominio qualora l’intervento sia compatibile con il resto delle norme.

Conclusioni

Gli emendamenti all’ecobonus 110 % non sono ancora definitivi dal momento che la conversione in legge del DL Rilancio ancora non è avvenuta. Certo è che siamo in una fase avanzata della procedura, quindi è davvero questione di giorni!

Non perderti le novità riguardo all’Ecobonus 110% e iscriviti alla nostra newsletter cliccando qui!

#gates-custom-63df29ca3d4e8 h3:after {background-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca3d4e8 h3:after {border-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca3d4e8 h3:before {border-color:#e6be1e!important;}

Scarica la nostra guida gratuita sul Superbonus 110%!


Compila il form con i tuoi dati e scarica la nostra guida gratuita!

Posso usufruire dell’Ecobonus 110 % anche se ho già iniziato i lavori?

Stando al significato letterale della norma, usufruire dell”Ecobonus 110% è possibile anche per i lavori già iniziati

Home » News » Pagina 10

 

In questo approfondimento cercheremo di chiarire alcuni aspetti che riguardano il diritto ad usufruire all’ Ecobonus 110% del DL Rilancio.

In particolare cercheremo quindi di rispondere a domande come: “Ho diritto all’Ecobonus 110 % anche se ho già iniziato i lavori?” e: “Ho già i documenti necessari ad iniziare i lavori già protocollati in comune ma ho preferito aspettare ad iniziarli a dopo il 1° luglio 2020 per rientrare nel super bonus 110%. Ho fatto bene, oppure posso già iniziare i lavori senza perdere la possibilità di usufruire di questa super agevolazione? “.

Sono infatti queste alcune delle domande che noi di Valore Energia ci sentiamo porre quotidianamente da persone che interessate ad eseguire gli interventi di efficientamento energetico e che potrebbero usufruire di queste super agevolazioni. Domande più che legittime alle quali saremo lieti di dare una risposta in questo approfondimento.

Nell’attesa che l’Agenzia delle Entrate emani il tanto atteso provvedimento attuativo della misura agevolativa introdotta con l’art. 119 del decreto Rilancio (decreto-legge n. 34 del 2020) quindi, facciamo brevemente chiarezza su alcuni aspetti di questi ecobonus.

Quali sono gli interventi previsiti per poter usufruire dell’Ecobonus 110 %?

L’ Ecobonus 110% è una super detrazione fiscale, che può ammontare fino al 110%. Come è possibile intuire dal nome, si tratta di una detrazione che potrà essere applicabile su interventi di miglioramento di efficienza energetica. In particolare riguarda i seguenti tipi di interventi: cappotto termico e riscaldamento centralizzato effettuati su condomini oppure su abitazione principale unifamiliare.

Sarà possibile usufruire dell’Ecobonus però solo qualora si effettuino, insieme ad uno degli interventi elencati qui sopra, l’ installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica, oppure all’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. A tutto questo si aggiunge la possibilità di usufruire di questo super sconto anche a tutte le precedenti ipotesi di ecobonus già esistenti ovvero già previste dall’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013 e nei limiti di spesa per ognuna fissati dalla stessa norma.

Ci teniamo ancora una volta a ricordare inoltre che la detrazione fiscale in esame è da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo. È prevista, inoltre, la possibilità di optare, laddove l’impresa esecutrice dei lavori lo accordi, per lo sconto diretto in fattura oppure per la cessione del credito.

Si ma… da quando sarà possibile iniziare questo tipo di interventi di efficientamento energetico? Da subito.

Vediamo perché qui di seguito.

Il super sconto si applica alle spese documentate

L‘art 119 del DL Rilancio contiene espressamente la seguente frase riguardante il periodo di validità di questa sostanziosa detrazione fiscale: “per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021”.

Ed il nodo della questione è proprio sulle “spese documentate”. Non si parla di interventi documentati ma solo di spese, quindi di fatture o similari. Questo quindi sta a significare che gli interventi di efficientamento energetico possono iniziare anche prima del 1° luglio 2020 senza perdere l’ecobonus al 110%.

