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Bonus pannelli solari 2022. Tutte le ultime novità!

E’ arrivata la tanto attesa proroga bonus pannelli solari 2022 e per i sistemi di accumulo di energia ad essi connessi. Scopri le ultime novità!

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Una delle novità più importanti del settore della riqualificazione energetica di questo nuovo anno è senza dubbio quella che riguarda il bonus pannelli solari 2022. La detrazione IRPEF del 50% che si può ottenere qualora si decida di installare un nuovo impianto fotovoltaico è infatti stata prorogata anche per tutto il 2022. Anzi, per molto di più: la Legge di Bilancio 2022 infatti proroga gli ecobonus al 50% per i pannelli solari fino al 2024!

Se non rientri quindi nella maxi-detrazione prevista dal Superbonus 110% potrai comunque avere accesso al bonus pannelli solari 2022 o alle detrazioni per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali (Ecobonus 2022). In particolare, prendendo in esame le detrazioni per gli impianti fotovoltaici, rimane in vigore la possibilità di fruire delle detrazioni anche per l’installazione delle batterie di accumulo dell’energia.

Sottolineiamo inoltre come questo sia stato possibile essenzialmente per un motivo soltanto. La proroga al 2024, ed al 2025 per il Superbonus 110%, delle modalità alternative alla detrazione in dichiarazione dei redditi. Quello che stiamo cercando di dire è quindi che sia lo sconto in fattura che la cessione del credito saranno valide fino al 2024 per la gioia di chi come te, sta pensando di effettuare interventi di riqualificazione energetica.

Ma come funziona il bonus pannelli solari 2022 e quello per i sistemi di accumulo? Chi sono i beneficiari di questa detrazione?

Abbiamo chiesto ai nostri esperti di fare il punto della situazione in questo approfondimento. Continua a leggere per scoprire di più!

Come funziona il bonus pannelli solari 2022?

Il bonus pannelli solari 2022 può essere erogato in caso di installazione di un nuovo impianto di fotovoltaico con oppure senza un concomitante sistema di accumulo dell’energia. Il bonus, come abbiamo già avuto modo di anticipare, non è altro che una detrazione IRPEF che ammonta al 50% della spesa totale che hai sostenuto per l’installazione.

Prima dell’introduzione della possibilità della cessione del credito d’imposta era possibile recuperare in dichiarazione dei redditi sotto forma di detrazioni l’ammontare del bonus. Era in particolare possibile recuperare la cifra spettante dividendola in 10 quote di pari importo da recuperare nei successivi 10 anni.

L’introduzione della cessione del credito e dello sconto in fattura però ha cambiato notevolmente le carte in tavola. Oggi non è più necessario attendere 10 anni per recuperare la cifra ma è possibile farlo subito. L’impresa che effettua i lavori, come ad esempio noi di Valore Energia, potrà offrirti direttamente uno sconto del 50% sulla spesa totale in cambio dell’acquisizione del credito d’imposta spettante al beneficiario. In questo modo non solo potrai risparmiare sul costo dell’investimento, ma potrai anche risparmiare sul costo delle bollette!

Limiti per usufruire della detrazione

Ovviamente la normativa del bonus pannelli solari 2022 pone dei limiti per poterne usufruire. Limiti che riguardano soprattutto la spesa massima ammissibile alla detrazione.

In particolare, il limite di spesa è fissato a € 96.000 per unità immobiliare. Ciò significa quindi che installando un impianto fotovoltaico con batterie di accumulo del valore di 96.000 Euro, potremo detrarre un massimo di 48.000 € per ogni unità immobiliare che compone l’edificio. Un’ottima notizia per i condomini che, qualora dispongano di una superficie abbastanza ampia, possono usufruire di una detrazione di 48.000€ moltiplicata per il numero degli appartamenti di cui è composto l’immobile.

Chi sono i beneficiari del bonus pannelli solari 2022?

Solo chi detiene i diritti reali di godimento dell’immobile soggetto a ristrutturazione o riqualificazione energetica può usufruire del bonus pannelli solari 2022. Ciò significa che oltre al proprietario dell’immobile, può godere della detrazione anche un familiare convivente, sempre ovviamente che a questo familiare siano intestate le fatture relative agli interventi effettuati.

Esiste anche un caso particolare che ci sentiamo di approfondire. Cosa succederebbe infatti se, decidendo di optare per la detrazione in dichiarazione dei redditi, l’immobile oggetto degli interventi viene venduto prima di aver recuperato le 10 quote?

In questo caso sarà l’acquirente ad fruire delle detrazioni fiscali. Pertanto il cedente potrebbe calcolare nel prezzo di vendita anche il valore delle detrazioni fiscali di cui non ha potuto godere facendo di fatto aumentare il valore dell’immobile. Al netto di tutto ciò, ovviamente, entrambe le parti sono libere di accordarsi diversamente.

Qual’è la procedura per richiedere il bonus impianto fotovoltaico 2022?

Contrariamente alle procedure per richiedere altre detrazioni fiscali, quella per richiedere il bonus pannelli fotovoltaici 2022 è abbastanza semplice. Un motivo in più per provare a richiederla!

La procedura di Valore Energia si articola in 3 fasi distinte:

  • I nostri tecnici qualificati installeranno l’impianto fotovoltaico con o senza batterie di accumulo presso l’immobile oggetto degli interventi;
  • Dopo aver allacciato l’impianto alla rete dovrà essere effettuato il pagamento tramite bonifico. Qualora il beneficiario dovesse optare per lo sconto in fattura dovrà cedere il credito d’imposta del valore del 50% della spesa totale degli interventi a Valore Energia spendendo quindi la metà;
  • E’ necessario seguire un’apposita procedura bancaria senza errori visto che i pagamenti devono essere effettuati tramite “bonifici parlanti”. Niente paura, Valore Energia sarà sempre al tuo fianco e ti fornirà supporto in modo da non incorrere in errori. Infine il beneficiario dovrà conservare le apposite ricevute di pagamento per evitare problemi di sorta in caso di successivi controlli.

Nel caso in cui il beneficiario sceglierà di usufruire della detrazione tramite la dichiarazione dei redditi dovrà compilarla inserendo i dati catastali dell’immobile, le fatture e le ricevute di pagamento.

L’obbligo del visto di conformità

In materia di ecobonus, e quindi anche per il bonus pannelli solari 2022 la Legge di Bilancio recepisce quanto stabilito dal Decreto Antifrodi. Qualora il beneficiario di una detrazione decida di optare per la cessione del credito o per sconto in fattura dovrà obbligatoriamente produrre anche un visto di conformità.

L’obbligo vale, oltre che per i lavori relativi al Superbonus 110%, anche per tutte le altre agevolazioni per la riqualificazione energetica o lavori edilizi. Attenzione però sarà necessario produrre questa documentazione solo nel caso in cui gli interventi superino l’importo complessivo di 10.000 euro. Se quindi ti stai apprestando ad installare semplicemente una batteria di accumulo di piccole/medie dimensioni potresti non dover produrre il visto di conformità.

Specifichiamo inoltre che, nei casi in cui è prevista la redazione del visto di conformità, è necessario anche reperire un’asseverazione di congruità dei prezzi. Compito di produrre questa asseverazione ricade sulle spalle dei tecnici abilitati.

Valore energia la scelta giusta quando si parla di riqualificazione energetica

Se vuoi usufruire del bonus pannelli fotovoltaici 2022 il nostro consiglio è quello di affidarti a dei professionisti come noi per ottenere la detrazione. La nostra squadra di tecnici ed il nostro personale amministrativo, grazie all’esperienza ed al know-how accumulato in anni sul campo, sono diventati dei veri esperti in materia di detrazioni fiscali e credito d’imposta.

Affidarsi a Valore Energia significa infatti fruire della detrazione 50% fotovoltaico e accumulo in tempi brevi, anzi brevissimi!

Perché aspettare 10 anni per recuperare i tuoi soldi quando puoi farlo subito tramite uno sconto della metà dell’intero importo dei lavori senza anticipare nulla?

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Vuoi saperne di più sui bonus fotovoltaico in vigore nel 2023? Clicca qui!

