Superbonus, per ottenere la detrazione al 110% vale la data del bonifico

Superbonus, per ottenere la detrazione al 110% vale la data del bonifico

Superbonus al 110%: per ottenerlo vale la data del bonifico oppure quella di fine lavori?

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Il superbonus al 110% rappresenta al di fuori da ogni dubbio una delle novità più importanti del Decreto Rilancio. E’ a tutti gli effetti di un’opportunità molto valida. Un’opportunità appositamente pensata per tutti coloro che vogliono realizzare degli interventi impiantistici e non solo con delle maxi detrazioni molto convenienti.

Tuttavia, quando si parla delle detrazioni di questo genere nascono sempre diverse domande. Una di queste, molto importante, riguarda il lasso temporale in cui è possibile usufruire di queste possibilità. Di conseguenza si tratta anche di capire quando prendere in considerazione quale data  viene considerata per poter usufruire delle detrazioni. Sarà valida quella di fine dei lavori, o la data del bonifico di pagamento?

Per rispondere a questi dubbi abbiamo interpellato i nostri esperti. Pertanto per scoprire la risposta a questa domanda continua a leggere!

Per poter usufruire del superbonus al 110% bisogna prendere in considerazione la data del primo pagamento e non quella di fine dei lavori. Almeno stando a quanto ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nella sua circolare. Tale data, quindi, deve essere compresa nel lasso di tempo tra il 1° luglio 2020 al 31 dicembre del 2021.

Quindi, il lavoro per il quale si vuole richiedere la detrazione potrebbe essere iniziato anche molto tempo prima. L’importante è che il pagamento avvenga nel lasso di tempo specificato poco prima. E’ possibile anche utilizzare il credito di imposta per pagare l’azienda che realizza il lavoro. Questa operazione prende il nome di Cessione del credito. Se vuoi approfondire questo argomento puoi trovare un articolo specifico cliccando qui.

Ma torniamo a noi, qualora il bonifico fosse eseguito in un lasso temporale differente, non si avrebbe il diritto ad accedere alla detrazione. Questo vale solo per i clienti privati.

data del bonifico Detrazione al 110%: le regole per le aziende

Nel caso fossero le aziende oppure le società di capitali a voler approfittare di questa detrazione, la data a cui dovrebbero fare riferimento non è quella del bonifico, ma quella dell’effettiva fine dei lavori.

Quindi potrebbero approfittare della detrazione Superbonus al 110% unicamente nel caso in cui la fine dei lavori (sia interventi trainati che trainanti) fosse compresa nel periodo temporale indicato prima (1° luglio 2020 – 31 dicembre 2021). Se solo la data del bonifico fosse compresa in questo range, mentre quella relativa alla fine dei lavori edili ne fosse esclusa, l’azienda perderebbe il diritto di usufruire del Superbonus al 110%. Questo riguarda anche tutti gli altri bonus compresi nel Decreto Rilancio, la cui validità è attiva solo nel periodo temporale descritto.

Come funziona la detrazione al 110%?

Una volta che viene svolto il lavoro edile, questo diventa subito detraibile purché rispetti i requisiti stabiliti dall’Agenzia delle Entrate.  Principalmente vengono descritte due tipologie differenti d’interventi edili che possono essere detratti: quelli trainanti e quelli trainati.

Tali interventi, inoltre, possono riguardare sia i condomini che le unità immobiliari singole. D’altro canto, vengono del tutto escluse le nuove costruzioni in quanto si suppone che siano già state costruite in maniera tale da rispettare tutte le norme e non necessitino di un adeguamento.

Più dettagliatamente, vengono agevolati i grandi interventi edili che servono a migliorare di almeno due classi l’efficienza energetica dell’edificio. Quindi non è possibile richiedere questo bonus per i lavori eseguiti su tutti quegli edifici che hanno già la massima classe energetica e non possono essere migliorati ulteriormente.

Interventi trainanti

Tra i lavori trainanti possiamo trovare interventi come i lavori di isolamento termico delle superfici opache oppure la sostituzione degli impianti  di climatizzazione invernale con degli impianti centralizzati per il riscaldamento o il raffrescamento. Ricordiamo che per ottenere queste agevolazioni è necessario anche fare in modo che la data del bonifico risulti all’interno del periodo previsto, a prescindere dall’intervento effettuato.

Prendiamo brevemente in esame qui di seguito gli interventi trainati.

Lavori di isolamento termico delle superfici

Lavori d’isolamento termico delle superfici opache, orizzontali, verticali o inclinate che siano. E’ importante che questo tipo di lavori interessi almeno il 25% della superficie disperdente dell’immobile, compreso il tetto, il terreno e anche i vani non riscaldati.