Per poter usufruire di questo ecobonus quindi basta un documento di spesa o fattura, con relativo documento che ne attesti il pagamento, datato successivamente o al massimo il 1° luglio 2020.

Conclusione

Quanto abbiamo scritto è molto probabile che si verifichi, tuttavia, ancora non può essere dato per certo. Per avere l’assoluta certezza di tutto ciò è necessario attendere ancora la circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe arrivare entro il prossimo 20 giugno.

Vuoi rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità in materia di detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico?

Allora iscriviti alla nostra newsletter cliccando qui!

#gates-custom-63df29ca422e8 h3:after {background-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca422e8 h3:after {border-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca422e8 h3:before {border-color:#e6be1e!important;}

Scarica la nostra guida gratuita sul Superbonus 110%!


Compila il form con i tuoi dati e scarica la nostra guida gratuita!

Ecobonus 2019 ed ecobonus 2020: quali sono le differenze?

Tutte le differenze fra gli ecobonus 2019 e gli ecobonus 2020 previsti rispettivamente nel DL Crescita e nel DL Rilancio

Home » News » Pagina 10

 

Quello degli incentivi alla riqualificazione energetica degli edifici è un tema spesso oggetto di revisioni da parte della politica. Specie per quanto riguarda le modalità attraverso cui accedere a questi incentivi solitamente rilasciati tramite forme di bonus e sconti.

Le revisioni a queste modalità di accesso si sono rese necessarie anche quest’anno ed hanno portato ad importanti differenze fra gli ecobonus 2019 e gli ecobonus 2020 previsti nel DL Rilancio, il decreto che secondo il governo italiano dovrebbe rilanciare l’economia dopo l’emergenza coronavius.

Mettere continuamente mano a questi incentivi, si sà, può generare confusione. Tuttavia questa volta non ci sentiamo di criticare il governo, perché come avrete modo di scoprire proseguendo nella lettura, in questo caso la differenza fra gli ecobonus 2019 e gli ecobonus 2020 è volta a promuovere in maniera ancora più consistente la svolta green della nostra economia, soprattutto per quanto riguarda l’edilizia e l’efficientamento energetico degli edifici.

Proviamo quindi a fare chiarezza fra cercando di spiegare quali sono le differenze fra gli ecobonus 2019 e 2020 qui di seguito.

Qual’è la differenza principale fra ecobonus 2019 e gli ecobonus 2020?

La differenza che salta subito agli occhi fra le due misure di sostegno per la ristrutturazione secondo criteri di efficienza energetica è l’ammontare totale dell’importo. Si passa infatti da un tetto medio del 65% del totale della spesa sostenuta da  dell’ecobonus 2019 ad addirittura al 110%, dell’ecobonus 2020.

Una differenza di rimborso che quindi è più che conveniente dal momento che oltre ad essere praticamente il doppio della precedente permette, in alcuni casi, di coprire l’intero importo dei lavori.

La seconda differenza sostanziale tra Ecobonus 2019 ed Ecobonus 2020 è la possibilità di cedere il credito non solo a fornitori ma anche a banche ed istituti. Questo di fatto è un vantaggio che rende il credito fruibile a tutti.

Requisiti per usfruire dell’ecobonus: differenze fra quelli del 2019 e quelli del 2020

Per quanto riguarda le differenze fra gli ecobonus del 2019 e quelli del 2020 proviamo a prendere in considerazione come prima cosa i requisiti del 2019.

Requisiti ecobonus Dl Crescita

La detrazione per il risparmio energetico approvata nella legge di bilancio 2019 consente di beneficiare di uno sconto Irpef pari al 50% o al 65% della spesa sostenuta, in relazione alla tipologia di lavoro effettuato. Questa percentuale può salire fino al 75% nel caso di lavori in condominio.