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Ecobonus 2022: tutte le novità in Legge di Bilancio

Ecobonus 2022: tutte le novità sul superbonus e sugli altri bonus per la riqualificazione energetica contenute nella Legge di Bilancio 2022

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Finalmente, la tanto attesa Legge di Bilancio 2022 è giunta alle sue battute finali. Tra oggi e domani infatti dovrebbe essere definitivamente approvata in parlamento.

Come abbiamo già spiegato, la legge di Bilancio non è altro che un documento programmatico all’interno del quale vengono previste entrate ed uscite dal bilancio dello stato per l’anno successivo alla sua approvazione. Se vengono previste sia entrate che uscite significa che al suo interno sono contenute tutte quelle misure che hanno un forte impatto nell’economia italiana come gli ecobonus 2022.

In questo approfondimento prendiamo appunto in esame le maggiori novità introdotte dalla Legge di Bilancio in materia di ecobonus 2022. In particolare analizzeremo le modifiche apportate a normative come quella del Superbonus 110% ma anche a quelle degli altri ecobonus 50-65% cui ci siamo “affezionati” in questi anni.

Di pari passo cercheremo di capire quali sono le novità che investiranno anche i meccanismi di fruizione di queste agevolazioni fiscali. Ad esempio faremo il punto della situazione sulla proroga dello sconto in fattura e della cessione del credito, meccanismi che hanno determinato l’importante successo di una misura come il Superbonus 110%.

Pronto a scoprire le novità riguardanti tutti gli Ecobonus 2022?

Allora continua a leggere il nostro approfondimento!

Ecobonus 2022: tutte le novità sul superbonus 110%

Quella del superbonus 110% è senza dubbio la misura che più tutte ha fatto da traino all’economia nel corso del 2021, nonostante le sue criticità. Criticità che di certo non abbiamo mancato di riportare fra le nostre pagine. Tuttavia, sono proprio queste criticità che hanno reso necessaria una revisione della misura che si va ad inserire nel quadro degli ecobonus 2022.

Qui di seguito abbiamo cercato di fare il punto della situazione sui cambiamenti inerenti al superbonus 110%.

Superbonus 110% per i condomini

La novità più grande riguarda senza dubbio la sua proroga al 31 dicembre 2025 per gli interventi effettuati dai condomini e dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso condominio o edificio. A cambiare saranno però le aliquote di agevolazione che diminuiranno nel corso del tempo seguendo questo schema:

  • 110% per quelle sostenute entro il 31 dicembre 2023;
  • 70% per quelle sostenute nell’anno 2024;
  • 65% per quelle sostenute nell’anno 2025.

Superbonus 110% per gli interventi in unità unifamiliari

Un’altra importante novità degli ecobonus 2022 riguarda la proroga del Superbonus 110% anche per gli interventi su unità unifamiliari. In particolare, per gli interventi effettuati da persone fisiche su unità immobiliari la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 a condizione che alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo.

Importantissimo: a fronte del dibattito scatenato sull’introduzione o meno di un tetto ISEE per l’accesso alla maxi-detrazione, alla fine il legislatore ha ritenuto più opportuno non introdurne alcuno.

Superbonus 110% per gli interventi sostenuti da IACP

C’è stata anche una proroga per gli interventi effettuati dagli istituti autonomi case popolari (IACP) e dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa. Se alla data del 30 giugno 2023 questi soggetti hanno effettuato lavori corrispondenti almeno al 60 per cento dell’intervento complessivo, la
detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023.

Ecobonus 2022: le detrazioni al 50 ed al 65%

Proroga al 2024 delle detrazione e di Cessione del credito e sconto in fattura

La novità più importante per quanto riguarda gli ecobonus 2022 al 50 ed al 65% riguarda senza dubbio la loro proroga fino al 2024. Questo significa che sarà sempre possibile effettuare interventi miglioramento dell’efficienza energetica come l’installazione di impianti fotovoltaici e batterie di accumulo, o di sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale usufruendo di un agevolazione del 50 o 65% del totale.

Importantissimo, sarà possibile usufruire di questa agevolazione anche tramite lo sconto in fattura e la cessione del credito, come predisposto dal DL Rilancio.

Ecobonus 2022: l’obbligo del visto di conformità

In materia di ecobonus 2022 è stato inoltre introdotto l’obbligo del visto di conformità anche in caso di opzione per la cessione del credito o sconto in fattura. L’obbligo vale, oltre che per i lavori relativi al Superbonus 110% anche per tutte le altre agevolazioni per la riqualificazione energetica o lavori edilizi.

Contestualmente è stato introdotto l’obbligo di asseverazione della congruità di prezzi, da operarsi a cura dei tecnici abilitati.

Il visto di conformità non sarà invece obbligatorio per tutte le opere di edilizia libera e per gli interventi di importo complessivo non superiore a 10.000 euro. Ciò sarà valido a prescindere che i lavori siano eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti comuni dell’edificio, fatta eccezione per gli interventi relativi al cd. bonus facciate.

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I contatori non bastano a dimostrare l’indipendenza funzionale per il superbonus 110

Per dimostrare l’indipendenza funzionale per accedere al superbonus 110 per cento tre impianti su quattro, tra idrico gas, energia elettrica e climatizzazione invernale devono essere di proprietà esclusiva

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Dimostrare l’indipendenza funzionale di una unità immobiliare per poter accedere al Superbonus 110 non è una cosa così semplice come si possa pensare. I contatori intestati a proprietari diversi infatti non sono sufficienti, ma è necessario dimostrare la proprietà esclusiva.

A chiarire questo aspetto è la risposta all’interpello numero 810 del 15 dicembre 2021 che approfondisce la definizione di unità immobiliare funzionalmente indipendente. In particolare, una u.i. può essere così classificata solo se esiste la completa proprietà delle utenze. Con questa risposta vengono in particolare fugati i dubbi che sono emersi dopo l’introduzione dei nuovi requisiti nel comma 1 bis dell’articolo 119 del decreto Rilancio dalla Legge di Bilancio 2021.

In altre parole, qualora i proprietari delle u.i. abbiano delle utenze condivise, come nel caso delle case vacanze, non potranno accedere alla maxi-detrazione.

Ma cosa stabilisce di preciso questo chiarimento dell’Agenzia delle Entrate sull’indipendenza funzionale delle unità immobiliari?

Abbiamo analizzato la risposta all’interpello insieme ai nostri esperti qui di seguito.

 Risposta all’interpello numero 810 del 15 dicembre 2021

Lo spunto per i chiarimenti sull’indipendenza funzionale arriva, come al solito da un interpello posta da un istante in carne ed ossa.

In particolare, in questo caso, l’istante è il proprietario di un appartamento situato in un complesso turistico residenziale, suddiviso in edifici separati con otto appartamenti ciascuno, tutti con accesso indipendente. In questo contesto, l’istante specifica che gli impianti di acqua, energia elettrica e gas sono di proprietà dell’abitazione solo fino al contatore e di proprietà condivisa con il complesso turistico, per la parte che si estende dal contatore a monte verso l’allaccio condominiale.

Inoltre, l’istante specifica che le utenze elettriche sono dotate di contatori “a defalco” per ciascun appartamento, in questo modo è possibile determinare le spese in base all’effettivo consumo dell’appartamento. Un sistema che potrebbe essere previsto, qualora ci fosse la necessità, anche per le utenze di acqua e gas.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

Nella risposta numero 810 del 15 dicembre 2021 che verte sull’indipendenza funzionale, l’Agenzia spiega che non esistono i requisiti necessari ad accedere alla maxi-detrazione. Ciò perché l’ultima parte degli impianti è di proprietà condivisa.

Nella motivazione della risposta all’interpello vengono richiamati sia il quadro normativo che i principali documenti che chiariscono la norma sull’indipendenza funzionale. Riportiamo qui di seguito cosa sottolinea il documento di prassi:

“Tanto premesso considerato che in base a quanto rappresentato in istanza, gli impianti (acqua, energia elettrica e gas) sono di proprietà delle singole abitazioni dall’interno delle stesse fino al punto di installazione dei contatori, mentre sono di proprietà condivisa con il complesso turistico per le tratte che vanno dai predetti contatori fino all’allaccio condominiale, si ritiene che l’unità abitativa in questione non può ritenersi “funzionalmente indipendente” ai sensi dell’ultimo periodo del citato comma 1-bis dell’articolo 119 del decreto Rilancio”

Risulta quindi evidente che, in basa alla normativa vigente, l’unità immobiliare è funzionalmente indipendente quando è dotata di tre impianti di proprietà esclusiva. Ciò significa che gli impianti non devono essere serviti da un’utenza comune.