Questo vale sia per gli edifici monofamiliari che per quelli plurifamiliari (in quest’ultimo caso devono avere un accesso autonomo dall’esterno e anche essere indipendenti).

Inoltre vale la pena ricordarsi che questi lavori devono rispettare i vari requisiti di trasmittanza che sono stati riportati nel decreto rilasciato dal Mise l’11 marzo del 2008. Inoltre è importante anche prestare attenzione ai materiali isolanti usati, che devono rispettare i criteri di sicurezza, a loro volta indicati nel Decreto Ministeriale dell’11 ottobre 2017 rilasciato dal Ministero dell’Ambiente.

In questo caso la detrazione al 110% spetterebbe per una spesa massima di 40 mila euro a sua volta moltiplicata per il numero delle unità immobiliari, fino a un massimo di 8. Se l’edificio sul quale si vogliono eseguire i lavori ha più di 8 unità abitative, la spesa massima si abbasserebbe fino a 30 mila euro per ogni unità. Per i lavori svolti in tutti gli edifici unifamiliari oppure negli appartamenti condominiali la spesa massima detraibile è pari a 50 mila euro.

Sostituzione degli impianti di climatizzazione

Lavori nei condomini per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con degli impianti centralizzati per il riscaldamento o il raffrescamento (ma solo per l’installazione delle pompe di calore reversibili), oltre che di tutto il necessario per la produzione di acqua calda sanitari.

In questi caso il testo del Decreto Rilancio prevede anche il rispetto di altri requisiti, gli impianti centralizzati devono infatti essere dotati di:

  • caldaie a condensazione con una classe di efficienza energetica non inferiore alla A,
  • pompe di calore, sempre con un elevato livello di efficienza energetica,
  • caldaie di natura ibrida.
  • sistemi di microcogenerazione che comportano il risparmio dell’energia elettrica non inferiore al 20%,
  • i colletti solari
  • teleriscaldamento (permesso in via esclusiva per tutti i Comuni di montagna).

Possono essere detratte anche tutte le spese necessarie per la bonifica dell’impianto sostitutivo oppure per lo smaltimento di alcuni materiali dannosi. A questi interventi si aggiunge anche la sostituzione delle canne fumarie o l’installazione delle valvole termostatiche e dei termostati. In questo caso la somma massima detraibile è di 20 mila euro. Tuttavia anche in questo caso può essere moltiplicata per il numero delle unità immobiliari interne all’edificio. Se, invece, tali unità fossero più di 8, la spesa massima detraibile si abbasserebbe a 15 mila euro.

I lavori trainati

Svolgendo un lavoro trainante insieme a uno trainato, si potrà detrarre entrambi al 110%.  Anche per i lavori trainati vale il discorso affrontato in precedenza riguardo la data dl bonifico.

Tra i lavori trainati spiccano tutte le operazioni per la riqualificazione energetica dell’edificio, ovviamente entro i limiti di spesa previsti dal Decreto Rilancio.

A questi si aggiungono anche i lavori come l’installazione delle infrastrutture (colonnine) per la ricarica dei veicoli elettrici e persino l’installazione degli impianti fotovoltaici che siano connessi alla rete e possano accumulare l’energia prodotta rimettendola successivamente nel circolo.

Detrazione per più interventi rientranti nel superbonus 110%

Nel caso in cui su uno stesso edificio venissero eseguiti più lavori che forniscono la possibilità di accedere al Superbonus, la somma massima che si potrebbe detrarre viene data dalla somma dei limiti massimi fissati per ogni intervento. Per esempio, se l’intervento X avesse come tetto massimo di spesa detraibile 40 mila euro e l’intervento Y 20 mila euro, il totale della spesa che si può detrarre sarebbe pari a 60 mila euro.

Occorre ricordarsi, che tale detrazione si può applicare anche per tutte le spese definite “funzionali” per eseguire l’intervento, tra le quali spiccano l’acquisto dei materiali edili, le perizie, le spese professionali, la progettazione e così via.

Chi ha diritto alla maxi detrazione?

Possono beneficiarne tutti i proprietari e anche i titolari del diritto godimento, ovvero coloro che per qualche motivo hanno ottenuto il diritto all’uso dell’immobile nell’usufrutto. Tale diritto spetta anche ai comodatari, che devono possedere il consenso del proprietario, ai familiari che convivono con il possessore e anche ai conviventi del proprietario.

Ovviamente sempre nel caso in cui sono rispettati i requisiti necessari tra cui la data del bonifico.

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