Nello specifico, la detrazione per interventi sulle abitazioni riguarda tutti gli interventi e le spese sostenute ai fini di:

  • miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi);
  • installazione di pannelli solari;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  • interventi di domotica, cioè installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento.

Per ogni intervento specifico inoltre, la legge di bilancio 2019 stabiliva tre aliquote differenziate in base alla tipologia di spesa sostenuta del 50%, del 65% e del 75%. Vediamole qui di seguito.

Detrazione ecobonus 50% per i seguenti interventi:

  • interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive d’infissi;
  • schermature solari;
  • caldaie a biomassa;
  • caldaie a condensazione, che continuano ad essere ammesse solo in alcuni casi. Per questi impianti l’efficienza media stagionale deve essere pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto. Le caldaie a condensazione possono, tuttavia, accedere alle detrazioni del 65%.

Detrazione ecobonus 65% per i seguenti interventi:

  • interventi di coibentazione dell’involucro opaco;
  • pompe di calore;
  • sistemi di building automation;
  • collettori solari per produzione di acqua calda;
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori ibridi, cioè costituiti da una pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro.

Detrazione ecobonus al 70% o 75% per  interventi di tipo condominiale valida per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 con il limite di spesa di 40.000 euro moltiplicato per ogni unità immobiliare che compone l’edificio

Ecobonus 2020 del DL Rilancio

Il decreto Rilancio, rispetto al DL Crescita, è ricco di novità, anche per il settore edilizio. Sarà valido per i lavori svolti dal 1° luglio 2020 e fino alla fine del 2021 e potrà prevedere un importo pari al 110% della spesa. In pratica quindi permetterà di fare i lavori gratis a patto che garantisca il miglioramento dell’edificio di almeno due classi energetiche. Miglioramento che certificato con l’Attestato di Prestazione Energetica (Ape), rilasciato da un tecnico abilitato.

Questi invece i nuovi interventi per cui è garantita la copertura dall’ecobonus 2020 al 110%:

  • cappotto termico, su almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio realizzato con materiali isolanti che i i previsti dal decreto Ambiente dell’ottobre 2017.  Il rimborso verrà restituito fino ad un importo massimo di 60.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio.
  • sostituzione degli impianti di riscaldamento e raffrescamento esistenti su edifici unifamiliari e sulle parti comuni degli edifici. La sostituzione deve avvenire con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, a pompa di calore, compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici. In questo caso il tetto massimo di spesa è 30.000 euro per ogni unità immobiliare dell’edificio interessato dai lavori. Sono riconosciute anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Da precisare che l’aliquota del 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico già agevolati dall’ecobonus 2019, nei limiti di spesa già vigenti per ciascun intervento e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno dei maxi-interventi appena descritti. Un esempio? L’installazione di un impianto fotovoltaico con relativo intervento strutturale sull’edificio in questione.

Riscossione del bonus: sconto in fattura e cessione del credito

Per quanto riguarda le modalità di riscossione del bonus, non ci sono grosse differenze fra gli ecobonus 2019 e gli ecobonus 2020.

Se infatti Decreto Crescita del 2019 ha introdotto la possibilità per il contribuente di utilizzare la detrazione fiscale spettante per i lavori ammessi all’ecobonus come sconto diretto in fattura, questa modalità è stata riproposta praticamente invariata dal DL Rilancio. ll contribuente quindi potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore di fatto senza sborsare un euro di tasca sua.

Sarà il fornitore dell’intervento poi a recuperarlo sotto forma di credito di imposta. Credito di imposta che a sua volta sarà cedibile ad altri soggetti, come banche e intermediari finanziari, o per la trasformazione in un credito di imposta da riscuotere successivamente.

Proprio quest’ultimo punto è quello in cui noi di Valore Energia siamo specializzati.

Vuoi saperne di più a riguardo?

Non ti resta che contattarci cliccando qui!

#gates-custom-63df29ca47a47 h3:after {background-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca47a47 h3:after {border-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca47a47 h3:before {border-color:#e6be1e!important;}

Scarica la nostra guida gratuita sul Superbonus 110%!