Un riepilogo sul requisito dell’indipendenza funzionale

L’Agenzia delle Entrate coglie inoltre l’occasione fornita dal quesito posto dall’istante per fornire un riepilogo sulla normativa che regola il requisito dell’indipendenza funzionale delle unità immobiliare. In particolare, richiama il contenuto della circolare numero 24 del 2020 ed ai suoi chiarimenti sugli interventi di riqualificazione energetica e antisismici, che rientrano nell’agevolazione.

All’interno della circolare viene ribadito come agli interventi trainanti si aggiungano quelli trainati. Questi ultimi, per essere tali, devono essere sostenuti congiuntamente ai primi. Tuttavia, in entrambi i casi i lavori devono essere realizzati su:

  • unità immobiliari residenziali funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno site all’interno di edifici plurifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati);
  • edifici residenziali unifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati);
  • parti comuni di edifici residenziali in “condominio” (sia trainanti, sia trainati);
  • singole unità immobiliari residenziali e relative pertinenze all’interno di edifici in condominio (solo trainati).

Inoltre, in merito al concetto di indipendenza funzionale, devono essere considerate le modifiche apportate all’articolo 119 del decreto Rilancio che prevede che:

“Un’unità immobiliare può ritenersi “funzionalmente indipendente” qualora sia dotata di almeno tre delle seguenti installazioni o manufatti di proprietà esclusiva: impianti per l’approvvigionamento idrico; impianti per il gas; impianti per l’energia elettrica; impianto di climatizzazione invernale.”

Conclusioni

Per poter accedere alla maxi-detrazione devono quindi essere verificati due requisiti:

Non importa quindi se l’edificio plurifamiliare di cui la unità immobiliare fa parte sia considerato un condominio. L’importante, affinché il requisito di indipendenza funzionale sia valido, è che ci sia la proprietà esclusiva di almeno tre impianti su quattro. Le unità immobiliari all’interno dell’edificio quindi non devono essere servite da un’utenza in comune.

Pertanto, la casa vacanze a cui si riferiva l’istante, non può accedere alla maxi-detrazione.

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Beneficiari Superbonus: chiarimento su IPAB e condomini

Il nuovo chiarimento dell’Agenzia delle Entrate su beneficiari Superbonus come IPAB e condomini

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Sono molti i chiarimenti forniti fino a questo momento dall’Agenzia delle Entrate in merito al Superbonus 110%. Chiarimenti che probabilmente continueranno ad arrivare anche nel 2022 visto che in questi giorni sta per essere approvata la Legge di Bilancio 2022 che potrebbe contenere importanti modifiche.

Per il momento tuttavia, l’ultimo chiarimenti, arrivato con la risposta dell’Agenzia delle Entrate 10 dicembre 2021 riguarda i beneficiari superbonus. In particolare, la risposta si intitola proprio:

“Superbonus – Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficienza e mancanza del presupposto soggettivo – art. 119 del decreto legge n. 34 del 2020 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 e successive modifiche”.

Nella risposta fornita dall’Agenzia del Fisco Italiano non solo si prende in esame la casistica in cui ad essere fra i beneficiari superbonus siano IPAB (Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficienza) ma si chiariscono anche alcuni aspetti legati ai condòmini e condomini.

Un chiarimento come questo quindi, a nostro avviso, merita di essere approfondito con attenzione qui di seguito.

I beneficiari superbonus 110%

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate arriva dopo che un’istante, qualificatosi come IPAB ovvero come ente senza scopo di lucro che si occupa di affittare le unità abitative a canoni calmierati a persone bisognose, ha chiesto se potesse essere considerato come uno dei soggetti beneficiari.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate, torna quindi a prendere nuovamente in esame i beneficiari superbonus previsti dalla normativa (di cui avevamo già parlato qui) che sono i seguenti:

  • condomini e persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche;
  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari, su un massimo di due unità immobiliari;
  • istituti autonomi case popolari (IACP);
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
  • organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Le IPAB non possono usufruire del Superbonus

A questo punto l’Agenzia del Fisco Italiano prova a fugare ogni dubbio in merito alla questione se le IPAB possano usufruire o meno della maxi-detrazione. Il chiarimento stabilisce che non sussistono, in capo alle IPAB (proprietario della maggior parte delle unità immobiliari facenti parte del compendio immobiliare costituito in “condominio”), i presupposti soggettivi per poter fruire del Superbonus.

La normativa del Superbonus infatti non contempla, come abbiamo riportato nel paragrafo precedente, tra i potenziali beneficiari superbonus, gli istituti pubblici di assistenza e beneficienza (IPAB).

I locatari possono essere dei beneficiari superbonus

L’Agenzia delle Entrate precisa inoltre che anche i locatari possono essere ritenuti beneficiari del superbonus 110%. I singoli condòmini che sono anche locatari, possono realizzare pertanto interventi agevolabili a patto che lo facciano al di fuori di attività di impresa, arti e professioni.

Se le persone fisiche svolgono attività di impresa, arti e professioni, possono però comunque rientrare fra i beneficiari superbonus. Per rientrare nella maxi-detrazione devono però effettuare interventi su immobili appartenenti all’ambito “privatistico” e, dunque, diversi dagli/dalle immobili/unità immobiliari:

  • che costituiscono l’oggetto della propria attività;
  • strumentali alle predette attività di impresa, arti e professioni;
  • beni patrimoniali appartenenti all’impresa.

Quest’ultimo è un principio che, tra le altre cose, trova conferma nel fatto che sono gli immobili definiti come residenziali ad essere quelli ammessi al Superbonus.

La circolare 24/E

In ogni caso, l’Agenzia delle Entrate era già intervenuta fornendo chiarimenti in merito ai beneficiari superbonus tramite la circolare n.24/E.

La circolare stabilisce  che, ai fini della detrazione, le persone fisiche che sostengono le spese devono possedere o detenere l’immobile oggetto degli interventi in base ad un titolo idoneo. In particolare, questo titolo, dovrà essere detenuto dai beneficiari superbonus al momento di avvio dei lavori di efficientamento energetico o sismico oppure al momento dei pagamenti delle spese se ciò avvieni prima dell’avvio dei lavori.

I soggetti che intendono usufruire della maxi-detrazione devono pertanto detenere l’immobile in qualità di:

  • proprietario,
  • nudo proprietario
  • titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie),
  • in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato.

Ed è per queste ragioni che i singoli condòmini, al di fuori di attività imprenditoriali, arti e professioni, possono essere beneficiari superbonus. Precisiamo inoltre che potranno beneficiare della detrazione sia per gli interventi effettuati sulle parti comuni che sulle singole unità immobiliari dell’edificio.

Quali requisiti devono rispettare i locatari per essere beneficiari superbonus?

Per rientrare tra i beneficiari superbonus, i locatari devono

  • detenere gli immobili oggetto degli interventi n base ad un idoneo titolo giuridico (contratto di locazione regolarmente registrato);
  • sostenere direttamente le spese per tali interventi;
  • essere in possesso del consenso espresso da parte del proprietario dell’immobile.

Si a Bonus facciate, Ecobonus e Sismabonus ordinari per gli IPAB

Sempre secondo l’Agenzia delle Entrate, le IAPB possono comunque beneficiare dei seguenti bonus:

  • il bonus facciate (articolo 1, commi da 219 a 223, della legge 27 dicembre 2019, n. 160);
  • le detrazioni previste per gli interventi di efficienza energetica (ecobonus);
  • agevolazioni per miglioramento antisismico (sismabonus), di cui agli articoli 14 e 16 del decreto legge n. 63 del 2013.

Conclusioni

Le novità di questa risposta dell’Agenzia delle entrate sono quindi sostanzialmente 2:

  1. La prima che le IAPB non possono essere considerate fra i soggetti beneficiari superbonus.
  2. La seconda invece è che il il bonus 110% può essere fruito dai singoli locatari (con idoneo contratto) sia per gli interventi trainanti in condominio che per le singole unità immobiliari come interventi trainati. Ciò è anche valido per gli edifici composti da più di quattro unità immobiliari distintamente accatastate posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche.

