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Cilas superbonus: per i condomini c’è tempo fino al 25 novembre 2022

Cilas superbonus: per i condomini c’è tempo fino al 25 novembre 2022 per usufruire dell’aliquota del 110%. Ecco come cambierà la normativa dopo il Decreto Aiuti Quater

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Il Decreto Aiuti Quater si appresta a cambiare profondamente la normativa del Superbonus, ne parliamo anche qui.

Tra le novità più importanti del decreto Aiuti Quater spicca senza dubbio l’addio alla maxi-detrazione al 110% per il prossimo anno. Una rivoluzione annunciata da tempo ma che è arrivata molto prima di quanto previsto. In effetti, ci si aspettava che questa novità entrasse in vigore solo dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2023. Le modifiche sostanziali varate dal governo Meloni sono state infatti approvate lo scorso 10 novembre e tra queste figura appunto la riduzione del bonus dal 110 al 90% a partire dal 1° gennaio 2023.

Ma le novità non si fermano di certo qui. Il novo decreto infatti introduce un regime transitorio di validità dell’aliquota del 110 % ed altre nuove regole per il 2023. Tra queste nuove regole spicca quella per la Clias superbonus per i condomini che avranno tempo di depositarla fino al 25 novembre se vogliono ottenere la maxi-detrazione. Oltre alla Cilas superbonus sono inoltre previsti nuovi limiti di reddito per accedere alla detrazione.

Abbiamo deciso di riassumere qui di seguito tutto quelle che c’è da sapere sulle novità approvate dall’esecutivo.

Il Superbonus scende dal 110% al 90% per i condomini

Per i condomìni, gli edifici composti da 2 a 4 unità, il decreto Aiuti Quater anticipa anticipa dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2022 la scadenza del 110%. In altre parole, l’aliquota della detrazione fiscale ammonterà al 90% a partire dal 1° gennaio 2023.

Nessuna modifica invece per quanto riguarda i successivi abbassamenti dell’aliquota di detrazione. Rimane confermata quella del 70% dal 1 gennaio fino al 31 dicembre 2024 e quella del 65% dal 1 gennaio fino 31 dicembre 2025. L’aliquota rimarrà al 110% fino al 2025 invece per tutti gli interventi realizzati dalle Onlus sulle strutture sociosanitarie. Precisiamo però che potranno accedere alla detrazione del 110% i condomini che presentino la Cilas superbonus entro il 25 novembre 2022 come specifichiamo più avanti.

Come cambia il superbonus per le villette

Novità in arrivo anche per quanto riguarda gli edifici unifamiliari. I proprietari delle villette dovranno anche rispettare i seguenti requisiti per avere accesso alla nuova detrazione al 90% per tutto il 2023:

  • i lavori possono essere effettuati solo sulla prima casa per poter richiedere il superbonus;
  • i richiedenti devono avere un reddito inferiore a 15mila euro annui, cifra che viene innalzata in base al quoziente familiare.

A questo proposito, la premier Giorgia Meloni si è espressa così in conferenza stampa:

“Abbiamo introdotto un principio sui redditi medio bassi che saranno calcolati non in base al tradizionale Isee ma in base alla composizione del nucleo familiare, in questa norma c’è un primo accenno di quoziente familiare”,

Per le villette unifamiliari rimane valida la detrazione del 110% fino al 31 marzo 2023 a patto che si rispetti una condizione fondamentale. Per accedere al 110% di detrazione infatti i richiedenti dovranno infatti aver completato il 30 per cento dei lavori entro il 30 settembre 2022.

Superbonus: la data del 25 novembre per la Cilas Superbonus

Se per il 2023 il quadro è abbastanza chiaro, resta da sciogliere il mistero su cosa accada fino alla fine del 2022. Per questo il Governo ha introdotto un regime transitorio in cui la detrazione rimarrà invariata per coloro che riusciranno a presentare la Cilas Superbonus entro il 25 novembre 2022. I condomini però dovranno anche aver già deliberato l’approvazione dell’esecuzione dei lavori. 

La regolare della presentazione della Cilas Superbonus è stata però duramente contestata dagli addetti ai lavori. Secondo Federica Brancaccio, presidente Ance – Associazione nazionale costruttori edili a Radio 24 Mattino, la modifica introdotta dal Governo:

 “blocca tutto, ma non è solo per le imprese ma quello che genera nelle famiglie, nei condomini, e potenziali, direi quasi certi, contenziosi, perché quando si mette la data del 25 novembre per la presentazione della comunicazione di inizio lavori, la comunicazione di inizio lavoro è l’ultimo atto di un lungo percorso nel quale si è fatto uno studio di pre-fattibilità, un progetto, tutto questo chi lo paga? Quello che arriva al pubblico è la sfiducia nella misura, penalizzando i condomini più disagiati che sono quelli che sono partiti per ultimi”.

La cessione dei crediti

Le misure approvate la settimana scorsa dal Governo non toccano il nodo della cessione dei crediti, che dunque rimangono bloccati.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha promesso però un rapido intervento in questa questione visto che a tutti gli effetti si tratta di un problema che ricade sulle spalle di molte imprese. In particolare ha rassicurato che il Governo sta definendo una via di uscita rispetto alla situazione attuale in merito allo stock di crediti d’imposta esistenti. Inoltre, il ministro ha poi sottolineato:

 “La cessione del credito è una possibilità, non un diritto. Tutti coloro che da ora ne vogliono usufruire hanno la certezza di potere usufruire della detrazione dei crediti dai redditi ma non possono avere la certezza che si trovi una banca o istituzione che li accetti. È passata l’idea che il credito d’imposta sia sostanzialmente moneta ma non è così, quindi chi deve fare un investimento deve valutare se l’impresa costruttrice o la banca sia disponibile a riconoscere il credito perché se non è così bisogna calcolare il progetto d’investimento in diverso modo”.

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Responsabilità solidale alleggerita per la cessione del credito

La conversione del Decreto Aiuti-bis ha portato in dote una nuova responsabilità solidale attenuata per la cessione del credito

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Lo scorso 13 settembre 2022 il Senato ha approvato una modifica importante in materia del superbonus. La modifica ha aperto la strada alla responsabilità solidale attenuata dei cessionari dei crediti fiscali riconducibili ai bonus edilizi. La responsabilità solidale dei cedenti/cessionari si configurerà infatti solo in caso di dolo e colpa grave per i crediti relativi ai lavori successivi all’inserimento dell’asseverazione obbligatoria (cioè al DL Antifrodi, 157/2021).

Fra questi soggetti rientrano anche le banche e questa è una cosa importante. La responsabilità solidale è infatti la causa principale dello stop all’acquisto dei crediti d’imposta maturati dalle imprese edili da parte delle banche. Sbloccando la possibilità di acquisto di questi crediti, le aziende che svolgono i lavori con i bonus edilizi, possono tornare a lavorare. Liquidare il credito d’imposta alle imprese è infatti fondamentale per fare in modo che esse possano proseguire i lavori sui cantieri come abbiamo cercato di spiegare qui.

Possiamo quindi affermare che alla fine, dopo l’allargamento delle maglie della cessione del credito (DL Semplificazioni), arriva anche il ritorno al passato sulla responsabilità solidale. Le richieste di operatori e professionisti sono state quindi accolte dal Senato in sede di conversione del DL Aiuti Bis (115/2022). Nel testo del decreto infatti spicca l’introduzione dell’art.33-bis, rubricato “Semplificazioni in materia di cessione dei crediti ai sensi dell’articolo 121, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77”.

Ma cosa è la responsabilità solidale di preciso? Perché le banche potevano essere considerate responsabili dell’acquisto di crediti fasulli? Quali sono i nuovi cambiamenti apportati dal Decreto Aiuti Bis? 

Abbiamo cercato di rispondere a queste domande in maniera approfondita qui di seguito.

Cos’è la responsabilità solidale per la cessione del credito?

Prima di proseguire oltre, riteniamo sia opportuno chiarire una volta per tutte cosa sia la responsabilità solidale per la cessione del credito d’imposta. Una responsabilità particolare, salita agli onori delle cronache dopo la pubblicazione della Circolare 23 del 23 giugno scorso dell’Agenzia delle Entrate.