Compila il form con i tuoi dati e scarica la nostra guida gratuita!

DL Rilancio: tutte le informazioni sugli Ecobonus al 110%

DL Rilancio ed Ecobonus al 110%. Tutte le informazioni che cerchi sulle nuove agevolazioni spiegate per bene!

Home » News » Pagina 10

 

E’ finalmente arrivato il tanto attesto testo del DL Rilancio con gli Ecobonus al 110%. Un intervento che, secondo le intenzioni del governo, dovrebbe servire a dare una svolta green alla nostra economia!

Accanto a graditi ritorni, molte sono le novità degli ecobonus al 110% contenute nel Dl Rilancio, consultabile nella sua versione integrale cliccando su questo link, soprattutto riguardanti il settore dell’efficientamento energetico.

Data la numerosa mole di pagine in esso contenute, abbiamo pensato che ti potrebbe fare piacere andare subito al punto e capire quali sono le novità. Ecco quindi le più importanti agevolazioni contenute in questo Decreto Legge. Novità riguardanti soprattutto i criteri con i quali avere accesso alle agevolazioni fiscali. E’ importante capire quali tipologie di lavori danno accesso alle agevolazioni  ed a quanto possono ammontare le spese massime sostenute per averne diritto.

Per questo abbiamo deciso di scrivere questa specie di riassunto sugli ecobonus al 110% del DL Rilancio!

In particolare abbiamo suddiviso queste informazioni nei seguenti “capitoli”:

  1. Validità degli ecobonus 110% del DL Rilancio;
  2. Interventi previsiti e requisiti per accedervi;
  3. Ecobonus per il fotovoltaico;
  4. Ecobonus per i sistemi di accumulo;
  5. Ulteriori chiarimenti.

Pronto a scoprirle?

Da quando e per quanto tempo avranno validità gli Ecobonus 110% del DL Rilancio?

Sarà possibile usufruire del bonus del 110% per le spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Le spese sostenute dal 1 Gennaio del 2020 ad oggi possono solo ambire alla cessione del credito.

Quali sono i requisiti minimi per accedere alle agevolazioni del DL Rilancio?

Per avere accesso all’ecobonus del 110% del DL Rilancio di gli interventi di efficientamento energetico devono rispettare i seguenti requisiti minimi:

  1. Devono assicurare almeno il miglioramento di 2 classi energetiche attestate con APE (attestato Prestazione Energetica);
  2. Deve essere stipulata un’assicurazione di copertura eventi catastrofici qualora il cessionario decida di cedesse il credito;

Quali interventi danno diritto all’ecobonus?

Secondo il DL Rilancio danno diritto all’ecobonus del 110% i seguenti tipi di intervento:

  1. Interventi di isolamento termico;
  2. Sostituzione impianti climatizzazione delle parti comuni degli edifici;
  3. Sostituzione impianti climatizzazione (riscaldamento o raffrescamento) di edifici familiari: pompe di calore, sistemi ibridi, scaldaacqua a pompa di calore, sistemi geotermici, sistemi di accumulo.
  4. Fotovoltaico, sistemi di accumulo;
  5. Tutti gli interventi già rientranti nel precedente Ecobonus;

Qual’è l’importo massimo di spesa per cui è erogato il bonus dell 110%?

Le agevolazioni massime previste gli interventi sono le seguenti:

  1. 30.000 Euro: per gli interventi termici previsti al punto 2 e 3 di cui sopra;
  2. 60.000 Euro: per gli interventi indicati al punto 1 di cui sopra;
  3. 48.000 Euro: per gli interventi indicati al punto 4 di cui sopra;

DL Rilancio: Ecobonus al 110% per il fotovoltaico

Quali sono i requisiti minimi per accedere alle agevolazioni del fotovoltaico?