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Dati sul Superbonus: il successo della maxi-detrazione del 110%!

I dati sul superbonus forniti da Enea dimostrano il successo della misura approvata in piena pandemia con DL Rilancio

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Fin dalla sua approvazione, tramite il DL Rilancio, il Superbonus 110% ha generato molta curiosità attorno a sé. Quella del Superbonus 110% è intatti un’occasione unica per l’Italia per riqualificare da un punto di vista energetico e sismico gli edifici esistenti. Il Superbonus 110% infatti permette di ottenere una detrazione fiscale del 110% per questo tipo di interventi.

L’obiettivo di questa misura quindi è duplice: da un lato c’è quello di riqualificare il patrimonio immobiliare italiano, dall’altro c’è quello di rilanciare la spesa nel settore delle costruzioni in modo da dare nuova linfa vitale al settore dell’edilizia.

Ma il Superbonus 110%, dalla sua approvazione ad adesso, è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi? La maxi-detrazione del 110% ha funzionato oppure è stata un fiasco?

Questa è la classica “domanda da un milione di dollari” che tutti gli operatori del settore si stanno ponendo in questi giorni. Una domanda che va di pari passo all’iter Legislativo dell’approvazione della prossima Legge di Bilancio 2022 dal momento che proprio questa legge dovrebbe contenere delle modifiche alla misura, e la sua proroga.

Per capire appunto se la maxi-detrazione fiscale ha riscosso successo oppure no è necessario prendere in esame alcuni dati sul settore dell’edilizia e sull’impatto della misura. Dati sul Superbonus 110 che è stata la stessa Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) a fornire. Ed è proprio su questi dati sul Superbonus 110% che verte questo approfondimento.

Superbonus 110% e legge di Bilancio

Il disegno di Legge di Bilancio, almeno nella sua prima versione approvata dal Consiglio dei Ministri, sta ridefinendo le sorti della maxi-detrazione. Nel disegno di Legge di Bilancio infatti è previsto un nuovo orizzonte temporale di più ampio respiro che ne prorogherebbe la scadenza. Tuttavia, l’orizzonte più ampio non è l’unica modifica in previsione dal momento che sono anche previste modifiche anche sulla platea dei beneficiari. E, proprio quest’ultime modifiche potrebbero in realtà avere un impatto negativo sui prossimi dati sul Superbonus 110.

Se infatti è vero che il Governo ha intenzione di prorogare il bonus di un altro anno per i condomini e gli edifici plurifamiliari posseduti da un unico proprietario, è altrettanto vero che le modifiche per quanto riguarda gli edifici unifamiliari potrebbero riservare delle brutte sorprese. Sono infatti previsti due nuovi paletti che ridurrebbero di molto la platea dei beneficiari. Eccoli qui di seguito:

  1. Il primo paletto riguarda la proroga della misura fino al 31 dicembre 2022 ma limitatamente alla persone fisiche che alla data del 30 settembre 2021 hanno già inviato al SUE la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), o, nel caso di demolizione e ricostruzione, le relative formalità amministrative per l’acquisizione del titolo abilitativo.
  2. Il secondo paletto invece riguarda l’ISEE del beneficiario. A prescindere dalla data di deposito della comunicazione o del titolo abilitativo, potranno intervenire sulla loro unità immobiliari adibita ad abitazione principale fino al 31 dicembre 2022, le persone fisiche con ISEE non superiore a 25.000 euro annui.

In ogni caso, per approfondire le modifiche al Superbonus 110% sulla Legge di Bilancio puoi cliccare qui.

I dati sul Superbonus di Enea

I paletti che abbiamo appena elencato potrebbero quindi avere un impatto importantissimo sul Superbonus 110%. Un impatto che è ancora più evidente nel momento in cui andiamo ad analizzare i dati sul superbonus 110% relativi agli interventi che saranno realizzati fino al 31 dicembre 2021.

In particolare, Enea sottolinea come tra i dati di agosto e di settembre si siano registrati i seguenti aumenti:

  • 1,8 miliardi di euro di investimenti ammessi a detrazione;
  • 1,2 miliardi di euro di investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione;

mentre invece il raffronto tra settembre e novembre è ancora più positivo. In particolare si è registrato un aumento di:

  • 2,2 miliardi di euro di investimenti ammessi a detrazione;
  • 1,6 miliardi di euro di investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione.

L’aumento delle richieste del superbonus si registra anche confrontando il numero di asseverazioni caricate sul portale Enea. Se tra agosto e settembre questo numero è passato da da 37.128 a 46.195 con un aumento del 24,4%, nel raffronto tra settembre e ottobre il numero passa da 46.195 a 57.664, con un aumento del 24,8%.

Basterebbero quindi questi dati sul Superbonus 110% a dimostrare l’efficacia della misura approvata dal DL Rilancio e delle semplificazioni arrivate con il Decreto-Legge 31 maggio 2021, n. 77.

Tuttavia abbiamo voluto essere più specifici e prendere in esame più da vicino i vari dati relativi al Superbonus 110% fornendo una tabella riepilogativa del raffronto fra i mesi di agosto e ottobre 2021.

Agosto 2021

Settembre 2021

N. di asseverazioni

37.128 57.664

Totale investimenti ammessi a detrazione (€)

5.685.136.399,19 9.741.463.273,79

Totale investimenti lavori conclusi ammessi a detrazione (€)

3.910.461.424,26 6.728.037.844,94

Detrazioni previste a fine lavori (€)

6.253.650.039,11 10.715.609.601,17

Detrazioni maturate per i lavori conclusi (€)

6.253.650.039,11 7.400.841.629,43

Dati sul superbonus 110% relativi alla tipologia di edificio

Per esaminare a fondo i dati sul superbonus, a nostro avviso, è inoltre necessario scorporare i dati ed analizzarli in relazione alla tipologia di edificio. Abbiamo quindi realizzato queste tre tabelle relative sempre al confronto tra gli interventi richiesti fra a agosto 2021 e quelli di ottobre 2021 per avere una quadro della situazione sempre più completo.

Dati sui condomini

Agosto 2021

Ottobre 2021

N. di asseverazioni condominiali

4.844 8.356

Tot. Inv. Condominiali (€)

2.650.594.251,95 4.792.781.011,23

Tot. Lavori Condominiali realizzati

1.585.897.583,68 2.983.565.045,11

Detrazione media condomini

547.191,22 573.573,60

Dati sugli edifici unifamiliari

Agosto 2021

Ottobre 2021

N. di asseverazioni in edifici unifamiliari

19.072 29.369

Tot. Inv. in edifici unifamiliari

(€)

1.874.091.151,86 3.057.666.085,35

Tot. Lavori in edifici unifamiliari realizzati

(€)

1.429.072.894,74 2.326.819.305,76

Detrazione media Edifici unifamiliari

(€)

98.264,01 104.112,03

Dati su unità immobiliari indipendenti

Agosto 2021

Ottobre 2021

N. di asseverazioni in unità immob. indipendenti

13.212 19.938

Tot. Inv. in unità immob. indipendenti

(€)

1.160.450.995,38 1.889.860.016,21

Tot. Lavori in unità immob. indipendenti realizzati

(€)

895.490.945,84 1.417.306.064,02

Detrazione media unità immob. indipendenti

(€)

87.833,11 94.786,84

L’importanza di affidarsi a professionisti esperti come quelli di Valore Energia

Dai dati sul Superbonus sembra emergere quindi che quella del Superbonus è una misura che sta funzionando. In particolare, passiamo intuire come il numero di richieste della detrazione e di cantieri avviati, sia cresciuto quasi esponenzialmente. In altre parole è evidente come nel primo periodo dopo l’approvazione del DL Rilancio, non è stato facile implementare le procedure necessarie a richiedere la maxi-detrazione.

Le aziende come la nostra hanno dovuto dotarsi di una struttura composta da persone competenti e motivate in grado di adattarsi alle esigenze emerse dalla normativa del Superbonus 110. I documenti da produrre sono infatti ben 36 ne parliamo meglio qui, ed accanto ad essi c’è da considerare anche tutta la fase progettuale dei lavori e di pianificazione dei cantieri.

