Anche io, come te, sono stato da poco alle prese con la ristrutturazione di casa e da buon operatore del settore mi sono chiesto cosa avrei potuto fare per risparmiare, dove focalizzare i miei investimenti, quale soluzione adottare per avere una scelta che potesse rimanere invariata nel tempo, che potesse durare nel tempo.

Ho così parlato con il mio ingegnere ed abbiamo deciso di compilare il nostro modulo VDE (Valore Diagnosi Energetica). Considerando che la mia abitazione è una casa colonica su due piani e quindi abbastanza grande, ho scoperto molte cose che non sapevo. Prima di tutto ho appurato che l’isolamento termico dipende dallo spessore delle mura e dal materiale di cui sono fatte. Prima di pensare ad un cappotto, però, ho voluto approfondire il tema.

 

Isolamento termico: i materiali e le regole

I materiali che normalmente vengono utilizzati hanno un livello di trasmittanza termica che a me non soddisfaceva. Ho iniziato così a cercare su internet quale potesse essere il materiale adatto al mio caso ed alle mie esigenze assieme al direttore dei lavori, scoprendo un mondo che non conoscevo.
Ad esempio che nelle diciture degli intonaci tradizionali non viene indicata la trasmittanza termica, cosa che appare invece nei materiali specifici che sono in grado, tra l’altro, di ridurla di almeno 1/4.
Non sapevo, inoltre, che i materiali termicamente isolanti vanno posati con attrezzi di legno che spesso è anche difficili trovare in commercio.
Quindi, risultano importanti le seguenti regole:

  • Prima regola: il prodotto giusto viene posato nel modo giusto e non sempre come si fa con i materiali classici!
  • Seconda regola: se non vuoi fare un cappotto puoi usare anche un cartongesso isolato che è semplice da posare e che comunque produce ottimi risultati. Fai sempre attenzione dove posi i materiali perché l’umidità influenza molto sia la durata che le prestazioni.
  • Terza regola: comprendere se l’attuale impianto esistente è stato ben dimensionato (scopri qui maggiori info su come dimensionare un efficientamento), se esistono diverse sezioni e come esse vengono gestite.
  • Quarta regola: per fare efficienza è necessario modificare i nostri comportamenti e il primo passo è comprendere quali sono le buone prassi da rispettare.