Per avere accesso al bonus gli interventi riguardanti il fotovoltaico devono rispettare i seguenti requisiti minimi:

  1. La cessione dell’energia in eccesso a quella auto-consumata al GSE è obbligatoria;
  2. Assicurazione obbligatoria per la cessione del CREDITO;
  3. Abbinato ad uno degli interventi sopra ossia: rifacimento o sostituzione impianti termici invernali o raffrescamento;
  4. Edificio deve al meno aumentare di 2 classi energetiche;

Qual’è l’importo massimo di spesa per cui è erogato l’ecobonus per il fotovoltaico al 110%?

L’ agevolazione massima per gli interventi di realizzazione impianti fotovoltaici e batterie di accumulo ammonta a 48.000 Euro ed ovviamente vanno sempre abbinati ad interventi termici come detto sopra .

Sono agevolabili anche impianti fotovoltaici realizzati nell’ambito di:

  • d) “interventi di ristrutturazione edilizia” come ad esempio il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.
  • e) “interventi di nuova costruzione”.  Si considerano nuova costruzione: 1) la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati (es. pensilina o tettoia).

N.B.: L’IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA DIRITTO DA SOLO ALL’ECOBONUS AL 110% SOLO SE CON LA SUA INSTALLAZIONE  L’EDIFICIO SUL QUALE E’ INSTALLATO OTTIENE UNA CLASSE ENERGETICA PARI AD “A”.

Bonus al 110% per i sistemi di accumulo

Come funziona?

Il bonus al 110 % per I sistemi accumulo non ha nessuna limitazione di costo al Kw.

Esiste solo il limite max di spesa che ammonta a 48.000 Euro qualora si fosse spesa tale cifra in ambito di altri interventi di efficientamento energetico, come ad esempio l’installazione del fotovoltaico e termico come sopra specificato.

Se i sistemi di accumulo vengono installati dopo dell’impianto fotovoltaico, e se quest’ultimo ha già beneficiato delle agevolazioni della stessa legge (ristrutturazione edilizia), il limite di spesa per ogni kW è pari ad Euro 1000. Ad esempio se avete costruito un impianto fotovoltaico da 1 anno ed ha goduto delle detrazioni anche il sistema di accumulo è agevolato.

Domande frequenti: ulteriori chiarimenti

Abbiamo inoltre provato a rispondere ad alcune domande sugli Ecobonus al 110% del DL Rilancio che probabilmente ti saranno venute in mente:

  1. Domanda: Ho fatto un contratto per un fotovoltaico o una pompa di calore prima del Decreto rilancio ho diritto al 110%? Risposta: Non ha diritto al 110% ma ha diritto ad avere lo sconto in fattura con la cessione del credito.
  2. Quanto è lo sconto in fattura? Il 50% se ha fatto un fotovoltaico o il 65% se è un intervento termico.

Per quanto riguarda il DL rilancio ed i suoi ecobonus 110% per il momento è tutto.

Per non perderti tutti i futuri aggiornamenti ed iscriviti alla nostra newsletter!

#gates-custom-63df29ca4f330 h3:after {background-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca4f330 h3:after {border-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca4f330 h3:before {border-color:#e6be1e!important;}

Scarica la nostra guida gratuita sul Superbonus 110%!


Compila il form con i tuoi dati e scarica la nostra guida gratuita!

Ecobonus 2020 cessione del credito: chiarimenti sul funzionamento

L’Agenzia delle Entrate chiarisce le modalità per la cessione del credito dell’ecobonus 2020

Per quanto riguarda la cessione del credito dell’ Ecobonus 2020 c’è il via libera da parte della Agenzia delle Entrate.

Questo significa che il credito ricevuto grazie all’ Ecobonus 2020 riguardante lavori di ristrutturazione e di efficentamento energetico di una struttura, come ad esempio l’installazione di pompe di calore, o solare termico e quant’altro, può essere ceduto a soggetti terzi. E questa è la buona notizia.

Tuttavia, se da un lato è la stessa Agenzia a stabilire che la cessione del credito ecobonus 2020 è legittima, dall’altro le modalità di cessione dello stesso hanno creato fin da subito dubbi a riguardo.

