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Come funzionano le pompe di calore?

Come funzionano le pompe di calore? Un focus sul funzionamento delle pompe di calore e sulle loro tipologie

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Oggi giorno esistono molti sistemi di riscaldamento e di refrigerazione. Sistemi che i cittadini di tutta Italia e di tutto il mondo utilizzano in ambito domestico e non solo. Tra i più diffusi vi sono le cosiddette pompe di calore. Sistemi che sfruttano le cosiddette energie rinnovabili, con il vantaggio quindi di ridurre l’impatto ambientale.

La pompa di calore è un sistema ad energia rinnovabile perché è in grado di sfruttare l’energia termica prodotta da fonti come acqua, terreno ed aria. Inoltre è in grado sia di riscaldare un ambiente che di raffreddarlo, in questo modo il suo utilizzo è costante durante tutti i giorni dell’anno. Un utilizzo particolarmente apprezzato anche perché permette di avere l’acqua calda, sia per l’uso personale che per i termosifoni.

Ma come è possibile tutto ciò? Come funzionano quindi le pompe di calore? Quanti tipologie di pompe di calore o termopompe esistono?

Scopriamolo insieme in questo approfondimento qui di seguito.

Come funzionano le pompe di calore?

Il funzionamento delle pompe di calore è dato da un circuito chiuso al cui interno è presente un fluido. A seconda della temperatura in cui si trova è in grado di passare dallo stato gassoso allo stato liquido. Sono proprio questi cambiamenti di stato ciclici a provocare le variazioni di pressione e temperatura necessarie al funzionamento della pompa di calore.

Ma come avvengono questi cambiamenti di stato ciclici che sono alla base di come funzionano le pompe di calore?

Il vaporizzatore presente all’interno delle pompe di calore acquisisce calore dall’ambiente (acqua, terra o aria) riuscendo a trasformare il liquido in vapore. In seguito il vapore ottenuto, grazie ad un compressore viene di nuovo trasformato in liquido per mezzo di una valvola di espansione che consente al fluido di tornare alle sue condizioni di inizio. E’ in questa fase che le pompe di calore cedono il proprio calore all’impianto.

Alcuni vantaggi delle pompe di calore

Tutto questo processo che abbiamo appena descritto ha i suoi innegabili vantaggi: il più importante è che la quota di energia prodotta è di almeno 5 volte superiore rispetto al dispendio di elettricità.

I vantaggi inoltre non terminano qui: basando il loro funzionamento sul cambiamento di stato fra vapore e liquido e quindi sulla differenza di temperature fra i due stati, le pompe di calore sono in grado sia di riscaldare che di raffreddare un ambiente. Quindi significa che è perfetto per essere utilizzato in qualsiasi edificio, sia durante l’estate che durante l’inverno.

Inoltre, se proprio si desidera aumentare ancora di più l’efficienza energetica dell’edificio o abitazione in questione, allora è sempre possibile integrare pompa di calore ad un impianto fotovoltaico. In particolare ci riferiamo al solare termodinamico, un sistema attraverso il quale si combinano le caratteristiche peculiari delle pompe di calore e di un collettore solare di tipo termico, con un piccolo pannello solare, una componente compressore e un serbatoio per l’acqua. In questo modo non si utilizzerebbero fonti da combustione e si riuscirebbe a risparmiare notevolmente sulle bollette elettriche facendo rientrare in tempi brevi dell’investimento sostenuto.

Quali sono le diverse tipologie di pompe di calore?

Ora che abbiamo descritto come funzionano le pompe di calore siamo pronti per elencare le loro diverse tipologie. Per ovviare alle diverse esigenze infatti esistono pompe di calore di diverse tipologie, dimensioni, e fabbisogno richiesto. I fattori da tenere in considerazione quando le si scelgono sono quindi molteplici ed in base a questi fattori possiamo fare due tipi di classificazione a seconda della loro:

  1. Valenza
  2. Sorgente

Pompa di calore mono-valente o bivalente

Possiamo parlare di pompe mono o bi-valenti, intendendo rispettivamente un impianto responsabile, da solo, del riscaldamento domestico oppure di un impianto in associazione ad altre tipologie di impiantistica.

Le pompe di calore mono-valenti, soprattutto quelle aria aria, sono convenienti solo in territori di per sé caldi, mentre in aree soggette ad un consistente abbassamento di temperatura sarà necessario disporre di impianti aggiuntivi per far fronte alle necessità di riscaldamento domestico, soprattutto in inverno.