In questa circolare, il Fisco, ha evidenziato che il cessionario avrebbe dovuto controllare i documenti presentati per la cessione del credito in maniera diligente. In caso di mancata diligenza scatterebbero dei controlli non solo nei confronti del contribuente che aveva ceduto il credito (in primis chi ha realizzato i lavori) ma anche del soggetto che ha acquistato il credito (per lo più banche).

Qualora il Fisco trovasse delle incongruenze avrebbe il potere di sequestrare la cifra corrispondente maturata dall’azienda o acquistata dalla banca nel relativo cassetto fiscale.

Ma quali sono i criteri da seguire per questa verifica diligente?

A tutti gli effetti, come stiamo per spiegare, è proprio questo il vero nodo della questione della responsabilità solidale.

I criteri per la verifica diligente

La verifica diligente dovrà quindi seguire una serie di regole stringenti individuate dalla stessa circolare. Alcune di queste regole sono però parse fin da subito fuori luogo.

  • Tra queste regole spicca la verifica della coerenza tra il valore iniziale dell’immobile e il costo dei lavori. Spesso infatti, gli interventi sostenuti dai richiedenti la maxi-detrazione, hanno riguardato la radicale trasformazione, attraverso l’efficientamento energetico e il miglioramento sismico, di veri e propri ruderi. In casi come questo appare evidente che la differenza tra il valore economico di partenza dell’immobile e la spesa necessaria per migliorarlo è spropositata.
  • Un’altra regola che ha creato problemi è la verifica della congruenza patrimoniale tra il valore dei lavori e la situazione reddituale e patrimoniale dei beneficiari. Da ciò si deduce che le banche, ogni volta che acquistano un credito d’imposta, devono verificare che i crediti d’imposta detenuti da un’impresa siano adeguati al volume d’affari della stessa. Ma come fanno a definire questa adeguatezza? La realtà dei fatti è che non esistono linee guida specifiche in merito. Per questo c’è il rischio concreto è che un domani, il Fisco giudichi questi criteri sbagliati e che quindi sequestri queste somme nei cassetti fiscali.

Questi che abbiamo appena elencato sono quindi i motivi per cui, con la responsabilità solidale è stato di fatto bloccato il meccanismo della cessione del credito d’imposta. A nulla è valso aver concesso la possibilità agli istituti di credito di cedere il credito anche ai propri correntisti titolari di Partita IVA per porre rimedio.

D’altro canto, chi acquisterebbe dalle banche un credito fiscale con il rischio di dover poi rispondere di eventuali irregolarità commesse da altri? Così, la possibilità concessa alle banche di liberarsi dei crediti che avevano acquistato non è mai decollata bloccando anche la possibilità di acquisirne di nuovi.

I contenuti del DL Aiuti Bis sulla responsabilità solidale in dettaglio

Con il DL Aiuti bis quindi, la responsabilità solidale dei cessionari è notevolmente ridotta ed alleggerita ma non scompare. Precisiamo infatti che, chi acquista il credito può essere chiamato in causa nel caso in cui risulti complice del cedente nel non rispettare le regole.

Esaminando il decreto in dettaglio emerge anche che:

  • è abolita la responsabilità solidale, in ogni caso, per i cessionari di crediti derivanti dal Superbonus e per i cessionari dei crediti collegati ad altri bonus edilizi se generati dopo l’entrata in vigore del DL Antifrodi (si ripristina il ‘vecchio’ art.121 comma 6 del DL 34/2020);
  • per i crediti precedenti a tale data, la responsabilità solidale è abolita solo in presenza di asseverazione e a condizione che il cedente coincida con il fornitore e sia un soggetto diverso da banche e istituti finanziari. Il cedente, ai fini della limitazione della responsabilità solidale, dovrà acquisire ora per allora la documentazione relativa alla certificazione del credito (articolo 121, comma 1-ter DL Rilancio);
  • resta sempre ferma la responsabilità per dolo o colpa grave.

NB – Ricordiamo che queste misure non sono ancora in vigore, visto che il testo emendato del Senato dovrà passare alla Camera per la definitiva conversione in legge – e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – entro il 9 ottobre.

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Bollette e costi conto corrente in aumento. Proteggiti con il credito d’imposta

Bollette e costi conto corrente in aumento nel 2022. Ecco come proteggerti grazie al credito d’imposta

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Se non lo avevate già capito, il 2022 è un anno di rincari sotto tutti i fronti. Non sono da meno quelli riguardanti le bollette gas e luce e quelli dei costi conto corrente.

A dire il vero, per quanto riguarda le bollette eravamo preparati. Ne avevamo già parlato qui in tempi non sospetti. Tuttavia, i rincari sotto questo fronte sono stati più alti rispetto a quanto ci si aspettasse. Mediamente infatti le famiglie pagheranno circa 1000 euro in più in un anno. In particolare, nel primo trimestre 2022 è stato quantificato un aumento del 131% dell’energia elettrica rispetto allo stesso periodo del 2021 per il cliente domestico (e del 94% per quello del gas naturale.

Di pari passo però si stanno verificando aumenti anche sui costi conto corrente come riporta l’indagine condotta da Altroconsumo su un campione di oltre 400 conti correnti. Secondo questa indagine, rispetto a febbraio 2021, i costi dei conti corrente bancari sarebbero aumentati in media dal 7 al 14 per cento per famiglie che pensionati. Aumenti ai quali potrebbero aggiungersi anche quelli relativi al pagamento del canone per la carta di debito ovvero il bancomat.

Se per l’aumento delle bollette la soluzione esiste ed è passare sempre di più all’uso ed al consumo di energie rinnovabili, esiste anche una soluzione contro l’aumento dei costi degli oneri bancari e sugli interessi passivi delle giacenze bancarie. Una soluzione che prevede l’acquisto del credito d’imposta.

Ma cosa significa che acquistare il credito d’imposta può essere una soluzione contro l’aumento dei costi conti corrente?

Abbiamo cercato come prima cosa di fare il punto sugli aumenti di questi oneri riguardanti la maggior parte dei correntisti italiani per poi spiegare come mai acquistare il credito d’imposta potrebbe essere una buona soluzione.

L’aumento dei costi dei conti correnti bancari

La quasi totalità degli utenti delle banche, tutti tranne i giovani, sta per subire dei rincari per quanto riguarda i costi di gestione dei conti corrente. Famiglie, imprese e pensionati stanno infatti per vedere lievitare questi costi di gestione tra il 7 ed il 14% a seconda dei casi.

Ma non finisce qui. Questi rincari devono essere sommati anche a quelli per il canone della carta di debito ovvero il Bancomat. Il tutto mentre l’Antitrust sta decidendo proprio in questi giorni se accogliere o respingere la richiesta di Bancomat spa di abolire la commissione a carico del cliente sul prelievo di contante per spostarla sulla banca proprietaria dello sportello automatico. Se accolta, quest’ultima richiesta, toglierebbe visibilità alle spese sui prelievi (oggi in media di 1,49 € fra le banche che le prevedono) facendole lievitare.

Ma le spese dei conti correnti non finiscono di certo qui. A quelle che abbiamo appena preso in esame infatti devono essere aggiunte anche le seguenti:

  • l’imposta di bollo di 34,20 euro per le giacenze sopra i 5 mila euro;
  • la ritenuta fiscale sulle sulle giacenze di conto da parte dello stato che ammonta al 26%;
  • gli oneri d’interesse passivi, circa lo 0,5% mensile ovvero il 6% annuo, sulle giacenze sopra i 100.000 euro.

Le commissioni: bonifici e le carte di credito. Essere fedeli paga ancora?

Anche le commissioni bancarie, come quelle relative ai bancomat ed alle carte di credito sono aumentate come emerge dall’analisi dei dati riguardanti un campione di 24 banche esaminate da Altroconsumo.

In particolare gli aumenti misurati dall’indagine sono i seguenti:

  • I costi dei bonifici effettuati in filiale hanno subito un aumento dell’8,8%. Il costo medio è adesso di 4,71 €;
  • Per i bonifici online gli aumenti si aggirano intorno al 5,26% per un costo medio di circa 40 centesimi;
  • Il bonifico istantaneo ha subito un sovrapprezzo intorno all’euro e mezzo;
  • Anche il canone per per la carta di credito ha subito un rincaro visto che è aumentato del 7,4% e che adesso ammonta a circa 29€.