La fase progettuale, in particolare, è una delle più delicate in materia di Superbonus 110%. Oltre al know-how che i tecnici hanno dovuto acquisire in breve tempo e previa esperienza sul campo, per realizzare i sogni di coloro che vogliono sostenere degli interventi di riqualificazione energetica è necessario rispettare i diversi paletti previsti dalla normativa con le difficoltà che ciò comporta.

La progettazione di un intervento è importante anche per altri motivi. Qualora infatti in sede di controllo vengano riscontrate delle difformità o degli errori, la responsabilità di questi errori ricadrà sul beneficiario della detrazione. Nei casi più gravi sarà infatti costui a dover rifondere allo stato italiano la cifra già spesa alla quale andranno applicati interessi ed eventuali sanzioni. Un rischio che può correre anche ad anni di distanza dalla fine dei lavori anche se, è necessario specificare che il beneficiario può in un secondo momento rivalersi sui professionisti che abbiano prodotto attestazioni o asseverazioni infedeli.

Dati sul Superbonus: la maxi-detrazione funziona!

Quello che emerge dall’analisi di questi dati sul Superbonus sono due cose:

  1. il Superbonus 110% è una misura che sta funzionando;
  2. é sempre meglio rivolgersi a professionisti come Valore Energia per ottenere la maxi-detrazione.

Il fatto che tra agosto 2021 ed ottobre 2021 ci sia stata una crescita così elevata per quanto riguarda il numero di asseverazioni effettuate dimostra che le difficoltà ad accedere alla normativa, almeno in un primo periodo, sono state molte. Se infatti questo numero è stato quasi raddoppiato in soli 3 mesi è anche grazie al Decreto Semplificazioni che ha snellito notevolmente la procedura introdotta dal DL Rilancio.

Lo snellimento dell’iter burocratico e le procedure create ad hoc dai tecnici hanno avuto conseguenze dirette sui cantieri che sono finalmente potuti partire e che anzi, sono stati portati a termine in poco tempo. La tempistica è un fattore da non sottovalutare nella realizzazione dei cantieri, un rischio che si va ad aggiungere a quello già evidente del rincaro dei materiali di cui abbiamo parlato qui.

Ovviamente il merito di tutto ciò è anche degli operatori del settore che, dopo un primo momento di difficoltà, hanno saputo creare procedure veloci e sicure per far ottenere le agevolazioni a propri clienti.

Questi dati sul Superbonus arrivano solamente ad ottobre 2021 pertanto si tratta di dati che da qui alla fine dell’anno sono sicuramente destinati a migliorare. Da questi dati sui cantieri Superbonus 110% è quindi evidenti come questa sia a tutti gli effetti una misura di successo. Del resto, se non fosse così il governo difficilmente sarebbe intervenuto spendendosi per una sua ulteriore proroga, seppur depotenziata rispetto all’origine.

Clicca qui e scopri le ultime novità sugli ecobonus 2022 contenute nella Legge di Bilancio!

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Legge di Bilancio 2022: le ultime novità sul Superbonus

La prima bozza del disegno di Legge di Bilancio 2022 contiene indicazioni su superbonus, ecobonus, sismabonus e tutte le altre agevolazioni fiscali.

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Lo scorso Consiglio dei Ministri, il n.44 per la precisione, ha sciolto ogni dubbio sulle reali intenzioni del Governo per quanto riguarda il futuro delle detrazioni fiscali previste dal DL Rilancio. In realtà i dubbi sono stati sciolti non solo per il Superbonus 110% ma anche per tutti gli altri bonus per l’edilizia come il bonus facciate, ecobonus, sismabonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili e bonus verde.

Questo perché è finalmente stata presentata la prima versione del disegno di Legge di Bilancio 2022. Si tratta quindi solo di un primo testo che, prima di entrare in vigore dovrà essere discusso da due rami del Parlamento e poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

In particolare, l’articolo 8 di questa prima versione della Legge di Bilancio 2022  è intitolato così: “Proroghe in materia di superbonus fiscale, di riqualificazione energetica, recupero del patrimonio edilizio, acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, di sistemazione a verde ed in materia di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici” .

Ed è proprio in questo articolo che sono contenute le proroghe alle altre detrazioni fiscali e le modifiche all’oramai famoso art. 119 del Decreto Rilancio. Ma quali sono quindi le modifiche al Superbonus ed alle altre detrazioni fiscali contenute nella prima versione della Legge di Bilancio 2022?

Abbiamo esaminato il testo della prima versione della Legge di Bilancio 2022 insieme ai nostri esperti ed abbiamo cercato di riassumere in questo approfondimento i punti principali.

Le modifiche alla Superbonus nella prima versione della Legge di Bilancio 2022

Sul fronte superbonus, sono girate numerose indiscrezioni riguardanti le modifiche alla normativa contenute nella legge di Bilancio 2022. Tuttavia, quelle che sono effettivamente contenute nella prima versione sono le seguenti.

Ecobonus 110% per interventi trainanti e trainati con demolizione e ricostruzione

La proroga prevista per gli IACP (istituti autonomi case popolari) verrà estesa anche alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Fotovoltaico come intervento trainato da ecobonus e sismabonus

Le spese per questo tipo di intervento potranno essere detratte fino al 30 giugno 2022. Questa è più che altro una precisazione dovuta ad una “dimenticanza” non modificata dal Semplificazioni-bis;

Nuove proroghe per condomini edifici plurifamiliari e IACP

Il comma 8-bis che conteneva le proroghe condomini e per gli edifici plurifamiliari e IACP adesso prevede che:

  1. per gli interventi effettuati da persone fisiche per i quali, alla data del 30 settembre 2021, risulti effettuata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), ovvero, per quelli comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, risultino avviate le relative formalità amministrative per l’acquisizione del titolo abilitativo, la detrazione del 110% spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022“;
  2. per gli interventi effettuati dai condomini e dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche (comma 9, lettera a))), compresi quelli effettuati su edifici oggetto di demolizione e ricostruzione (inquadrati come ristrutturazione edilizia), la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, nella misura: del 110% per quelle sostenute entro il 31 dicembre 2023;  del 70% per quelle sostenute nell’anno 2024; del 65% per quelle sostenute nell’anno 2025“.

Interventi su abitazioni unifamiliari

C’è una proroga anche per quanto riguarda gli interventi effettuati su unità immobiliari adibite ad abitazione principale dalle persone fisiche (unifamiliari). In questo caso la validità della misura del Superbonus 110% sarà fino al 31 dicembre 2022 a patto però che il beneficiario abbia un ISEE non superiore a 25.000 euro annui.

Interventi effettuati da IACP

Una ulteriore precisazione per quanto riguarda gli interventi effettuati dagli IACP. Se per questi interventi, al 30 giugno 2023 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo, la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023.

Verifica di congruità dei costi

La della verifica di congruità dei costi per quanto riguarda il superbonus 110% potrà essere effettuata in riferimento a dei valori massimi stabiliti dal legislatore. Questi valori, saranno individuati con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2022 stessa. Ci sarà da attendere ancora un po’ quindi per conoscere questi valori.

Legge di Bilancio 2022 Sconto in fattura e cessione del credito

Una novità importantissima che la nuova Legge di Bilancio 2022 si appresta ad introdurre riguarda lo sconto in fattura e la cessione del credito. Le due modalità alternative alla detrazione in dichiarazione dei redditi potranno essere usufruite fino al 31 dicembre 2025 (con i relativi orizzonti temporali di fruizione per ogni beneficiario).

Ecobonus e Bonus ristrutturazioni al 2024

Ampio respiro è stato dato anche a tutti quegli interventi che accedono all’ecobonus ordinario, ovvero quello al 50 o 65%. La prima versione della Legge di Bilancio 2022 infatti individua un orizzonte temporale per usufruire di questi bonus che arriva al 31 dicembre 2024. 

Proroga con la stessa scadenza anche per quanto riguarda il bonus ristrutturazioni che prevede i seguenti interventi:

  1. ristrutturazione ordinaria;
  2. sismabonus ordinario.

In particolare, le proroghe al sismabonus della Legge di Bilancio 2022 riguardano anche il sismabonus potenziato. Ovvero la detrazione l 70% e 80% nel caso di riduzione del rischio sismico rispettivamente di una e due classi, e il sismabonus 75% e 85% se le riduzioni di classe avvengono per i condomini.