Pompe di calore: classificazione in base alle sorgenti

E’ possibile fare una ulteriore classificazione delle pompe di calore prendendo in considerazione quelle che sono le “sorgenti”. In base a questa distinzione possono essere di tre tipi:

  • Pompa di Calore aria acqua: in questo caso l’energia termica necessaria al suo funzionamento viene ricavata dall’aria presente al’esterno dell’edificio, la quale viene utilizzata per il funzionamento dell’impianto stesso. La pompa di calore viene quindi installata all’esterno dell’edificio e deve per forza essere fornito di un componente deputato allo sbrinamento.
  • Pompa di Calore acqua acqua: l’energia termica utilizzata in questo caso proviene dalle acque di falda. A fronte di un investimento certamente superiore, soprattutto per quanto riguarda l’installazione, c’è l’indiscutibile vantaggio di non risentire delle condizioni meteo esterne.
  • Pompa di Calore terra acqua: come può essere facilmente intuibile dal nome, in questo caso è coinvolto il sottosuolo. Pertanto in questo caso la pompa di calore sfrutta l’energia geotermica presente mano a mano che si scende nelle profondità della terra. L’impianto sfrutta il calore costante presente alla profondità di circa un metro e mezzo (da calcolare parallelamente alla superficie) se in orizzontale, oppure, se in verticale, alla profondità di diverse decine di metri, che particolari sonde sono in grado convogliare alla pompa per il suo funzionamento. Grazie alle loro caratteristiche, che le rendono efficienti in termini di continuità del rendimento, sono proprio quelle di questo ultimo tipo ad essere le pompe di calore più diffuse. Tuttavia hanno anche un elevato inquinamento acustico, motivo per il quale spesso sono installate all’esterno dell’edificio.

Conclusioni

In questo approfondimento abbiamo cercato di spiegare in maniera approfondita il funzionamento delle diverse tipologie di pompe di calore disponibili ad oggi sul mercato.

Come avrai intuito però, scegliere la pompa di calore giusta per le tue esigenze non è affatto semplice sebbene sia uno dei modi migliori per garantirti acqua calda ed ambienti sempre alla giusta temperatura. I fattori da tenere in considerazione non si limitano di certo solo a quelli che abbiamo preso in considerazione in questo articolo, ad esempio devi anche valutare la manutenzione.

Pertanto prima di prendere qualsiasi decisione in merito dovresti rivolgerti ad un esperto come noi di Valore Energia.

Cosa aspetti quindi? Clicca qui per contattarci subito!

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Impianto micro idroelettrico domestico: realtà o fantascienza?

Alla scoperta del micro elettrico domestico: cosa è, come funziona ed a chi si rivolge

L’impianto micro idroelettrico domestico è una delle soluzioni più innovative per generare elettricità, specie se ci si riferisce ad un condominio o ad un’abitazione privata.

In effetti, letta così, senza sapere nulla a riguardo il micro idroelettrico, questa affermazione può sembrare un po’ strana.

Se pensiamo infatti a quella che comunemente indichiamo come energia idroelettrica, pensiamo a dighe, laghi artificiali, e centrali idroelettriche di grandi dimensioni. Insomma pensiamo a quel genere di impianti che sorge in prossimità dei corsi d’acqua principali (mulini per i più nostalgici). Ricorre il pensiero anche alle grandi turbine idrauliche sommerse o sul pelo dell’acqua che ormai stanno costellando le coste europee e non solo.

Come è possibile dunque che gli impianti idroelettrici siano oggi di dimensioni così ridotte da essere definiti micro idroelettrici domestici ?Infatti fino a pochi anni fa si realizzavano impianti del genere di dimensioni mastodontiche! E’ davvero possibile sfruttare l’energia idroelettrica per alimentare gli elettrodomestici di casa nostra?

Ebbene si, sebbene si possa fare fatica a crederlo. Vi spieghiamo tutto ciò che dovete sapere in questo approfondimento sugli impianti micro idroelettrici.

Pronti ad “immergervi” nella lettura?

Cosa sono gli impianti micro idroelettrici domestici?

L’aggettivo domestico accanto al sostantivo impianto micro idroelettrico sta appunto ad indicare lo scopo e la dimensione di quest’ultimo. Niente cascate artificiali nella vostra cucina o nel vostro bagno! Un metodo molto più alla mano ed intuitivo che tuttavia si basa su quello appena menzionato.