Infine Altroconsumo non può fare a meno di riportare un dato sorprendente che riguarda il costo dei conti correnti aperti da molti anni presso lo stesso istituto. Paradossalmente, i nuovi conti appena aperti hanno un costo inferiore rispetto a quelli aperti da più di 10 anni della metà: 113,50 euro l’anno contro i 54 euro.

Come difendersi dagli aumenti dei costi dei conti corrente bancari?

Abbiamo appena esaminato una situazione che evidenzia come le spese dei conti correnti bancari stiano subendo degli aumenti consistenti. Costi che in alcuni casi sono dei veri e propri oneri passivi, come nel caso delle giacenze di conto superiori ai 100.000 euro.

Ma è possibile proteggere i propri risparmi da questi rincari? Se si come?

La strategia principale per difendersi dagli aumenti delle spese del conto corrente è molto semplice: non avere giacenze sui conti correnti, soprattutto se superiori ad una certa cifra.

No, non siamo impazziti, lasciateci spiegare. Non avere giacenze sui conti corrente non significa spendere tutti i soldi senza mettere da parte nulla. Semplicemente significa investire questi soldi e quindi non lasciarli depositati e soggetti ai costi conti corrente.

Acquistare il credito d’imposta (ne parliamo meglio qui) è un investimento sicuro e conveniente in grado di garantirti un guadano certo ed assicurato. Perché? Per almeno altre due buone ragioni:

  1. Acquistare il credito d’imposta ti permette di ottenere un guadagno certo ed immediato. Chi compra del credito d’imposta infatti lo fa per un importo che è inferiore rispetto al reale valore del credito da detrarre.
  2. Comprare il credito d’imposta è al tempo stesso un investimento conveniente e sicuro. L’articolo 121 del DL Rilancio, commi 5, 6 e 7, stabilisce che eventuali violazioni delle norme che stabiliscono l’accesso alla detrazione fiscale sono a carico del beneficiario della detrazione.

Vuoi saperne di più sulla cessione del credito d’imposta e sulle detrazioni fiscali in vigore? Clicca qui per richiedere maggiori informazioni!

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Fotovoltaico e batterie di accumulo per risparmiare sulle tariffe energia elettrica

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Per il nuovo anno è previsto un raddoppio dei costi della componente energetica e del gas, passando da circa 1.560 euro all’anno per arrivare ad oltrepassare i 3.000 euro. Ma non farti prendere dal panico: ci sono ancora valide strategie per risparmiare sulle tariffe dell’energia elettrica.

Vediamo insieme, nei prossimi paragrafi, alcune soluzioni per abbassare i costi delle bollette della luce a fine mese.

Risparmio su tariffe energia elettrica: alcuni consigli

Come accennato in precedenza, il costo della componente energetica è destinato ad aumentare vertiginosamente, rischiando di gravare in maniera consistente sul bilancio di numerose famiglie. Tuttavia, ci sono alcuni trucchi che possono aiutarti a risparmiare in bolletta, ad esempio:

  • ricorda di staccare sempre le spine dalla corrente e non mettere i tuoi dispositivi in modalità stand-by
  • fai un uso corretto degli elettrodomestici, in particolare della lavatrice e della lavastoviglie
  • acquista tipologie di frigoriferi e di congelatori a basso consumo
  • utilizza correttamente il forno a microonde e quello elettrico. Per quando riguarda quest’ultimo, laddove possibile, evita la fase di preriscaldamento
  • fai un buon uso del condizionatore: non aprire le finestre quando è acceso per non disperdere il fresco accumulato
  • scegli delle lampadine a LED a basso consumo invece che quelle tradizionali
  • finché possibile, sfrutta la luce naturale
  • quando devi effettuare lavatrici o lavastoviglie, controlla la fascia oraria in cui l’energia costa meno

In aggiunta, puoi installare un impianto fotovoltaico nella tua abitazione. Vediamo nel dettaglio, nel prossimo paragrafo, tutti i vantaggi di questa possibilità.

Sistema di accumulo per fotovoltaico: tutti i vantaggi

Scegliere di ricorrere ad un sistema di accumulo per fotovoltaico nella propria casa comporta numerosi vantaggi non solo dal punto di vista economico ma anche sul piano ambientale.

Nel dettaglio, il prezzo dell’installazione di un sistema di accumulo al litio si aggira intorno ai 370 euro per kWh, un prezzo nettamente più basso rispetto a quello di qualche anno fa. Questo perché ad oggi sono disponibili diversi incentivi per chi decide di installare un impianto fotovoltaico.

Tra i migliori sistemi di accumulo si trovano le batterie per fotovoltaico, prodotti innovativi che hanno la capacità di immagazzinare l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico o, in alternativa, utilizzarla immediatamente. Nel dettaglio, ecco come funzionano:

  • durante il giorno l’impianto fotovoltaico genera energia
  • una parte di energia viene accumulata nelle batterie, mentre l’altra parte viene utilizzata subito
  • durante la notte l’impianto smette di produrre energia e proprio in questo momento le batterie svolgono la loro funzione di accumulo

Tuttavia, è bene sapere che se le batterie dovessero essere scariche, verrà prelevata l’energia necessaria direttamente dalla rete comune e dunque verrà segnata nell’utenza mensile. Per questo motivo le batterie di accumulo devono essere collegate al sistema a pannelli solari ma anche alla rete elettrica esterna.

In aggiunta, si ricorda che l’installazione di una batteria di accumulo comporta il diritto di accesso a incentivi e detrazioni fiscali che riducono il costo del tuo investimento.

Per maggiori informazioni ti consigliamo di visitare il sito ufficiale di ARERA che trovi a questa pagina.

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Le nuove FAQ Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le FAQ sulle novità della cessione del credito, visto di conformità e misure agevolate dopo il DL 4/2022

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Il DL 4/2022, o Decreto Sostegni Ter, contiene numerose novità riguardanti le agevolazioni fiscali previste dalla normativa fiscale italiana. I cambiamenti apportati non riguardano solo la cessione del credito e le nuove scadenze, ma anche aspetti come il visto di conformità e la nuova possibilità di usufruire di una detrazione per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Nuovi aspetti legati soprattutto al Superbonus 110% che abbiamo affrontato qui!

Novità che sono state subito recepite dall’Agenzia del fisco italiano che ha rilasciato nuove FAQ Agenzia delle Entrate. Abbiamo quindi raccolto ed analizzato qui di seguito le nuove FAQ Agenzia delle Entrate cercando di semplificarle il più possibile.

FaQ Agenzia delle entrate su obbligo del Visto di conformità per spese fino a 10mila euro

Nel caso in cui un contribuente, il 1° dicembre 2021 sostenga delle spese per interventi che possono rientrare nelle agevolazioni previste in edilizia libera o di importo complessivo superiore a 10.000 euro, decida di optare per la cessione del credito, al 3 gennaio 2022 non abbia ancora trasmesso la relativa comunicazione di cessione all’Agenzia delle Entrate è tenuto a richiedere il rilascio del visto di conformità e delle entrate è tenuto a richiedere il rilascio del visto di conformità e dell’asseverazione/attestazione della congruità delle spese?

La FAQ Agenzia delle Entrate prende in esame il decreto legge 11 novembre 2021 ha introdotto l’obbligo del rilascio del visto di conformità e dell’attestazione della congruità delle spese in caso di opzione per la cessione del credito. L’obbligo vale anche per i bonus edilizi diversi dal Superbonus. La circolare dello scorso 29 novembre chiarisce che tale obbligo

“si applica, in via di principio, alle comunicazioni trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate a decorrere dal 12 novembre 2021”.

La legge di Bilancio ha però inserito, a decorrere dal 1° gennaio 2022, questo obbligo di visto di conformità previsto per la cessione del credito solo per il Superbonus 110%. Ciò significa che la cessione del credito o lo sconto in fattura non si applica per i Bonus diversi dal Superbonus ed alle opere classificate come edilizia libera di importo inferiore a 10.000 euro.

