Arriverà la proroga del superbonus 110%

Arriverà la proroga del superbonus 110%

Arriverà la proroga del superbonus 110%, il grande assente della Legge di Bilancio 2021

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Arriverà la proroga del superbonus 110%; a confermarlo è il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. Durante l’audizione alla camera dello scorso 24 novembre il ministro è intervenuto riportando questa intenzione da parte del governo. Un’intenzione che, qualora fosse tradotta in legge, andrebbe a colmare il vuoto lasciato dal superbonus 110% nella legge di bilancio 2021.

Impensabile, secondo le parole del ministro, la scadenza per il superbonus 110 a fine del prossimo anno, così come quella per il 2020 per il sismabonus. Una notizia che trova anche confortanti conferme dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con lo stesso ministro Gualtieri che si è espresso a favore.

Ovviamente viene precisato che per realizzare questa proroga del Superbonus 110% servirà trovare le risorse necessarie. Per questo servirà avvalersi delle risorse dell’ormai famoso Recovery Fund.

Ma andiamo con ordine ed esaminiamo meglio la questione insieme ai nostri esperti. Continua a leggere per scoprire di più.

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L’audizione alla camera del ministro Patuanelli sulla proroga del Superbonus 110%

Il parere positivo del ministro Patuanelli sulla proroga del Superbonus 110% è stato espresso durante l’audizione alla camera dello scorso 24 novembre. In quest’occasione infatti il ministro ha avuto modo di intervenire sul prolungamento dei tempi per beneficiare della maxi detrazione. Maxi detrazione che spetterebbe in caso di spese sostenute per i lavori di riqualificazione energetica e sismica e contenuta nelle misure per il rilancio dell’edilizia dal decreto legge 19 maggio 2020, n. 34.

L’audizione presso cui sono state espresse queste esigenze riguardava in particolar modo il Ddl Bilancio 2021-2023. Per questo infatti si è tenuta presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Durante queste audizioni sono stati molti i senatori e gli onorevoli, e non solo loro, a sottolineare l’assenza della proroga del superbonus nel Disegno di legge sul Bilancio in esame come avremo modo di approfondire più avanti.

Le novità del superbonus 110%

L’assenza dalla legge di Bilancio 2021 della proroga del superbonus 110%, sottolineata dai senatori ed onoroveli presenti, è un’assenza pesante.

Questo perché le novità introdotte dal DL Rilancio hanno portato al 110% l’aliquota di detrazione. Si potrà beneficiare al momento di questa detrazione per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Le spese che si potranno detrarre dovranno però riguardare specifici interventi di:

  • efficienza energetica,
  • miglioramento antisismico,
  • installazione di impianti fotovoltaici
  • posa delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Inoltre si tratta di agevolazioni che si vanno ad aggiungere a quelle previste dagli Ecobonus e dal Sismabonus.

Particolarmente rilevante è anche la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante (ne parliamo meglio qui). Due opzioni particolarmente utili, soprattutto per chi non possiede la necessaria capienza fiscale alla detrazione, oppure alle aziende che si vogliono inserire nel mercato della cessione del credito.

La necessità di allungare i tempi per il superbonus

L’attenzione sulla proroga del superbonus del 110% è cosa sentita da tutte le forze politiche in campo. Durante il dialogo con il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri sulla legge di bilancio 2021 le richieste della proroga sono infatti arrivate da tutte le forze politiche. Ma non solo la politica si è espressa sulla necessità di prorogare il superbonus.

Anche il Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha presentato istanze in merito a questa questione, più precisamente 2, le seguenti:

  • proroga del superbonus 110% al 31 dicembre 2024;
  • Redazione di un Testo Unico per fare ordine tra le norme in materia di ecobonus e sismabonus.

Le dichiarazioni del ministro Gualtieri

A confermare, anche se con cautela, la proroga al Superbonus 110% sono quindi sia il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri che il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli.