Il micro idroelettrico è in sostanza un impianto idroelettrico in piccolo. Anche in questo tipo di impianto c’è l’acqua che scendendo, fa girare una turbina che genera energia elettrica. La turbina idraulica è quel dispositivo meccanico in grado di trasformare l’energia potenziale e/o cinetica dell’acqua in energia meccanica. E’ proprio questa energia a far girare un alternatore che la trasforma in energia elettrica.

Quello che abbiamo descritto è quindi un metodo efficiente quel tanto che basta ad abbassare i costi delle bollette contribuendo a produrre energia elettrica in maniera sostenibile. Inoltre si tratta di un metodo che può essere sfruttato da chiunque, anche da chi vive in città.

Come funziona un impianto microelettrico domestico?

Un impianto di questo tipo è in grado di sfruttare l’energia idroelettrica prodotta in due diversi modi:

  1. Salto di pressione
  2. Movimento cinetico dell’acqua.

Il funzionamento di un impianto micro-elettrico domestico a salto di pressione si basa su di un fenomeno che si verifica quando c’è molto dislivello fra valle e monte. Proprio come nei condomini ed in tutti gli edifici di una certa altezza. L’energia viene raccolta attraverso delle valvole particolari, che servono a diminuire la pressione nei tubi in cui circola l’acqua, permettendo così il suo utilizzo nelle abitazioni. Il salto di pressione tra valle e monte, soprattutto in edifici alti, può raggiungere valori di alcune atmosfere, e ciò può essere sfruttato dalle microturbine per produrre energia. L’energia viene prodotta solo quando c’è necessità di acqua, che nei condomini coincide proprio quando sono presenti persone nell’edificio, quindi nel momento di massimo bisogno.

Il metodo del movimento cinetico invece risulta essere applicabile a tutte le realtà domestiche, e sfrutta il movimento dell’acqua nelle tubature che viene trasformata, attraverso microturbine, in elettricità. Questo è reso possibile grazie all’alternatore collegato alla turbina, che trasforma il movimento delle pale in tensione elettrica.

Entrambi questi sistemi possono essere installati in combinazione con gli accumulatori di energia che, immagazzinando l’energia prodotta in eccesso sono in grado di rilasciarla nel momento del bisogno, aumentando l’efficienza dell’impianto.

Stiamo quindi parlando di una tecnologia all’avanguardia che con un costo contenuto può permetterci di produrre energia in maniera indipendente dalla rete per poter illuminare la nostra casa.

Quando è indicato installare un impianto micro idroelettrico domestico?

Come potrai aver già in parte intuito, questa soluzione è perfetta chi ha vicino casa un fiume, un torrente o un canale d’irrigazione. In alternativa è consigliato per quei condomini la cui altezza sia tale da produrre un salto di pressione sufficiente alla produzione di energia idroelettrica per alimentare gli elettrodomestici degli appartamenti del condominio.

D’altronde, se hai letto fino a questo punto, avrai capito che il micro idroelettrico domestico ha bisogno della presenza di acqua in movimento per poter funzionare, di conseguenza si tratta di una caratteristica davvero indispensabile per avere un sistema in casa di questo tipo.

Per soddisfare il fabbisogno energetico di una famiglia o di un privato, un impianto micro idroelettrico domestico è più che sufficiente dal momento che si definisce tale anche in base alla potenza che è in grado di produrre. Con micro idroelettrico ci si riferisce ad impianti con meno di 15 KW di potenza, sufficiente quindi per abitazioni private.

Quali sono i benefici di questo tipo di impianto?

Ci sono due tipi di benefici che saltano subito agli occhi. Economici e ambientali.

Per quanto riguarda i primi senza dubbio il più importante è che il tempo di ritorno dell’investimento è compreso fra i 5 ed i 10 anni, a seconda delle dimensioni dell’impianto.

Per quanto riguarda invece i benefici ambientali ci teniamo a sottolineare che la produzione di energia elettrica attraverso impianti idroelettrici esclude l’utilizzo di qualsiasi combustibile, quindi azzera le emissioni in atmosfera di gas a effetto serra e di altri inquinanti.