La legge di Bilancio ha inoltre precisato che restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e facendo salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge.

La disposizione normativa in questione è entrata in vigore il 1° gennaio 2022 pertanto, la stessa deve trovare applicazione da tale data. Il caso preso in esame nella FAQ dell’Agenzia delle Entrate sulle novità della cessione del credito rientra fra quelli in cui non è previsto l’obbligo del visto di conformità.

Calcolo del 30% per i lavori del superbonus

Un’altra nuova FAQ Agenzia delle Entrate riguarda il famoso calcolo del 30% del totale dei lavori detraibili con il Superbonus 110% . Questo caldcolo deve essere commisurato all’intervento complessivamente considerato e quindi comprendendo anche gli interventi con altre percentuali di detrazione? Ad essi possono essere sommati anche gli interventi non agevolati?

Secondo la nuova FAQ Agenzia delle Entrate, vista la formulazione della norma, la percentuale del 30% deve essere commisurata all’intervento complessivo. Non solo quindi per i lavori ammessi al Superbonus 110% ma anche per gli altri interventi. Un criterio che rimane valido anche dalle nuove disposizioni contenute nella nuova legge di Bilancio.

FAQ Agenzia delle Entrate: qual’è il limite di spesa per il superbonus 110 per l’eliminazione delle barriere architettoniche?

La FAQ Agenzia delle Entrate si chiede quale sia il limite di spesa per il super ecobonus del 110% applicabile agli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche. Questo limite è di 96.000 euro? In caso affermativo, questo può essere considerato un nuovo plafond di spesa rispetto a quello per il bonus casa? 

La risposta alla nuova FAQ Agenzia delle Entrate precisa che il Superbonus spetta nei limiti di spesa sopra riportati. I limiti di spesa sono inoltre applicabili disgiuntamente per ciascun intervento effettuato sia sulle parti comuni dell’edificio che sulla singola unità immobiliare all’interno di tale edificio. I massimali di spesa sono pertanto applicabili disgiuntamente, quindi possono essere sommati fra di loro, per ciascun intervento.

Qualsiasi condomino che abbia un ascensore e che voglia effettuare interventi per l’eliminazione di barriere architettoniche potrà fruire del Superbonus nel limite di spesa di 96.000 euro per gli interventi sulle parti comuni. Lo stesso limite di spesa si applica congiuntamente anche agli interventi dello stesso genere effettuati su ogni appartamento. Pertanto, se un soggetto è proprietario di n appartamenti, potrà fruire di un limite di spesa di nx96.0000€. Qualora invece l’appartamento sia cointestato a più titolari il limite di spesa andrà suddiviso fra di essi.

L’intervento per essere considerato autonomamente detraibile deve essere anche autonomamente certificato dalla documentazione richiesta dalla normativa edilizia vigente. Pertanto l’intervento deve risultare essere “trainato”:

  • da un intervento “trainante” finalizzato all’efficientamento energetico;
  • da un intervento “trainante” antisismico.

Per tali interventi può essere esercitata l’opzione dello sconto in fattura sul corrispettivo dovuto o per la cessione del credito corrispondente alla predetta detrazione.

FAQ Agenzia delle Entrate su Detrazione del superbonus nel 730 precompilato

Se un contribuente detrae il super bonus del 110% nel 730 precompilato può inviarlo direttamente o deve avvalersi di un Caf odia un professionista abilitato, ai fini dell’apposizione del consueto visto di conformità?

L’obbligo del visto di conformità decade nell’ipotesi in cui la dichiarazione sia presentata direttamente dal contribuente, attraverso l’utilizzo della dichiarazione precompilata predisposta dall’Agenzia delle entrate.

Detrazione dell’onorario professionale per superbonus

Considerando che il visto di conformità sull’intero modello Redditi assorbe quello specifico per il super bonus del 110% è detraibile al 110% anche il relativo onorario professionale?

L’articolo 1, della legge di bilancio 2022 ha introdotto l’obbligo del visto di conformità anche qualora il contribuente fruisca di tale detrazione nella dichiarazione dei redditi. L’obbligo decade quando i la dichiarazione sia presentata direttamente dal contribuente all’Agenzia delle entrate.

Resta fermo che il contribuente è tenuto a richiedere il visto di conformità sull’intera dichiarazione nei seguenti casi:

  • quando presentano la dichiarazione modello 730 ad un Centro di assistenza fiscale (CAF) o a un professionista abilitato.
  • nel caso in cui i contribuenti utilizzino in compensazione i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 5.000 euro annui.

In questi casi i contribuenti hanno l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità relativamente alle singole dichiarazioni dalle quali emerge il credito.

Asseverazione sulla congruità dei costi

La norma della legge di bilancio che prevede la possibilità di effettuare l’asseverazione sulla congruità dei costi anche sulla base del prezzario DEI, ai fini di tutti i bonus edilizi, ha carattere interpretativo?

L’articolo 1, comma 29, lett. b), della legge 30 dicembre 2021 ha introdotto il comma 1-ter), che:

  • prevede l’obbligo del visto di conformità anche in caso di opzione per la cessione del credito o sconto in fattura relativa alle detrazioni fiscali per interventi, diversi dal Superbonus 110%;
  • prevede che i tecnici abilitati devono asseverare la congruità dei prezzi,

Tale comma  prevede che per l’asseverazione della congruità dei prezzi, richiesta per fruire del Superbonus, occorre fare riferimento oltre ai prezzari individuati dal decreto del Ministro dello sviluppo economico anche ai valori massimi stabiliti con decreto del Ministro della transizione ecologica, da adottare entro il 9 febbraio 2022.

Stabilisce inoltre che i prezzari individuati con il decreto MISE del 6 agosto del 2020, per gli interventi di efficientamento energetico (adevono intendersi applicabili anche ai seguenti interventi:

  • antisismici e di riduzione del rischio sismico ;
  • rientranti nel bonus facciate;
  • di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici.

Si ritiene inoltre che la disposizione abbia valenza interpretativa (quindi retroattiva), in quanto chiarisce che ai fini dell’attestazione della congruità delle spese, per tutti gli interventi ammessi alle agevolazioni, è possibile utilizzare i:

  • prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome,
  • listini ufficiali o delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero i prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi,
  • prezzari individuati nel citato decreto MISE del 6 agosto 2020.

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Proroga cessione del credito 2022: ecco tutte le scadenze!

La Legge di Bilancio proroga la cessione del credito al 2022 ma anche oltre. Scopri tutte le scadenze per i vari bonus fiscali!

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La Legge di Bilancio introduce importanti novità in merito alle detrazioni fiscali in vigore fino al 2021. Non solo nuovi adempimenti o limitazioni, ma soprattutto una revisione delle scadenze per poterne godere. Di pari passo al cambiamento di queste scadenze è anche arrivata la proroga cessione del credito 2022 e dello sconto in fattura ovvero delle alternative alla detrazione dei bonus in dichiarazione dei redditi.

Accanto alla proroga delle scadenze dei bonus per la riqualificazione energetica ovviamente la Legge di Bilancio recepisce anche le modifiche apportate dal Decreto Antifrode (ne parliamo anche qui) che però non esamineremo in questa sede.

Cosa comporta quindi la proroga cessione del credito 2022? Quali sono le nuove scadenze per usufruire della cessione del credito e dello sconto in fattura?

Abbiamo provato a fare ordine in questo approfondimento qui di seguito a cura dei nostri esperti.

Proroga cessione del credito 2022: le nuove scadenze per gli ecobonus 50% e 65%

Una delle novità più importanti apportate dalla nuova Legge di Bilancio è la modifica delle scadenze dei classici ecobonus, in particolare di quello per i pannelli solari al 50% e dell’ecobonus 65%. Entrambi i bonus infatti, visto anche il discreto successo che hanno raccolto in questi anni sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2024.

Più che di proroga cessione del credito 2022 quindi sarebbe più corretto parlare di proroga sconto in fattura e cessione del credito al 2024. Una proroga che riguarderà tutti gli interventi di installazione di nuovi impianti fotovoltaici o di sostituzione o realizzazione di impianti di climatizzazione invernale con pompa di calore, solare termico e caldaie a condensazione.

