Bollette e costi conto corrente in aumento. Proteggiti con il credito d’imposta

Bollette e costi conto corrente in aumento. Proteggiti con il credito d’imposta

Bollette e costi conto corrente in aumento nel 2022. Ecco come proteggerti grazie al credito d’imposta

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Se non lo avevate già capito, il 2022 è un anno di rincari sotto tutti i fronti. Non sono da meno quelli riguardanti le bollette gas e luce e quelli dei costi conto corrente.

A dire il vero, per quanto riguarda le bollette eravamo preparati. Ne avevamo già parlato qui in tempi non sospetti. Tuttavia, i rincari sotto questo fronte sono stati più alti rispetto a quanto ci si aspettasse. Mediamente infatti le famiglie pagheranno circa 1000 euro in più in un anno. In particolare, nel primo trimestre 2022 è stato quantificato un aumento del 131% dell’energia elettrica rispetto allo stesso periodo del 2021 per il cliente domestico (e del 94% per quello del gas naturale.

Di pari passo però si stanno verificando aumenti anche sui costi conto corrente come riporta l’indagine condotta da Altroconsumo su un campione di oltre 400 conti correnti. Secondo questa indagine, rispetto a febbraio 2021, i costi dei conti corrente bancari sarebbero aumentati in media dal 7 al 14 per cento per famiglie che pensionati. Aumenti ai quali potrebbero aggiungersi anche quelli relativi al pagamento del canone per la carta di debito ovvero il bancomat.

Se per l’aumento delle bollette la soluzione esiste ed è passare sempre di più all’uso ed al consumo di energie rinnovabili, esiste anche una soluzione contro l’aumento dei costi degli oneri bancari e sugli interessi passivi delle giacenze bancarie. Una soluzione che prevede l’acquisto del credito d’imposta.

Ma cosa significa che acquistare il credito d’imposta può essere una soluzione contro l’aumento dei costi conti corrente?

Abbiamo cercato come prima cosa di fare il punto sugli aumenti di questi oneri riguardanti la maggior parte dei correntisti italiani per poi spiegare come mai acquistare il credito d’imposta potrebbe essere una buona soluzione.

L’aumento dei costi dei conti correnti bancari

La quasi totalità degli utenti delle banche, tutti tranne i giovani, sta per subire dei rincari per quanto riguarda i costi di gestione dei conti corrente. Famiglie, imprese e pensionati stanno infatti per vedere lievitare questi costi di gestione tra il 7 ed il 14% a seconda dei casi.

Ma non finisce qui. Questi rincari devono essere sommati anche a quelli per il canone della carta di debito ovvero il Bancomat. Il tutto mentre l’Antitrust sta decidendo proprio in questi giorni se accogliere o respingere la richiesta di Bancomat spa di abolire la commissione a carico del cliente sul prelievo di contante per spostarla sulla banca proprietaria dello sportello automatico. Se accolta, quest’ultima richiesta, toglierebbe visibilità alle spese sui prelievi (oggi in media di 1,49 € fra le banche che le prevedono) facendole lievitare.

Ma le spese dei conti correnti non finiscono di certo qui. A quelle che abbiamo appena preso in esame infatti devono essere aggiunte anche le seguenti:

  • l’imposta di bollo di 34,20 euro per le giacenze sopra i 5 mila euro;
  • la ritenuta fiscale sulle sulle giacenze di conto da parte dello stato che ammonta al 26%;
  • gli oneri d’interesse passivi, circa lo 0,5% mensile ovvero il 6% annuo, sulle giacenze sopra i 100.000 euro.

Le commissioni: bonifici e le carte di credito. Essere fedeli paga ancora?

Anche le commissioni bancarie, come quelle relative ai bancomat ed alle carte di credito sono aumentate come emerge dall’analisi dei dati riguardanti un campione di 24 banche esaminate da Altroconsumo.

In particolare gli aumenti misurati dall’indagine sono i seguenti:

  • I costi dei bonifici effettuati in filiale hanno subito un aumento dell’8,8%. Il costo medio è adesso di 4,71 €;
  • Per i bonifici online gli aumenti si aggirano intorno al 5,26% per un costo medio di circa 40 centesimi;
  • Il bonifico istantaneo ha subito un sovrapprezzo intorno all’euro e mezzo;
  • Anche il canone per per la carta di credito ha subito un rincaro visto che è aumentato del 7,4% e che adesso ammonta a circa 29€.

Infine Altroconsumo non può fare a meno di riportare un dato sorprendente che riguarda il costo dei conti correnti aperti da molti anni presso lo stesso istituto. Paradossalmente, i nuovi conti appena aperti hanno un costo inferiore rispetto a quelli aperti da più di 10 anni della metà: 113,50 euro l’anno contro i 54 euro.

Come difendersi dagli aumenti dei costi dei conti corrente bancari?

Abbiamo appena esaminato una situazione che evidenzia come le spese dei conti correnti bancari stiano subendo degli aumenti consistenti. Costi che in alcuni casi sono dei veri e propri oneri passivi, come nel caso delle giacenze di conto superiori ai 100.000 euro.

Ma è possibile proteggere i propri risparmi da questi rincari? Se si come?

La strategia principale per difendersi dagli aumenti delle spese del conto corrente è molto semplice: non avere giacenze sui conti correnti, soprattutto se superiori ad una certa cifra.

No, non siamo impazziti, lasciateci spiegare. Non avere giacenze sui conti corrente non significa spendere tutti i soldi senza mettere da parte nulla. Semplicemente significa investire questi soldi e quindi non lasciarli depositati e soggetti ai costi conti corrente.

Acquistare il credito d’imposta (ne parliamo meglio qui) è un investimento sicuro e conveniente in grado di garantirti un guadano certo ed assicurato. Perché? Per almeno altre due buone ragioni:

  1. Acquistare il credito d’imposta ti permette di ottenere un guadagno certo ed immediato. Chi compra del credito d’imposta infatti lo fa per un importo che è inferiore rispetto al reale valore del credito da detrarre.
  2. Comprare il credito d’imposta è al tempo stesso un investimento conveniente e sicuro. L’articolo 121 del DL Rilancio, commi 5, 6 e 7, stabilisce che eventuali violazioni delle norme che stabiliscono l’accesso alla detrazione fiscale sono a carico del beneficiario della detrazione.

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