Conclusioni

Al contrario dei pregiudizi che di solito accompagnano qualsiasi tecnologia adattata, il micro idroelettrico domestico è una soluzione praticabile e vantaggiosa, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Ovviamente però devono essere rispettati dei requisiti minimi prima di poterlo installare!

Se ancora sei scettico su questo tipo di tecnologia per la produzione di energia elettrica da utilizzare nella tua abitazione ti invitiamo a scoprire i suoi vantaggi contattandoci cliccando qui richiedendo tutte le informazioni di cui ha bisogno oppure per avere per avere un preventivo personalizzato.

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Appena approvato il nuovo Ecobonus 110 % al sostegno dell’edilizia

Alla scoperta del nuovo ecobonus 110 % appena approvato dal governo Italiano dopo l’emergenza Coronavirus

Ecobonus al 110 %, proprio come per il Sismabonus. Sono queste le due novità più importanti del Decreto Rilancio che è stato annunciato il 13 maggio 2020 dal premier Giuseppe Conte. Il Decreto Rilancio, o altrimenti detto Maggio, contiene un vero e proprio pacchetto di interventi “sulla casa” veramente sostanzioso. Misure che puntano a far ripartire il settore edilizio dopo questi mesi di lockdown dovuti all’emergenza coronavirus.

Quella di questo decreto è una svolta radicale per quanto riguarda il funzionamento di ecobonus e sismabonus dal momento che verranno portati fino al 110 % della spesa sostenuta. Un notevole aumento quindi rispetto al 65 %, il tetto massimo che era previsto fino a questo momento. Un bonus che noi di Valore Energia, ci auguriamo possa segnare una svolta green nel mondo dell’edilizia.

Questa novità merita di essere approfondita adeguatamente, cerchiamo quindi di fare chiarezza. Questi sono i punti principali di questo decreto ecobonus al 110 % che danno accesso ad incentivi sui lavori di efficientamento energetico.

Le novità principali dell’ecobonus 110 %: prima e dopo

L’ecobonus sull’efficientamento energetico degli edifici rappresenta ad oggi, come abbiamo scritto poco prima, una detrazione massima pari al 65 % del totale. Si tratta inoltre di una detrazione che è recuperabile tramite la sua dilazione in 10 anni e che riguarda solo alcuni tipi di interventi come ad esempio la coibentazione tecnica degli edifici oppure la sostituzione di una vecchia caldaia con una nuova a condensazione o con pompa di calore. Per tutti gli altri tipi di lavori, il bonus fin qui erogato scende al 50 %.

Grazie al nuovo decreto del governo Conte tutto ciò cambierà radicalmente.

La prima grande novità di questo provvedimento riguarda l’aliquota di detrazione. Se prima era del 65% ora invece è stata portata al 110 %!

Inoltre viene ampliato il numero di interventi a cui può essere applicata. Gli interventi di riqualificazione energetica previsti vanno dall’installazione di pannelli solari o fotovoltaici, al rifacimento delle facciate (sulle quali al momento c’è un bonus al 90%), alla sostituzione delle finestre.

Condizioni di accesso all’Ecobonus 110 %

Le condizioni per accedere a questi bonus al contrario di quanto si possa pensare non sono molte. Questa volta sembra davvero che la burocrazia non la farà da padrone. Anzi, a dire il vero la condizione necessaria all’accesso è soltanto una: la seguente. Nei lavori di efficientamento energetico dell’edificio deve essere incluso anche almeno uno dei seguenti interventi: cappotto termico dell’edificio, caldaia a condensazione o caldaia a pompe di calore-

Validità dell’ecobonus 110%.

L’ecobonus al 110 % sarà valido sulle spese sostenute a partire dal 1°luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 e la detrazione si potrà recuperare in 5 rate annuali di pari importo.

Cessione del credito e sconto in fattura: le vere novità

A questo punto entrano in gioco due opzioni: la cessione del credito o lo sconto in fattura. Ed è proprio qui, oltre che nell’aumento dell’aliquota e nell’inclusione dei “lavori minori”, che risiede la principale novità del decreto.

In particolare, per quanto riguarda la cessione del credito, la novità è che potranno avvalersi di questa opportunità tutti i contribuenti.

Per quanto riguarda lo sconto in fattura la vera novità è che questo sconto potrà essere fino al 100 % della fattura del costo dei lavori. In sostanza quindi i lavori di efficientamento energetico non costeranno un euro!
Di fatto sarà l’impresa che effettua i lavori ad anticiparne il costo applicando lo sconto del 100 %, in cambio riceverà però un credito d’imposta del 110 % che a sua volta potrà cedere a banche ed altri soggetti.