Scadenze cessione del credito d’imposta per il superbonus

La proroga cessione del credito 2022 non riguarda solo i classici ecobonus ma anche il tanto richiesto Superbonus 110%. Più che di una proroga in realtà dovremo parlare al plurale. Le scadenze della maxi-detrazione sono adesso diverse in base alla tipologia di edificio su cui si effettuano gli interventi. 

Ma cosa significa tutto ciò? Quello che stiamo provando a spiegare è che questo:

Per gli interventi sostenuti dai condomini sarà possibile una detrazione per gli interventi previsti dalla normativa con queste differenti aliquote:

  • 110% per quelli sostenuti entro il 31 dicembre 2023;
  • 70% per quelli sostenuti entro il  2024;
  • 65% per quelli sostenuti entro il 2025.

Per quanto riguarda il superbonus 110% per gli interventi sui condomini quindi possiamo affermare che la proroga cessione del credito è al 2025.

La proroga cessione del credito 2022 riguarda invece soprattutto gli interventi effettuati su edifici o abitazioni unifamiliari, ovvero sulle classiche villette. In questo caso, la Legge di Bilancio ne ha prorogato la scadenza al 30 giugno 2022. Tuttavia, nel caso in cui a questa data risultino sostenuti almeno il 30% dei lavori dell’intervento complessivo, allora sarà possibile cedere il credito fino al 31 dicembre di questo anno.

Dobbiamo invece parlare di una proroga della validità dell’opzione per la cessione del credito al 2023 per quanto riguarda gli interventi effettuati dagli IACP. In questo caso la scadenza per lo sconto in fattura e la cessione del credito è il 30 giugno 2023, che però diventa il 31 dicembre del 2023 nel caso in cui al 30 giugno del prossimo anno siano stati effettuati almeno il 60% dei lavori.

Proroga cessione del credito 2022 per il bonus facciate

La Legge di Bilancio interviene anche modificando il bonus facciate soprattutto riducendone l’aliquota di detrazione che dal 90% passerà al 60%. 

La nuova scadenza del bonus sarà quella del 31 dicembre di questo anno che sarà contestuale alla proroga cessione del credito 2022.

Proroga cessione del credito 2022 per abbattimento barriere architettoniche

Possiamo anche parlare di proroga cessione del credito 2022 anche per la nuova detrazione, che sarà possibile richiedere nel corso di questo anno, per l’abbattimento di barriere architettoniche. Questi interventi potranno dare diritto ad una detrazione con aliquota che ammonta al 75% della spesa totale.

Ma in cosa consiste questa nuova detrazione?

Proviamo a spiegarlo brevemente.

L’abbattimento di barriere architettoniche può dare diritto alla detrazione solo se gli interventi sono sostenuti su edifici già esistenti. In alternativa può essere impiegata per l’installazione di sistemi di automazione degli edifici funzionali ad abbattere queste barriere.

I massimali di spesa previsti variano in base al numero delle unità immobiliari ed ammontano a:

  • 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti o dispongano di uno o più accesso esterno autonomo;
  • 40.000 euro per unità immobiliare nel caso di edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari;
  • 30.000 euro per unità immobiliare nel caso di edifici composti da più di 8 unità immobiliari.

Proroga cessione del credito 2024 per gli altri interventi edili

La legge di Bilancio posticipa la scadenza anche per molti altri interventi edili. In questo caso però, anziché posticiparla di solo un anno introduce un limite di più ampio respiro, il 2024. Di seguito abbiamo riportato la lista dei bonus per i quali sarà possibile cedere il credito d’imposta fino al 2024 In particolare le modifiche introdotte sono le seguenti:

  • sisma bonus al 50-70-75-80-85%;
  • bonus mobili con il limite della spesa massima detraibile di 10.000 euro nel 2022 e di 5.000 euro nel 2023/2024;
  • bonus verde e la sua detrazione IRPEF del 36%.

Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica compila il form che trovi in questa pagina con i tuoi dati!

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Ecobonus 65 2022. La guida per ottenerlo e le novità sulla proroga al 2024!

Ecobonus 65 % 2022: la Legge di Bilancio proroga la detrazione al 65% fino al 2024! Scopri come ottenerlo in questa semplice guida

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Se sei interessato agli Ecobonus 65% 2022 probabilmente è perché, visti i recenti rincari di luce e gas (ne parliamo qui), stai cercando un modo per risparmiare sulle bollette. Magari, fra le altre cose, stai anche cercando una soluzione che ti permetta anche di inquinare di meno.

Sfruttare gli incentivi e le detrazioni disposte dal legislatore e dall’Agenzia delle Entrate potrebbe essere quindi un’ottima idea. Potresti infatti ottenere il duplice vantaggio di risparmiare sulle bollette e di ridurre notevolmente il costo dell’investimento che ti appresti a sostenere. Una detrazione al 65% infatti, tramite lo sconto in fattura, significa il tuo investimento ammonterà a solo il 35% del totale.

Tuttavia fare chiarezza sulla normativa che regola l’Ecobonus 65 2022 non è una questione da poco. Le normative infatti possono essere a volte contradditorie fra loro oltre ad intervenire su più aspetti che fra loro si sovrappongono. Per questo motivo abbiamo cercato riportare in maniera più semplice possibile quando stabilito dalla normativa in questo approfondimento.

Ma prima una buona notizia, giusto per iniziare questo approfondimento con più serenità. La detrazione al 65%, grazie all’approvazione della Legge di Bilancio 2022, non finirà il 31 dicembre 2022. L’ecobonus al 65% sarà infatti valido fino al 2024, perciò hai tutto il tempo a disposizione per rientrare nella detrazione!

Ecobonus 65 2022: gli interventi che danno diritto alla detrazione

L’ecobonus 65 2022 è sostanzialmente un’agevolazione fiscale a cui si accede quando si effettuano dei lavori di riqualificazione energetica su di un immobile. Non importa se questo edificio sia unifamiliare o un condominio.

La misura è rivolta a tutti i cittadini che possiedono un diritto reale di usufrutto dell’immobile in questione. Ovviamente non tutti i lavori di riqualificazione energetica danno diritto alla detrazione in oggetto. Abbiamo pertanto riportato qui di seguito la lista di quelli che possono far ottenere la detrazione al 65%:

  • interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti.
  • gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione;
  • sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con generatori d’aria calda a condensazione;
  • l’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti che producano un risparmio di energia di almeno il 20%, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro;
  • rifacimento dell’impianto di riscaldamento;
  • gli interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia;
  • sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria;
  • l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto (building automation) degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative;
  • interventi di riqualificazione energetica;
  • gli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali (muri), strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti);
  • installazione di impianto solare termico per la produzione di acqua calda.

Sconto in fattura e cessione del credito.

La Legge di Bilancio proroga al 2024 la validità dell’ecobonus 65% 2022 e conseguentemente proroga alla stessa data anche la possibilità, per il beneficiario, di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.

Richiedere lo sconto in fattura di fatto significa far anticipare all’impresa, quindi a noi, i soldi della detrazione. In cambio di questo sconto però dovrai cedere alla stessa il credito d’imposta che ti spetta. In questo modo noi, diventando creditore d’imposta, avremo di fatto pagato in anticipo le tasse allo stato o, detta in altro modo, avremo uno sconto sulle future tasse da pagare.

Ma il Decreto Rilancio, con il quale è stata ampliata la platea dei beneficiari non prevede solo questo. Prevede anche la possibilità di cedere questo credito ad altri soggetti, compresi gli Istituti di credito (banche ecc.) ed altri Intermediari finanziari. Una cessione che di fatto potrebbe far ottenere la liquidità necessaria alle aziende.

IMPORTANTISSIMO. Con il DL Antifrodi, anche per l’ecobonus 65 2022, è diventata obbligatoria la congruità dei prezzi, oltre all’apposizione del visto di conformità da parte del CAF o del commercialista nel caso in cui il beneficiario decida di optare per lo sconto in fattura o il credito d’imposta.

Requisiti per l’accesso alla detrazione

Per accedere all’ecobonus 65 2022 è necessario che un tecnico abilitato produca una asseverazione di congruità delle spese oltre che un A.P.E. o Attestato di prestazione energetica degli edifici.