Bonus mobili e bonus verde al 2024

Il bonus mobili ed il bonus verde sono invece stati completamente rivisti dalla prima versione della Legge di Bilancio 2022. In particolare, per il bonus mobili è prevista una detrazione che potrà essere fruita fino al 2024 con un’aliquota del 50%. Tuttavia il suo ammontare complessivo non potrà essere superiore a 5.000 euro.

Lo stesso discorso vale anche per il bonus verde che potrà essere fruito per gli anni 2021, 2022, 2023 e 2024.

Bonus facciate ridotto al 60%

Una brutta notizia invece per quanto riguarda il bonus facciate che ad oggi prevede una detrazione del 90% per tutte quelle spese per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti (inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna) ubicati in zona A (centri storici) o B (parti già urbanizzate, anche se edificate in parte).

Sebbene il bonus facciate venga esteso fino al 2022, ne viene ridotta in maniera importante l’aliquota di detrazione. Dal 90% si passa al 60%.

Conclusione

La situazione per quanto riguarda i bonus edilizi 2022 è quindi, almeno per il momento quella che abbiamo descritto. Tuttavia, si tratta di una situazione che deve essere presa con le necessarie cautele dal momento il Disegno di Legge della Manovra non è ancora approvato.

Il DDL di Bilancio dovrà infatti essere convertito in legge attraverso il consueto iter parlamentare di approvazione in Camera e Senato.

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Bonus Edilizi 2022: quali sono quelli che potrebbe contenere la manovra?

Bonus Edilizi 2022: la manovra che potrebbe portare all’approvazione della Legge di Bilancio sembra ridurre le detrazioni di cui usufruire

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Questi sono giorni particolarmente “caldi” per la classe politica italiana. Parlamentari e Senatori infatti stanno discutendo in questi giorni sull‘approvazione della prossima Legge di Bilancio.

Quest’ultima, come abbiamo già avuto modo di trattare in queste pagine, non è altro che un documento contabile preventivo che contiene le spese pubbliche e le entrate dello Stato che, in base alle leggi in vigore, si prevedono per l’anno successivo. La legge di bilancio deve quindi tenere conto anche delle detrazioni fiscali e bonus edilizi 2022 per avere delle stime precise sul prossimo Bilancio dello Stato Italiano.

Il dibattito politico ma anche quello pubblico sono quindi molto accessi attorno all’approvazione della prossima legge di Bilancio dal momento che i bonus fiscali che saranno in vigore nel 2022 potrebbero subire importanti modifiche. Ad esempio, secondo alcune indiscrezioni che circolano il Bonus Facciate potrebbe essere prorogato ma ridotto al 70%, così come il Superbonus ma dal 2024. In particolare, il Superbonus tornerebbe all’aliquota originaria degli Ecobonus al 65% a partire dal 2025.

Sostanzialmente quindi, in base alle anticipazioni sulla Legge di Bilancio, di bonus fiscali 2022 ne sarebbero comunque in vigore diversi, anche se andrebbero incontro ad una progressiva riduzione delle aliquote di detrazione negli anni successivi.

Ma quali sarebbero i bonus edilizi 2022? Quali aliquote di detrazione potrebbero ottenere?

Abbiamo cercato di fare il punto della situazione qui di seguito insieme ai nostri esperti.

Bonus edilzi 2022: come potrebbero cambiare?

I bonus legati all’edilizia hanno sicuramente svolto un ruolo importantissimo per la ripresa dell’economia del Belpaese dopo la pandemia. Un successo straordinario che potrebbe essere alla base della proroga bonus edilizi al 2022 anche se potrebbero subire qualche modifica in corso d’opera.

Al momento tuttavia la situazione bonus edilizi 2022 sembrerebbe essere la seguente:

  • Superbonus 110%: sarà prorogato fino al 2023 per tutti gli edifici precedentemente individuati dalla normativa del DL Rilancio tranne che per le ville. L’aliquota di detrazione verrà ridotta al 70% nel 2024 per ritornare come Ecobonus ordinario al 65% dal 2025.
  • Bonus Facciate: contrariamente a quanto emerso in un primo momento la sua validità potrebbe essere prorogata al 31 dicembre 2022 con la stessa aliquota di detrazione
  • Bonus casa: dovrebbero essere confermate anche per il 2022  le agevolazioni più diffuse come il Bonus Ristrutturazioni al 50%, il Bonus Mobili al 50% (per acquisto di arredi e grandi elettrodomestici ad elevate prestazioni per un immobile oggetto di ristrutturazione agevolata, da capire ancora su quale tetto di spesa), Sismabonus ad aliquota variabile a seconda dei casi e Bonus Verde al 36%.

Accanto a questi graditi ritorni sui bonus edilizi 2022 potrebbe fare ingresso anche una nuova agevolazione fiscale il nuovo Bonus Alberghi. Questo Bonus sarebbe nella pratica l’estensione del Superbonus alle strutture ricettive (alberghi, agriturismi, strutture ricettive all’aria aperta, imprese turistiche e ricreative, del settore fieristico e congressuale, stabilimenti balneari, centri termali, i porti turistici, parchi tematici).

Cessione credito e sconto in fattura

Le indiscrezioni sui bonus edilizi 2022 non riguardano per il momento le opzioni alternative alla detrazione IRPEF o alla compensazione in F24 del credito d’imposta. Sconto in fattura e cessione del credito d’imposta potrebbero infatti essere mantenute soltanto per il Superbonus 110%.

Per poterlo usufruire di queste due alternative anche con il Bonus Facciate, serve che i pagamenti siano effettuati entro il 31 dicembre 2021. In questo modo sarà possibile non solo accedere alla detrazione fiscale ma anche scegliere lo sconto in fattura. In particolare: pagando entro fine 2021 il 10% del corrispettivo al netto dello sconto in fattura, è possibile ottenere il bonus anche se i lavori saranno completati successivamente.

Conclusione

La situazione per quanto riguarda i bonus edilizi 2022 è quindi, almeno per il momento quella che abbiamo descritto. Tuttavia, si tratta di una situazione che deve essere presa con le necessarie cautele dal momento il Disegno di Legge della Manovra non è ancora approvato.

Il DDL di Bilancio dovrà infatti essere convertito in legge attraverso il consueto iter parlamentare di approvazione in Camera e Senato.

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Bonus caldaia 2021: tutto quello che devi sapere

Bonus caldaia 2021: cos’è, come funziona, fino a quando è possibile richiederlo

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Le bollette per il riscaldamento e dell’elettricità sono una grossa voce di spesa per le famiglie italiane. Quando arriva l’inverno è infatti impossibile non accendere la caldaia del proprio impianto di riscaldamento per riscaldare gli ambienti della nostra abitazione. E’ dunque inevitabile andare incontro ad un aumento dei consumi, specie adesso che le materie prime come il gas hanno subito un rincaro enorme (di cui parliamo meglio qui).

Il costo per il riscaldamento può essere davvero alto anche per via del fatto che l’impianto di climatizzazione invernale, nella maggior parte dei casi, non è affatto efficiente. Per questo motivo potrebbe essere necessario sostituire la tua vecchia caldaia approfittando anche del cosiddetto bonus caldaia 2021. In questo modo riuscirai a ridurre in maniera consistente il costo dell’investimento oltre a risparmiare sui costi della tua bolletta del gas!

Ma cos’è il bonus caldaia 2021? Come funziona? Fino a quando è possibile accedere a questi incentivi fiscali?

Abbiamo fatto il punto della situazione insieme ai nostri esperti in questo approfondimento. perciò se vuoi avere una risposta a queste domande continua a leggere!

Bonus caldaia 2021: cosa è?

Il bonus caldaia 2021 non è altro che una detrazione fiscale che può arrivare 65% per tutti coloro, privati ed imprese, che sostengono determinati interventi di riqualificazione energetica.

In realtà più che un bonus per la sostituzione della caldaia è più una detrazione che riguarda diversi interventi di riqualificazione energetica che riguardano gli impianti termici degli edifici come avremo modo di spiegare meglio qui avanti.

Quali sono gli interventi ammessi alla detrazione del 65%?