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Ecobonus 2020 cessione del credito: chiarimenti sul funzionamento

L’Agenzia delle Entrate chiarisce le modalità per la cessione del credito dell’ecobonus 2020

Per quanto riguarda la cessione del credito dell’ Ecobonus 2020 c’è il via libera da parte della Agenzia delle Entrate.

Questo significa che il credito ricevuto grazie all’ Ecobonus 2020 riguardante lavori di ristrutturazione e di efficentamento energetico di una struttura, come ad esempio l’installazione di pompe di calore, o solare termico e quant’altro, può essere ceduto a soggetti terzi. E questa è la buona notizia.

Tuttavia, se da un lato è la stessa Agenzia a stabilire che la cessione del credito ecobonus 2020 è legittima, dall’altro le modalità di cessione dello stesso hanno creato fin da subito dubbi a riguardo.

In quali tempi e modi posso cedere il credito dell’ecobonus 2020? A quanti e quali soggetti?

Queste sono le domande a cui i beneficiari dell’econbonus attendevano una risposta.

Una risposta che per fortuna non si è fatta troppo attendere grazie al chiarimento che è arrivato dopo l’8 maggio scorso. L’agenzia infatti si è vista costretta a rispondere a questi dubbi a causa dell’interpello di una società sulle riguardante appunto le corrette modalità di cessione del credito, un credito di ammontare pari alla detrazione spettante alle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica.

Approfondiamo l’argomento della cessione del credito ecobonus 2020 qui di seguito.

Il quesito sottoposto all’agenzia dell’entrate sulla cessione del credito per quanto riguarda l’ecobonus 2020

La società che ha sottoposto il quesito all’agenzia delle entrate ha sottoposto alla stessa agenzia dei chiarimenti stringenti e precisi. I chiarimenti richiesti riguardano la facoltà di cedere il credito d’imposta e sono sostanzialmente due. Vediamoli insieme qui sotto.

  1. La cessione può valere sull’intero credito quando questo diventa disponibile? Oppure la cessione del credito dell’ecobonus 2020 può essere esercitata sulla parte di credito residua di anno in anno per l’utilizzo in compensazione?
  2. Il secondo chiarimento riguarda la cessione del credito dell’ecobonus 2020 a più soggetti. Questa può essere effettuata in più fasi temporalmente distinte oppure deve essere effettuata in un’unica soluzione?

La risposta dell’agenzia delle entrate

La risposta non si è fatta attendere. Un fatto che probabilmente è stato anche dettato dal contesto di crisi economica che l’Italia si appresta ad attraversare a causa dell’emergenza coronavirus. I chiarimenti rilasciati dall’agenzia delle entrate sono quindi i seguenti:

  1. Innanzitutto l’agenzia specifica che è possibile cedere il credito d’imposta dell’ecobonus 2020 anche parzialmente e in favore di soggetti diversi, eventualmente mantenendone per sé una parte;
  2. la cessione di questo credito non deve essere effettuata tutta in un’unica soluzione ma può avvenire anche in tempi diversi e dopo aver già utilizzato in compensazione alcune rate del credito o parte di esse;
  3. E’ ammessa anche la cessione delle rate del credito che non sono ancora utilizzabili in compensazione.
  4.  L’ Agenzia inoltre specifica che il cessionario, ovvero il soggetto al quale si è ceduto il credito, non può a sua volta cedere il credito a soggetti terzi.

L’iter per accedere alla cessione del credito

Ricordiamo qui di seguito brevemente quali sono i passaggi obbligatori per accedere a questo importante incentivo fiscale.

Per prima cosa è necessario rivolgersi a dei tecnici abilitati. Il loro compito sarà quindi quello di assicurarsi il rispetto dei requisiti previsti. Compito dei tecnici è anche quello di assicurarsi che le spese per i lavori di efficientamento energetico siano congrui all’accesso agli interventi agevolati. A questo punto una copia dell’asseverazione (certificazione legale redatta dai tecnici) viene trasmessa per via telematica all’ ENEA che procederà ed erogare il bonus.

Un cosa che sicuramente farà piacere è la seguente: fra le spese detraibili rientrano anche quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni.

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