Oltre al visto di conformità (per interventi superiori ai 10.000 €) è necessario anche produrre la documentazione necessaria alla Legge 10.

Un altro requisito fondamentale per ottenere l’accesso all’ecobonus 65 2022 è inoltre quello di eseguire gli interventi di riqualificazione energetica su unità immobiliari o edifici esistenti. La categoria catastale di appartenenza di questi edifici non è importante, pertanto possono esservi compresi sia gli edifici rurali che quelli strumentali per un’attività d’impresa o professione. Si all’ecobonus 65 quindi anche per negozi, abitazioni, laboratori, uffici, capannoni industriali, magazzini.

Infine, l’ultimo requisito. Le unità immobiliari su cui si effettuano questi interventi devono essere riscaldate prima che inizino i lavori. Ambienti al grezzo, quindi senza sistema di riscaldamento, non possono quindi farvi accedere alla detrazione.

I massimali di spesa

A questo punto è venuto il momento di rispondere alla domanda delle domande quando si parla di detrazioni ovvero la seguente: qual è l’importo massimo detraibile?

I massimali di spesa per il risparmio energetico sono variabili, in base alla tipologia di intervento. L’ammontare massimo della detrazione va da 30.000 €, per la sostituzione degli impianti termici, ai 60.000 €, per gli interventi su involucro e impianti solari. Qui di seguito abbiamo provato a riassumere i massimali di spesa dell’ecobonus 65 2022.

INTERVENTO

SPESA MAX

DETRAZIONE MAX

Riqualificazione energetica edifici esistenti  153.846,15 € 100.000 €
Isolamento termico 92.307,69 € 60.000 €
Sostituzione infissi 120.000 € 60.000 €
Pannelli solari termici 92.307,69 € 60.000 €
Schermature solari 120.000 € 60.000 €
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione 46.153,84 € (con regolazione) 60.000 € (senza regolazione) 30.000 €
Sostituzione impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici 46.153,84 € 30.000 €
Sostituzione impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi 46.153,84 € 30.000 €
Sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore. 46.153,84 € 30.000 €
Acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti 153.846,15 € 100.000 €
Sostituzione o nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore alimentati a biomasse 46.153,84 € 30.000 €
Installazione di sistemi di building automation 23.076 € 15.000 €

Precisiamo inoltre che è possibile cumulare le varie detrazioni a patto che queste siano richieste per lavorazioni diverse. Non è quindi possibile richiedere più detrazioni per lo stesso intervento!

Gli adempimenti per ottenere l’ecobonus 65 2022

Per ottenere la detrazione al 65% in vigore nel 2022 è innanzitutto necessario inviare un’apposita comunicazione all’Enea. Ad essa dovrà essere allegata l’asseverazione prodotta da un tecnico abilitato che certifichi il rispetto dei requisiti richiesti dalla legge. L’invio di questa comunicazione dovrà avvenire entro i 90 gg successivi al termine dei lavori e dovrà essere effettuato in modalità telematica.

Non sempre però è necessario presentare anche l’asseverazione. In particolare non ce n’è bisogno nel caso di una sostituzione degli infissi in un’unità immobiliare, oppure la sostituzione del generatore di calore sempre in un’unità immobiliare. Altri casi sono i seguenti:

  • sostituzione caldaia a condensazione sotto 100 kW: l’asseverazione può essere sostituita dalla dichiarazione del fornitore circa ns (efficienza energetica stagionale per il riscaldamento) maggiore o uguale al 90%. Lo stesso vale per i generatori di aria calda a condensazione;
  • pompe di calore di potenza termica utile non superiore a 100 kW, l’asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore attestante il rispetto dei requisiti tecnici;
  • sistemi ibridi con potenza termica utile della caldaia minore o uguale a 100 kW. L’asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore attestante il rispetto dei requisiti tecnici;
  • sostituzione delle finestre in singole unità immobiliari. L’ asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione dei fornitori o assemblatori o installatori di detti elementi, attestante il rispetto dei valori individuati tabella 1 dell’allegato E;

In ogni caso, le documentazioni raccolte, comprese le Asseverazioni a firma del tecnico incaricato, andranno poi consegnate al proprio consulente fiscale/CAF entro la data di presentazione della Dichiarazione dei redditi.

I beneficiari dell’ecobonus 65 2022

Chiudiamo il nostro approfondimento prendendo in esame i soggetti che possono fruire della detrazione prevista dalla normativa che regola gli ecobonus 65 2022.

L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Riassumendo, possono quindi richiedere la detrazione:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni e i nudi proprietari;
  • i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • tutti i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali) con riferimento ai fabbricati strumentali che utilizzano nell’esercizio della loro attività imprenditoriale;
  • locatari (affittuari) o comodatari;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • associazioni tra professionisti;
  • Istituti autonomi per le case popolari e le cooperative di abitazione a proprietà indivisa;

Possono inoltre fruire della detrazione, qualora sostengano le spese per la realizzazione degli interventi i seguenti soggetti:

  • familiari convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado)
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.

Valore energia la scelta giusta quando si parla di riqualificazione energetica

Se vuoi usufruire dell’ecobonus 65 2022 il nostro consiglio è quello di affidarti a dei professionisti come noi per ottenere la detrazione. La nostra squadra di tecnici ed il nostro personale amministrativo, grazie all’esperienza ed al know-how accumulato in anni sul campo, sono diventati dei veri esperti in materia di detrazioni fiscali e credito d’imposta.

Affidarsi a Valore Energia significa infatti fruire della detrazione del 65% in maniera certa ma soprattutto in tempi brevi, anzi brevissimi!

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Bonus pannelli solari 2022. Tutte le ultime novità!

E’ arrivata la tanto attesa proroga bonus pannelli solari 2022 e per i sistemi di accumulo di energia ad essi connessi. Scopri le ultime novità!

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Una delle novità più importanti del settore della riqualificazione energetica di questo nuovo anno è senza dubbio quella che riguarda il bonus pannelli solari 2022. La detrazione IRPEF del 50% che si può ottenere qualora si decida di installare un nuovo impianto fotovoltaico è infatti stata prorogata anche per tutto il 2022. Anzi, per molto di più: la Legge di Bilancio 2022 infatti proroga gli ecobonus al 50% per i pannelli solari fino al 2024!

Se non rientri quindi nella maxi-detrazione prevista dal Superbonus 110% potrai comunque avere accesso al bonus pannelli solari 2022 o alle detrazioni per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali (Ecobonus 2022). In particolare, prendendo in esame le detrazioni per gli impianti fotovoltaici, rimane in vigore la possibilità di fruire delle detrazioni anche per l’installazione delle batterie di accumulo dell’energia.

Sottolineiamo inoltre come questo sia stato possibile essenzialmente per un motivo soltanto. La proroga al 2024, ed al 2025 per il Superbonus 110%, delle modalità alternative alla detrazione in dichiarazione dei redditi. Quello che stiamo cercando di dire è quindi che sia lo sconto in fattura che la cessione del credito saranno valide fino al 2024 per la gioia di chi come te, sta pensando di effettuare interventi di riqualificazione energetica.

Ma come funziona il bonus pannelli solari 2022 e quello per i sistemi di accumulo? Chi sono i beneficiari di questa detrazione?

Abbiamo chiesto ai nostri esperti di fare il punto della situazione in questo approfondimento. Continua a leggere per scoprire di più!

Come funziona il bonus pannelli solari 2022?

Il bonus pannelli solari 2022 può essere erogato in caso di installazione di un nuovo impianto di fotovoltaico con oppure senza un concomitante sistema di accumulo dell’energia. Il bonus, come abbiamo già avuto modo di anticipare, non è altro che una detrazione IRPEF che ammonta al 50% della spesa totale che hai sostenuto per l’installazione.

Prima dell’introduzione della possibilità della cessione del credito d’imposta era possibile recuperare in dichiarazione dei redditi sotto forma di detrazioni l’ammontare del bonus. Era in particolare possibile recuperare la cifra spettante dividendola in 10 quote di pari importo da recuperare nei successivi 10 anni.