In particolare il ministro Gualtieri si è espresso così:

“Sono favorevole e sono convinto che ci sarà una proroga che deve essere quantificata sui costi effettivi e anche sui dati di questo primo semestre. Siccome stiamo parlando di una misura che, come noto, è senza precedenti e senza uguali fuori dall’Italia e che ha un costo molto significativo e non disponendo l’Italia di risorse illimitate sarà sicuramente uno dei capitoli del Recovery Plan dell’Italia. L’esatta quantificazione delle risorse disponibili anche nell’equilibrio tra incentivi e investimenti più generale e la stima dei costi attuali ci consentirà di graduare al massimo possibile la proroga e sue eventuali modulazioni interne anche nel dialogo col Parlamento che spero sia proficuo”.

Proroga del superbonus 110% le dichiarazioni del ministro Patuanelli

Insieme a maggiori dettagli sulla proroga del superbonus, nel corso dell’audizione del 24 novembre scorso sono arrivati anche dei primi dati sul superbonus 110%. I dati in questione sono stati riportati dal ministro Patuanelli presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.

Da questi dati emerge che, sul portale Enea sono 5.176 gli asseverati registrati. 193 sono, invece, interventi presentati e autorizzati, con un’ammissione a detrazione di circa 14 milioni e 700 mila euro e crediti per 16 milioni e 200 mila circa nell’ambito di ecobonus e sismabonus.

Sulla proroga del Superbonus invece il ministro Patuanelli si è espresso così:

“Ritengo che non sia pensabile che la misura si fermi al 31 dicembre del 2021, occorre valutarne la compenetrazione rispetto alle risorse del Recovery e individuare quelle parti di misura da finanziare con risorse proprie dello Stato.”

D’altronde, migliorare il patrimonio immobiliare sia dal punto di vista sismico che di consumo energetico è una delle priorità per sostenere l’edilizia. Inoltre queste misure, porterebbero tre grandi vantaggi come emerge da queste parole del ministro:

“Mi sembra oggettivamente importante dare una prospettiva temporale più ampia di quella oggi prevista, che riguarda tutto il 2021 per quanto riguarda la parte legata all’ecobonus e riguarda anche i primi sei mesi del 2022 per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione sismica… una valutazione che deve tener conto delle esigenze di bilancio dello Stato, e in realtà anche dell’intersezione che c’è tra le risorse del bilancio dello Stato proprie e l’utilizzo dei fondi del Next Generation EU, in particolare del Recovery and Resilience Fund. Anche perché la gittata temporale degli stanziamenti di bilancio del superbonus, che ha una gittata più lunga rispetto alle risorse del Recovery, ci obbliga a fare un ragionamento rispetto alle risorse proprie del bilancio”.

Il ministro ha, anche sottolineato che il superbonus è una “misura shock” che impiega grandi risorse da parte dello stato. Per questo se da un lato ha evidenziato la necessità di una proroga del Superbonus 110%, dall’altro ha anche evidenziato che si tratta di una misura che non si potrà protrarre per troppo tempo.

Testo unico per Ecobonus, Sismabonus e Superbonus

Un’altra necessità emersa nel corso di queste audizioni riguarda l’introduzione di un Testo Unico per Ecobonus, Sismabonus e Superbonus. Questa Testo Unico è stato richiesto con forza dai commercialisti per avere un quadro d’insieme regole e interpretazioni. Il ministro Patuanelli ha riconosciuto questa esigenza vi sto che la normativa, per sua stessa ammissione, è molto corposa. Ciò quindi non facilità, anzi complica, i processi di realizzazione degli interventi.

Tuttavia, ha anche preso atto dell’impossibilità di portare a termine l’idea originaria, ovvero quella di inserire il progetto del Testo Unico nella Legge di Bilancio 2021. Questo perché sarebbe stato impossibile garantire tempi di sviluppo adeguati. Secondo il ministro quindi, la strada percorribile in questo momento è quella di una legge delega. Legge di cui in molti aspettano ulteriori notizie.

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