Il bonus caldaia 2021 quindi è solo una piccola parte degli incentivi previsti per la riqualificazione energetica degli edifici. La detrazione del 65% può infatti essere ottenuta non solo per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale ma anche per gli interventi che elenchiamo qui di seguito:

  • interventi sull’involucro degli edifici
  • installazione di pannelli solari
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
  • acquisto e posa in opera delle schermature solari
  • acq. e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
  • acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative
  • acq. e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione
  • acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Tutte le percentuali di detrazione previste

La maggior parte degli interventi che abbiamo elencato qui sopra possono farti ottenere una detrazione detrazione fiscale del 65%. Tuttavia esistono anche dei casi in cui la detrazione puoi ottenere è minore ovvero il 50%. Proviamo brevemente a ricapitolare la situazione qui di seguito in modo che sia chiaro una volta per tutte quando è possibile ottenere il bonus caldaia 2021 al 65% e quando invece è possibile ottenere solamente la detrazione del 50%.

L’aliquota di detrazione per la sostituzione e l’installazione di:

  • caldaia a biomassa in classe V oppure Caldaia a condensazione almeno di classe A: 50%;
  • c. a condensazione in classe A è del 50%;
  • caldaia a condensazione in classe A e sistemi di termoregolazione evoluti (appartenenti alle classi V, VI o VIII) è del 65%;
  • pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria o come integrazione al riscaldamento: 65%;
  • impianto di riscaldamento invernale con Pompa di calore ad alta efficienza (aria-acqua, aria-aria): 65%.

Chi può usufruire del bonus caldaia 2021?

I beneficiari del bonus caldaia 2021 possono essere tutti i contribuenti residenti o meno nell’edificio in cui si effettuano gli interventi. Costoro possono anche essere titolari di reddito d’impresa. L’importante è che possiedano, a qualsiasi titolo l’immobile oggetto degli interventi e che l’edificio sia “esistente” nel momento in cui si effettua l’intervento.

Da un punto di vista catastale non ci sono vincoli da rispettare. Questo significa che è possibile ottenere la detrazione fiscale anche nel caso in cui gli interventi vegano effettuati su di un edificio che rappresenta un bene strumentale per la tua attività d’impresa o professionale o nel caso sia un edificio rurale.

Come funziona la detrazione fiscale per la sostitzione delle caldaie?

Fino al 2019 era possibile usufruire della detrazione fiscale, solo tramite dichiarazione dei redditi. Era possibile recuperare il 65% o il 50% della spesa sostenuta per gli interventi di riqualificazione energetica direttamente in dichiarazione dei redditi tramite 10 rate annuali di pari importo.

Tuttavia, nel frattempo la situazione è mutata repentinamente a causa degli effetti della pandemia. Nel 2020 è stato infatti emanato il DL Rilancio che ha introdotto due importanti possibilità tramite cui usufruire della detrazione fiscale: la cessione del credito d’imposta e lo sconto in fattura. 

Queste due alternative alla detrazione in dichiarazione dei redditi derivano dal fatto che la detrazione fiscale che potresti ottenere è di fatto un credito d’imposta di pari valore. Potrai quindi decidere di cedere questo credito d’imposta alla ditta cui hai affidato il cantiere ottenendo in cambio uno sconto in fattura di pari importo. In alternativa potrai cedere il credito ad un terzo soggetto in cambio di liquidità. Opportunità, quest’ultima che è percorribile anche dalle ditte che devono lavorare tramite lo sconto in fattura.

Bonus caldaia 2021 fino al 31 dicembre 2021! Sostituisci subito il tuo vecchio impianto di riscaldamento!

Usufruire del bonus caldaia 2021 è un ottimo modo per sostituire il vecchio impianto di riscaldamento di casa tua riducendo notevolmente i costi dell’intervento! Grazie allo sconto in fattura del 65% che Valore Energia ti erogherà infatti pagherai solamente il 35% del costo totale che avresti dovuto sostenere senza la detrazione.

Tuttavia se vuoi accedere al bonus caldaia 2021 devi sbrigarti! La detrazione fiscale è in vigore solamente fino al 31 dicembre 2021 salvo ulteriori proroghe.

In questi giorni in realtà il governo sta discutendo il disegno di Legge di Bilancio e, come abbiamo riportato all’interno di questo blog, è probabile che questa legge contenga alcune proroghe di bonus fiscali. Ad esempio è stata già annunciata, da più parti la tanto attesa proroga al Superbonus 110 per cento anche ed è trapelata solo il 20 ottobre scorso la possibilità di una proroga anche per gli ecobonus 50% e 65% che dovrebbe coinvolgere anche la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Tuttavia di ufficiale al momento non c’è niente. Ecco perché se vuoi accedere al bonus caldaia 2021 ti consigliamo vivamente sbrigarti e rivolgerti a degli esperti come noi. Solo rivolgendoti ad imprese con un meccanismo già rodato potrai essere sicuro di ottenere il bonus in tempi brevi e certi!

Clicca qui e scopri le ultime novità sul bonus caldaia 2023!

Cosa aspetti quindi a sostituire la vecchia caldaia del tuo impianto di riscaldamento? Compila il form qui sotto con i tuoi dati per essere ricontattato da un nostro consulente!

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Novità Superbonus 110: proroga ma solo per i condomini

Tutte le novità Superbonus e sugli altri bonus fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici

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Ottobre è un mese fatidico per l’attività del governo italiano. E’ in questo mese infatti che l’attività dei due rami del Parlamento deve produrre quella che conosciuta come la Legge di Bilancio. Quest’ultima non è altro un documento contabile preventivo che contiene le spese pubbliche e le entrate dello Stato che, in base alle leggi in vigore, si prevedono per l’anno successivo.

E’ quindi una legge di fondamentale importanza perché la sua approvazione è strettamente legata all’esistenza o meno di misure con un forte impatto sui conti dello stato. E fra le misure con forte impatto economico adottate in questo ultimo anno c’è senza dubbio il Superbonus 110 così come gli altri incentivi per la riqualificazione energetica.

Ma con l’approvazione della legge di Bilancio 2022, quali sono le novità Superbonus? Verrà prorogato oppure no, oppure verrà prorogato ma con modifiche rispetto alla misura attuale? Oltre alle novità Superbonus ci sono novità per gli altri bonus fiscali?

Abbiamo analizzato quelle sono le ultime news riportate dalle testate giornalistiche per fare il punto della situazione sulle novità Superbonus e sugli altri bonus fiscali.

Cos’è il Superbonus 110?

Prima di parlare delle ultime novità Superbonus 110 è forse necessario spiegare brevemente in cosa consiste questa misura.

Il Superbonus 110% è una misura di incentivazione introdotta dal D.L. “Rilancio” 19 maggio 2020, n. 34, che punta a rendere più efficienti e più sicure le nostre abitazioni. Sostanzialmente si tratta di un detrazione fiscale che ammonta al 110% della spesa totale sostenuta per interventi di efficientamento energetico e di adeguamento antisismico.

E’ possibile utilizzare beneficiare di questa detrazione per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 per le villette unifamiliari, per i condomini fino al 31 dicembre 2022 e per gli IACP fino al 31 dicembre 2023. E’ possibile beneficiare della detrazione in cinque quote annuali di pari importo oppure tramite la cessione del credito e sconto in fattura.  Per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022 invece sono previste quattro quote annuali di pari importo, una novità superbonus recentemente introdotta.

Per poter godere della detrazione è necessario effettuare almeno un intervento cosiddetto “trainante” tra i seguenti: isolamento termico dell’involucro dell’edificio, sostituzione degli impianti termici con impianti centralizzati sostituzione degli impianti termici su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno, adeguamento antisismico.

In concomitanza a questi interventi è possibile effettuare un intervento “trainato” fra i seguenti: sostituzione degli infissi, le schermature solari, l’installazione di impianti fotovoltaici, dei sistemi di accumulo, delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, degli impianti di domotica, l’eliminazione delle barriere architettoniche per le persone portatrici di handicap e molto altro.

L’insieme di questi interventi (trainanti e trainati) deve comportare un miglioramento minimo di almeno due classi energetiche dell’edificio.

Novità Superbonus 110 sulla Legge di Bilancio 2022

Come abbiamo avuto modo di spiegare brevemente poco prima, la legge di bilancio è un provvedimento normativo con il quale viene approvato il bilancio dello Stato. L’art. 81 della Costituzione italiana impone al Governo di produrre un documento contabile preventivo, per comunicare al Parlamento le spese pubbliche e le entrate previste per l’anno successivo in base alle leggi vigenti. In genere il disegno di Legge di Bilancio viene presentato al Parlamento entro il 20 ottobre di ogni anno.