L’introduzione della cessione del credito e dello sconto in fattura però ha cambiato notevolmente le carte in tavola. Oggi non è più necessario attendere 10 anni per recuperare la cifra ma è possibile farlo subito. L’impresa che effettua i lavori, come ad esempio noi di Valore Energia, potrà offrirti direttamente uno sconto del 50% sulla spesa totale in cambio dell’acquisizione del credito d’imposta spettante al beneficiario. In questo modo non solo potrai risparmiare sul costo dell’investimento, ma potrai anche risparmiare sul costo delle bollette!

Limiti per usufruire della detrazione

Ovviamente la normativa del bonus pannelli solari 2022 pone dei limiti per poterne usufruire. Limiti che riguardano soprattutto la spesa massima ammissibile alla detrazione.

In particolare, il limite di spesa è fissato a € 96.000 per unità immobiliare. Ciò significa quindi che installando un impianto fotovoltaico con batterie di accumulo del valore di 96.000 Euro, potremo detrarre un massimo di 48.000 € per ogni unità immobiliare che compone l’edificio. Un’ottima notizia per i condomini che, qualora dispongano di una superficie abbastanza ampia, possono usufruire di una detrazione di 48.000€ moltiplicata per il numero degli appartamenti di cui è composto l’immobile.

Chi sono i beneficiari del bonus pannelli solari 2022?

Solo chi detiene i diritti reali di godimento dell’immobile soggetto a ristrutturazione o riqualificazione energetica può usufruire del bonus pannelli solari 2022. Ciò significa che oltre al proprietario dell’immobile, può godere della detrazione anche un familiare convivente, sempre ovviamente che a questo familiare siano intestate le fatture relative agli interventi effettuati.

Esiste anche un caso particolare che ci sentiamo di approfondire. Cosa succederebbe infatti se, decidendo di optare per la detrazione in dichiarazione dei redditi, l’immobile oggetto degli interventi viene venduto prima di aver recuperato le 10 quote?

In questo caso sarà l’acquirente ad fruire delle detrazioni fiscali. Pertanto il cedente potrebbe calcolare nel prezzo di vendita anche il valore delle detrazioni fiscali di cui non ha potuto godere facendo di fatto aumentare il valore dell’immobile. Al netto di tutto ciò, ovviamente, entrambe le parti sono libere di accordarsi diversamente.

Qual’è la procedura per richiedere il bonus impianto fotovoltaico 2022?

Contrariamente alle procedure per richiedere altre detrazioni fiscali, quella per richiedere il bonus pannelli fotovoltaici 2022 è abbastanza semplice. Un motivo in più per provare a richiederla!

La procedura di Valore Energia si articola in 3 fasi distinte:

  • I nostri tecnici qualificati installeranno l’impianto fotovoltaico con o senza batterie di accumulo presso l’immobile oggetto degli interventi;
  • Dopo aver allacciato l’impianto alla rete dovrà essere effettuato il pagamento tramite bonifico. Qualora il beneficiario dovesse optare per lo sconto in fattura dovrà cedere il credito d’imposta del valore del 50% della spesa totale degli interventi a Valore Energia spendendo quindi la metà;
  • E’ necessario seguire un’apposita procedura bancaria senza errori visto che i pagamenti devono essere effettuati tramite “bonifici parlanti”. Niente paura, Valore Energia sarà sempre al tuo fianco e ti fornirà supporto in modo da non incorrere in errori. Infine il beneficiario dovrà conservare le apposite ricevute di pagamento per evitare problemi di sorta in caso di successivi controlli.

Nel caso in cui il beneficiario sceglierà di usufruire della detrazione tramite la dichiarazione dei redditi dovrà compilarla inserendo i dati catastali dell’immobile, le fatture e le ricevute di pagamento.

L’obbligo del visto di conformità

In materia di ecobonus, e quindi anche per il bonus pannelli solari 2022 la Legge di Bilancio recepisce quanto stabilito dal Decreto Antifrodi. Qualora il beneficiario di una detrazione decida di optare per la cessione del credito o per sconto in fattura dovrà obbligatoriamente produrre anche un visto di conformità.

L’obbligo vale, oltre che per i lavori relativi al Superbonus 110%, anche per tutte le altre agevolazioni per la riqualificazione energetica o lavori edilizi. Attenzione però sarà necessario produrre questa documentazione solo nel caso in cui gli interventi superino l’importo complessivo di 10.000 euro. Se quindi ti stai apprestando ad installare semplicemente una batteria di accumulo di piccole/medie dimensioni potresti non dover produrre il visto di conformità.

Specifichiamo inoltre che, nei casi in cui è prevista la redazione del visto di conformità, è necessario anche reperire un’asseverazione di congruità dei prezzi. Compito di produrre questa asseverazione ricade sulle spalle dei tecnici abilitati.

Valore energia la scelta giusta quando si parla di riqualificazione energetica

Se vuoi usufruire del bonus pannelli fotovoltaici 2022 il nostro consiglio è quello di affidarti a dei professionisti come noi per ottenere la detrazione. La nostra squadra di tecnici ed il nostro personale amministrativo, grazie all’esperienza ed al know-how accumulato in anni sul campo, sono diventati dei veri esperti in materia di detrazioni fiscali e credito d’imposta.

Affidarsi a Valore Energia significa infatti fruire della detrazione 50% fotovoltaico e accumulo in tempi brevi, anzi brevissimi!

Perché aspettare 10 anni per recuperare i tuoi soldi quando puoi farlo subito tramite uno sconto della metà dell’intero importo dei lavori senza anticipare nulla?

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Vuoi saperne di più sui bonus fotovoltaico in vigore nel 2023? Clicca qui!

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Ecobonus 2022: tutte le novità in Legge di Bilancio

Ecobonus 2022: tutte le novità sul superbonus e sugli altri bonus per la riqualificazione energetica contenute nella Legge di Bilancio 2022

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Finalmente, la tanto attesa Legge di Bilancio 2022 è giunta alle sue battute finali. Tra oggi e domani infatti dovrebbe essere definitivamente approvata in parlamento.

Come abbiamo già spiegato, la legge di Bilancio non è altro che un documento programmatico all’interno del quale vengono previste entrate ed uscite dal bilancio dello stato per l’anno successivo alla sua approvazione. Se vengono previste sia entrate che uscite significa che al suo interno sono contenute tutte quelle misure che hanno un forte impatto nell’economia italiana come gli ecobonus 2022.

In questo approfondimento prendiamo appunto in esame le maggiori novità introdotte dalla Legge di Bilancio in materia di ecobonus 2022. In particolare analizzeremo le modifiche apportate a normative come quella del Superbonus 110% ma anche a quelle degli altri ecobonus 50-65% cui ci siamo “affezionati” in questi anni.

Di pari passo cercheremo di capire quali sono le novità che investiranno anche i meccanismi di fruizione di queste agevolazioni fiscali. Ad esempio faremo il punto della situazione sulla proroga dello sconto in fattura e della cessione del credito, meccanismi che hanno determinato l’importante successo di una misura come il Superbonus 110%.

Pronto a scoprire le novità riguardanti tutti gli Ecobonus 2022?

Allora continua a leggere il nostro approfondimento!

Ecobonus 2022: tutte le novità sul superbonus 110%

Quella del superbonus 110% è senza dubbio la misura che più tutte ha fatto da traino all’economia nel corso del 2021, nonostante le sue criticità. Criticità che di certo non abbiamo mancato di riportare fra le nostre pagine. Tuttavia, sono proprio queste criticità che hanno reso necessaria una revisione della misura che si va ad inserire nel quadro degli ecobonus 2022.

Qui di seguito abbiamo cercato di fare il punto della situazione sui cambiamenti inerenti al superbonus 110%.

Superbonus 110% per i condomini

La novità più grande riguarda senza dubbio la sua proroga al 31 dicembre 2025 per gli interventi effettuati dai condomini e dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso condominio o edificio. A cambiare saranno però le aliquote di agevolazione che diminuiranno nel corso del tempo seguendo questo schema:

  • 110% per quelle sostenute entro il 31 dicembre 2023;
  • 70% per quelle sostenute nell’anno 2024;
  • 65% per quelle sostenute nell’anno 2025.