In quali tempi e modi posso cedere il credito dell’ecobonus 2020? A quanti e quali soggetti?

Queste sono le domande a cui i beneficiari dell’econbonus attendevano una risposta.

Una risposta che per fortuna non si è fatta troppo attendere grazie al chiarimento che è arrivato dopo l’8 maggio scorso. L’agenzia infatti si è vista costretta a rispondere a questi dubbi a causa dell’interpello di una società sulle riguardante appunto le corrette modalità di cessione del credito, un credito di ammontare pari alla detrazione spettante alle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica.

Approfondiamo l’argomento della cessione del credito ecobonus 2020 qui di seguito.

Il quesito sottoposto all’agenzia dell’entrate sulla cessione del credito per quanto riguarda l’ecobonus 2020

La società che ha sottoposto il quesito all’agenzia delle entrate ha sottoposto alla stessa agenzia dei chiarimenti stringenti e precisi. I chiarimenti richiesti riguardano la facoltà di cedere il credito d’imposta e sono sostanzialmente due. Vediamoli insieme qui sotto.

  1. La cessione può valere sull’intero credito quando questo diventa disponibile? Oppure la cessione del credito dell’ecobonus 2020 può essere esercitata sulla parte di credito residua di anno in anno per l’utilizzo in compensazione?
  2. Il secondo chiarimento riguarda la cessione del credito dell’ecobonus 2020 a più soggetti. Questa può essere effettuata in più fasi temporalmente distinte oppure deve essere effettuata in un’unica soluzione?

La risposta dell’agenzia delle entrate

La risposta non si è fatta attendere. Un fatto che probabilmente è stato anche dettato dal contesto di crisi economica che l’Italia si appresta ad attraversare a causa dell’emergenza coronavirus. I chiarimenti rilasciati dall’agenzia delle entrate sono quindi i seguenti:

  1. Innanzitutto l’agenzia specifica che è possibile cedere il credito d’imposta dell’ecobonus 2020 anche parzialmente e in favore di soggetti diversi, eventualmente mantenendone per sé una parte;
  2. la cessione di questo credito non deve essere effettuata tutta in un’unica soluzione ma può avvenire anche in tempi diversi e dopo aver già utilizzato in compensazione alcune rate del credito o parte di esse;
  3. E’ ammessa anche la cessione delle rate del credito che non sono ancora utilizzabili in compensazione.
  4.  L’ Agenzia inoltre specifica che il cessionario, ovvero il soggetto al quale si è ceduto il credito, non può a sua volta cedere il credito a soggetti terzi.

L’iter per accedere alla cessione del credito

Ricordiamo qui di seguito brevemente quali sono i passaggi obbligatori per accedere a questo importante incentivo fiscale.

Per prima cosa è necessario rivolgersi a dei tecnici abilitati. Il loro compito sarà quindi quello di assicurarsi il rispetto dei requisiti previsti. Compito dei tecnici è anche quello di assicurarsi che le spese per i lavori di efficientamento energetico siano congrui all’accesso agli interventi agevolati. A questo punto una copia dell’asseverazione (certificazione legale redatta dai tecnici) viene trasmessa per via telematica all’ ENEA che procederà ed erogare il bonus.

Un cosa che sicuramente farà piacere è la seguente: fra le spese detraibili rientrano anche quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni.

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato sulle detrazioni fiscali e sulle novità del settore!

#gates-custom-63df29ca5652b h3:after {background-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca5652b h3:after {border-color:#e6be1e!important;}#gates-custom-63df29ca5652b h3:before {border-color:#e6be1e!important;}

Scarica la nostra guida gratuita sul Superbonus 110%!


Compila il form con i tuoi dati e scarica la nostra guida gratuita!

Vai alla chat
Hai bisogno di aiuto?
Benvenuto in Valore Energia
Ciao,
Come possiamo aiutarti?