Superbonus a rischio a causa del caro prezzi

Superbonus a rischio a causa del caro prezzi

Superbonus a rischio per via del rincaro dei prezzi delle materie prime nel settore dell’edilizia

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Sono nate diverse aziende e start-up subito dopo l’approvazione del DL Rilancio che promettevano lavori di efficienza energetica praticamente gratis. Gli spot iniziali, sono stati tradotti in buoni propositi che, con il dipanarsi della normativa legata alla maxi-detrazione fiscale, sono stati tradotti in cantieri. Nemmeno il tempo di avviare questi cantieri che però già si è iniziato a parlare di “Superbonus a rischio”.

Come era prevedibile, una misura di enorme impatto come quella del Superbonus 110%, ha provocato un rincaro generale dei prezzi del settore dell’edilizia. Un rincaro talmente diffuso, ed in alcuni casi, talmente alto, che sta mettendo a rischio il Superbonus stesso. L’aumento dei prezzi dei materiali edili continua infatti a far preoccupare le aziende che proprio grazie alla maxi-detrazione avevano ricevuto un nuovo slancio. Ma non solo.

Accanto ai rincari dei materiali infatti c’è l’oggettiva difficoltà ad applicare la normativa per riuscire ad usufruire della detrazione. Difficoltà sia di natura interpretativa, sfociate in un numero considerevole di richieste di chiarimenti all’Agenzia delle Entrate, sia di natura burocratica vista l’enorme quantità di documenti da produrre.

Ma perché si parla di Superbonus a rischio? 

Abbiamo cercato di approfondire l’argomento qui di seguito insieme ai nostri esperti.

Superbonus a rischio a causa del caro materiali: la denuncia di ANCE

Il motivo principale per cui si è iniziato a parlare, già da qualche mese, di Superbonus a rischio, va rintracciato nel rincaro dei materiali. Con l’avvio dei primi cantieri è, infatti, arrivato puntualmente il caro prezzi dei materiali da costruzione. Fra i rincari più sentiti ci sono quelli dell’acciaio tondo per cemento armato, arrivato addirittura ad un +50%, il +129% del polietilne, ed il +30% per il rame.

Una situazione che impone alle imprese di lavorare praticamente sottocosto. Per questo motivo, sono molte le associazioni di categoria a richiedere al governo misure eccezionali ed immediate per evitare il blocco di centinaia di cantieri sia pubblici che privati. Un blocco che potrebbe mettere a serio rischio anche le opere del Recovery plan. ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) infatti aveva già espresso preoccupazioni in tal seno evidenziando le criticità del settore in occasione dell’approvazione del decreto Sostegni bis.

Secondo Marco Dettori, il vicepresidenti ANCE:

“Bisogna intervenire con misure che permettano di fare fronte al ‘caro materiali’, la principale emergenza che sta affrontando il settore delle costruzioni in questi mesi. Una fiammata insostenibile dei costi che a mettendo in ginocchio le imprese. Senza un rapido intervento del governo e del parlamento è forte il rischio di conseguenze gravissime in termini di occupazione e investimento”.

Proprio in virtù di queste considerazione la stessa ANCE aveva già proposto la proroga del superbonus fino al 2023.

La situazione secondo Assistal e Cortexa

Il Superbonus è a rischio anche secondo le ultime rilevazioni di Assistal (Associazione nazionale dei costruttori di impianti e dei servizi per l’efficienza energetica). La stessa Assital ha infatti registrato nell’ultimo semestre degli incrementi significativi nei prezzi di acquisto di alcuni materiali impiegati per la realizzazione di opere edili e impiantistiche. Una tendenza che non accennerà a diminuire nei prossimi mesi.

Queste le parole di Angelo Carlini, il vicepresidente dell’associazione:

“l’aumento abnorme dei prezzi possiamo in parte ricondurlo all’indisponibilità dei materiali sul mercato. Questa stessa indisponibilità è la ragione per cui molte imprese ci segnalano che riscontrano moltissime difficoltà nell’avanzamento dei lavori per la riqualificazione degli edifici”.

Anche secondo Cortexa, consorzio di aziende specializzate nella realizzazione di cappotti termici:

“La scarsità di materie prime influenza la disponibilità di tutti i componenti del sistema a cappotto

Un problema che mette il Superbonus 110 a rischio dal momento che i cappotti termici, rientrando fra gli interventi trainanti, sono fra gli interventi più richiesti.

Superbonus a rischio

Come di certo avete avuto modo di leggere fra le nostre pagine, la misura del Superbonus prevede dei requisiti ben specifici in termini temporali ed economici. Se è vero che le scadenze dei termini per usufruire delle maxi-detrazione sono state prorogate, è tuttavia vero che queste proroghe sono a detta di molta insufficienti per la realizzazione dei cantieri. La difficoltà di reperire le materie prime o il materiale per realizzare i lavori dei cantieri mette a serio rischio il Superbonus 110%.

Ma non solo.

Unitamente alla difficoltà di reperire il materiale per i lavori, c’è da considerare che ogni intervento ha dei massimali di spesa da rispettare. Al di fuori di questi massimali di spesa, sarà il committente a dover versare la cifra mancante. Ed ovviamente il rincaro di queste materie prime o componenti, mette a repentaglio il rispetto dei massimali di spesa. Il Superbonus a rischio quindi a anche sotto questo punto di vista!

Le altre detrazioni fiscali in vigore

Abbiamo appena constatato come il Superbonus è a rischio per una serie di motivi legati al tempo, ed un altra serie di motivi legati a fattori economici come il rincaro dei prezzi. Tuttavia, vogliamo ricordarti, che se stai cercando di effettuare un intervento di riqualificazione energetica per la tua abitazione, puoi sempre ricorrere alle altre detrazioni fiscali in vigore.

Ad esempio puoi usufruire degli Ecobonus 50 o al 65% che ti permetteranno di installare un impianto fotovoltaico oppure sostituire la tua vecchia caldaia con una a pompa di calore risparmiando notevolmente!

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