Superbonus 110% per gli interventi in unità unifamiliari

Un’altra importante novità degli ecobonus 2022 riguarda la proroga del Superbonus 110% anche per gli interventi su unità unifamiliari. In particolare, per gli interventi effettuati da persone fisiche su unità immobiliari la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 a condizione che alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo.

Importantissimo: a fronte del dibattito scatenato sull’introduzione o meno di un tetto ISEE per l’accesso alla maxi-detrazione, alla fine il legislatore ha ritenuto più opportuno non introdurne alcuno.

Superbonus 110% per gli interventi sostenuti da IACP

C’è stata anche una proroga per gli interventi effettuati dagli istituti autonomi case popolari (IACP) e dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa. Se alla data del 30 giugno 2023 questi soggetti hanno effettuato lavori corrispondenti almeno al 60 per cento dell’intervento complessivo, la
detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023.

Ecobonus 2022: le detrazioni al 50 ed al 65%

Proroga al 2024 delle detrazione e di Cessione del credito e sconto in fattura

La novità più importante per quanto riguarda gli ecobonus 2022 al 50 ed al 65% riguarda senza dubbio la loro proroga fino al 2024. Questo significa che sarà sempre possibile effettuare interventi miglioramento dell’efficienza energetica come l’installazione di impianti fotovoltaici e batterie di accumulo, o di sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale usufruendo di un agevolazione del 50 o 65% del totale.

Importantissimo, sarà possibile usufruire di questa agevolazione anche tramite lo sconto in fattura e la cessione del credito, come predisposto dal DL Rilancio.

Ecobonus 2022: l’obbligo del visto di conformità

In materia di ecobonus 2022 è stato inoltre introdotto l’obbligo del visto di conformità anche in caso di opzione per la cessione del credito o sconto in fattura. L’obbligo vale, oltre che per i lavori relativi al Superbonus 110% anche per tutte le altre agevolazioni per la riqualificazione energetica o lavori edilizi.

Contestualmente è stato introdotto l’obbligo di asseverazione della congruità di prezzi, da operarsi a cura dei tecnici abilitati.

Il visto di conformità non sarà invece obbligatorio per tutte le opere di edilizia libera e per gli interventi di importo complessivo non superiore a 10.000 euro. Ciò sarà valido a prescindere che i lavori siano eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti comuni dell’edificio, fatta eccezione per gli interventi relativi al cd. bonus facciate.

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I contatori non bastano a dimostrare l’indipendenza funzionale per il superbonus 110

Per dimostrare l’indipendenza funzionale per accedere al superbonus 110 per cento tre impianti su quattro, tra idrico gas, energia elettrica e climatizzazione invernale devono essere di proprietà esclusiva

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Dimostrare l’indipendenza funzionale di una unità immobiliare per poter accedere al Superbonus 110 non è una cosa così semplice come si possa pensare. I contatori intestati a proprietari diversi infatti non sono sufficienti, ma è necessario dimostrare la proprietà esclusiva.

A chiarire questo aspetto è la risposta all’interpello numero 810 del 15 dicembre 2021 che approfondisce la definizione di unità immobiliare funzionalmente indipendente. In particolare, una u.i. può essere così classificata solo se esiste la completa proprietà delle utenze. Con questa risposta vengono in particolare fugati i dubbi che sono emersi dopo l’introduzione dei nuovi requisiti nel comma 1 bis dell’articolo 119 del decreto Rilancio dalla Legge di Bilancio 2021.

In altre parole, qualora i proprietari delle u.i. abbiano delle utenze condivise, come nel caso delle case vacanze, non potranno accedere alla maxi-detrazione.

Ma cosa stabilisce di preciso questo chiarimento dell’Agenzia delle Entrate sull’indipendenza funzionale delle unità immobiliari?

Abbiamo analizzato la risposta all’interpello insieme ai nostri esperti qui di seguito.

 Risposta all’interpello numero 810 del 15 dicembre 2021

Lo spunto per i chiarimenti sull’indipendenza funzionale arriva, come al solito da un interpello posta da un istante in carne ed ossa.

In particolare, in questo caso, l’istante è il proprietario di un appartamento situato in un complesso turistico residenziale, suddiviso in edifici separati con otto appartamenti ciascuno, tutti con accesso indipendente. In questo contesto, l’istante specifica che gli impianti di acqua, energia elettrica e gas sono di proprietà dell’abitazione solo fino al contatore e di proprietà condivisa con il complesso turistico, per la parte che si estende dal contatore a monte verso l’allaccio condominiale.

Inoltre, l’istante specifica che le utenze elettriche sono dotate di contatori “a defalco” per ciascun appartamento, in questo modo è possibile determinare le spese in base all’effettivo consumo dell’appartamento. Un sistema che potrebbe essere previsto, qualora ci fosse la necessità, anche per le utenze di acqua e gas.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

Nella risposta numero 810 del 15 dicembre 2021 che verte sull’indipendenza funzionale, l’Agenzia spiega che non esistono i requisiti necessari ad accedere alla maxi-detrazione. Ciò perché l’ultima parte degli impianti è di proprietà condivisa.

Nella motivazione della risposta all’interpello vengono richiamati sia il quadro normativo che i principali documenti che chiariscono la norma sull’indipendenza funzionale. Riportiamo qui di seguito cosa sottolinea il documento di prassi:

“Tanto premesso considerato che in base a quanto rappresentato in istanza, gli impianti (acqua, energia elettrica e gas) sono di proprietà delle singole abitazioni dall’interno delle stesse fino al punto di installazione dei contatori, mentre sono di proprietà condivisa con il complesso turistico per le tratte che vanno dai predetti contatori fino all’allaccio condominiale, si ritiene che l’unità abitativa in questione non può ritenersi “funzionalmente indipendente” ai sensi dell’ultimo periodo del citato comma 1-bis dell’articolo 119 del decreto Rilancio”

Risulta quindi evidente che, in basa alla normativa vigente, l’unità immobiliare è funzionalmente indipendente quando è dotata di tre impianti di proprietà esclusiva. Ciò significa che gli impianti non devono essere serviti da un’utenza comune.

Un riepilogo sul requisito dell’indipendenza funzionale

L’Agenzia delle Entrate coglie inoltre l’occasione fornita dal quesito posto dall’istante per fornire un riepilogo sulla normativa che regola il requisito dell’indipendenza funzionale delle unità immobiliare. In particolare, richiama il contenuto della circolare numero 24 del 2020 ed ai suoi chiarimenti sugli interventi di riqualificazione energetica e antisismici, che rientrano nell’agevolazione.

All’interno della circolare viene ribadito come agli interventi trainanti si aggiungano quelli trainati. Questi ultimi, per essere tali, devono essere sostenuti congiuntamente ai primi. Tuttavia, in entrambi i casi i lavori devono essere realizzati su:

  • unità immobiliari residenziali funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno site all’interno di edifici plurifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati);
  • edifici residenziali unifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati);
  • parti comuni di edifici residenziali in “condominio” (sia trainanti, sia trainati);
  • singole unità immobiliari residenziali e relative pertinenze all’interno di edifici in condominio (solo trainati).

Inoltre, in merito al concetto di indipendenza funzionale, devono essere considerate le modifiche apportate all’articolo 119 del decreto Rilancio che prevede che:

“Un’unità immobiliare può ritenersi “funzionalmente indipendente” qualora sia dotata di almeno tre delle seguenti installazioni o manufatti di proprietà esclusiva: impianti per l’approvvigionamento idrico; impianti per il gas; impianti per l’energia elettrica; impianto di climatizzazione invernale.”

Conclusioni

Per poter accedere alla maxi-detrazione devono quindi essere verificati due requisiti:

Non importa quindi se l’edificio plurifamiliare di cui la unità immobiliare fa parte sia considerato un condominio. L’importante, affinché il requisito di indipendenza funzionale sia valido, è che ci sia la proprietà esclusiva di almeno tre impianti su quattro. Le unità immobiliari all’interno dell’edificio quindi non devono essere servite da un’utenza in comune.

Pertanto, la casa vacanze a cui si riferiva l’istante, non può accedere alla maxi-detrazione.

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