Tuttavia, e questa non è una novità, i lavori per il disegno di Legge di Bilancio 2022 sono in ritardo e pertanto dovremo aspettare ancora qualche giorno prima di conoscere con certezza le novità Superbonus. Ritardo giustificato anche vista l’entità della manovra prevista che si stima possa valere 24-25 miliardi di euro.

Nel frattempo sono cominciate a circolare alcune indiscrezioni in merito alla nuova Legge di Bilancio. Fra le novità Superbonus infatti c’è la proroga della misura al 2023. Tuttavia, coloro che pensano che questa notizia possa essere positiva potrebbero ricevere una doccia fredda leggendo la prossima frase. La proroga infatti riguarderebbe solo i condomini e Iacp (case popolari). La novità superbonus è quindi che dalla proroga sarebbero escluse ville e villette unifamiliari.

Addio al bonus facciate, si agli ecobonus 50-65%

Tuttavia le novità superbonus non riguardano solamente la detrazione del 110 per cento ma molti altri bonus fiscali in scadenza il prossimo 31 dicembre.

Ci riferiamo in particolare a questi bonus fiscali

In questo caso però ci sono buone notizie dal momento che come riporta il Sole 24ore, questi bonus sarebbero confermati per tutto il 2022. Proroga al 31 dicembre 2022 che non riguarderebbe solamente i bonus ma anche le due modalità alternative alla detrazione in dichiarazione dei redditi tramite cui è possibile usufruirne. La cessione del credito d’imposta e lo sconto in fattura sarebbero quindi confermati per tutto il prossimo anno!

Brutte notizie invece per il bonus facciate. La proroga del bonus al 90% invece sarebbe esclusa dalla prossima Legge di Bilancio e pertanto se ne potrà usufruire solamente fino al 31 dicembre 2021

Conclusioni

Quelle che abbiamo riportato in questo approfondimento sono solamente alcune novità superbonus che stanno circolando in questi giorni. Queste novità sono al momento infatti delle pure e semplici indiscrezioni dal momento che la Legge di Bilancio 2022 non è ancora stata approvata.

Non è infatti escluso che l’approvazione della Legge di Bilancio 2022 comporti ulteriori novità Superbonus 110 o per gli altri bonus fiscali attualmente in vigore. Novità che non mancheremo di certo di approfondire fra le pagine del nostro blog con l’aiuto dei nostri esperti.

Clicca qui e scopri le ultime novità sugli ecobonus 2022 contenute nella Legge di Bilancio!

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La Commissione industria del Senato chiede una proroga bonus edilizi

La Commissione Industria del Senato ha chiesto ufficialmente la proroga bonus edilizi. Tra questi figurano anche il bonus ristrutturazione, gli ecobonus, bonus facciate e bonus mobili, ed il superbonus

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La Commissione Industria del Senato ha ufficialmente chiesto la proroga dei bonus edilizi almeno fino al 31 dicembre 2023. Si tratta a tutti gli effetti di una buona notizia dal momento che questi bonus comprendono il Superbonus 110, il bonus ristrutturazione, il bonus facciate ma anche gli ecobonus. Nella richiesta di proroga bonus edilizi inoltre è compresa anche la richiesta del prolungamento delle modalità alternative alla fruizione dei bonus fiscali, ovvero la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Le richieste avanzate dalla Commissione Industria del Senato sono contenute all’interno del parere relativo alla Nota di aggiornamento del del documento di economia e finanza (Nadef) 2021.

Ma quali sono le richieste bonus edilizi avanzate dalla Commissione Industria del Senato? Qual è il contenuto del parere sulla Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2021?

Abbiamo cercato di approfondire la questione insieme ai nostri esperti in questo approfondimento.

Richiesta la proroga al Superbonus almeno fino al 2023

Una delle richieste avanzate dalla Commissione Industria sulla proroga bonus edilizi riguarda il Superbonus 110% che la stessa commissione vorrebbe vedere in vigore almeno fino al 2023.

In merito a questa questione riportiamo le parole dei senatori qui di seguito:

“E’ necessario tenere fede all’impegno preso in sede parlamentare per la proroga del superbonus 110%, almeno fino al 2023. Tale strumento rappresenta una grande opportunità per incrementare il processo di decarbonizzazione delle città, sostenere il settore edile, creare nuova occupazione e accrescere il valore degli immobili”.

“Si tratta dunque di un meccanismo virtuoso volto a sostenere la ripresa dell’economia, consentendo di monetizzare sin da subito il beneficio fiscale altrimenti utilizzabile in un prolungato arco temporale e garantendo, dunque, maggiore liquidità immediata a famiglie e imprese. Il meccanismo produce, infatti, effetti positivi diretti per l’economia reale in quanto vengono immesse maggiori risorse a disposizione dei contribuenti, aumentandone la propensione alla spesa, e l’edilizia e il suo indotto, uno dei settori a più alto contributo del PIL nazionale, ricevono una maggiore spinta propulsiva”.

Dopo queste considerazione la Commissione Industria ha invitato la Commissione parlamentare che si occupa di questo a sollecitare il Governo affinché la prossima Legge di Bilancio contenga questa proroga.

Gli obiettivi della Commissione industria

Gli obiettivi della commissione industria possono essere riassunti così:

  • prorogare il superbonus 110% almeno fino al 31 dicembre 2023. Il Superbonus è infatti una misura economica di importanza strategica per la crescita economica e per tutto il comparto dell’edilizia, ma non solo. La proroga di questo bonus edilizio è raccomandata vista la complessità attuativa della misura stessa. Complessità che ha portato i richiedenti ad avere a che fare con tempi dilatati per la realizzazione dei cantieri ed il relativo ottenimento della detrazione.
  • prevedere la medesima proroga anche per le due modalità alternative alla detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi ovvero lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Proroga bonus edilizi e/o riordino?

La Commissione industria tuttavia non si limita a richiedere il prolungamento del Superbonus 110. Fra le richieste figurano infatti anche altre proroghe bonus edilizi, proroghe che riguarderebbero in particolare:

  • l’ecobonus,
  • bonus ristrutturazione,
  • il bonus facciate,
  • bonus mobili.

Proprio su questi bonus fiscali è infatti concentrata l’attenzione di imprese, privati e professionisti, specie dopo che è stata approvata dal Consiglio dei Ministri la Nadef 2021. La nota infatti contiene un preciso riferimento alla proroga del Superbonus, dunque perché non sperare anche in una proroga bonus edilizi?

A quanto appena riportato dobbiamo inoltre aggiungere le altre dichiarazioni rilasciate dal premier Mario Draghi prima della trasmissione alla Commissione Europea del PNRR che riportiamo qui di seguito:

“Per il superbonus 110% sono previsti, tra PNRR e Fondo complementare, oltre 18 miliardi di euro, le stesse risorse stanziate dal precedente Governo”

“Per il futuro, il Governo si impegna a inserire nel disegno di legge di bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021, con riguardo agli effetti finanziari, alla natura degli interventi realizzati, al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico e di sicurezza degli edifici”

Conclusioni

Non sembra esserci dunque, al momento, una proroga bonus edilizi che coinvolga tutte le detrazioni fiscali attualmente in vigore. L’unica proroga cui si fa riferimento riguarda la maxi-detrazione fiscale del 110%, proroga per cui si è spesa anche la Commissione Industria del Senato.

Tuttavia la storia dei bonus fiscali per l’edilizia ci insegna come siano stati oggetto, fin dalla loro introduzione, di continue modifiche e proroghe. Modifiche e proroghe che si inseriscono perfettamente in un contesto in cui è necessario favorire la ripresa economica del belpaese. Contesto che ha visto, il 5 ottobre scorso, l’approvazione del DDL delega per la riforma fiscale e che prevede il riordino delle deduzioni e delle detrazioni Irpef, bonus fiscali compresi.

Insomma, ben sperare, in questo caso, potrebbe essere più che giustificato.

Clicca qui e scopri le ultime novità sugli ecobonus 2022 contenute nella Legge di Bilancio!

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