Sconto in fattura per aziende o soltanto per i privati?

Sconto in fattura per aziende o soltanto per i privati?

Superbonus 110 %: lo sconto in fattura per aziende esiste? Oppure lo possono utilizzare solo i privati?

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Quando si parla dello sconto in fattura nascono sempre numerose domande, tante questioni e altrettante perplessità. Si tratta di uno di quei bonus di cui proprio non si può fare a meno. In particolare riguarda il Decreto Rilancio con tutte le possibilità che quest’ultimo promuove, tra cui le detrazioni al 110%, 65% e 50%, nonché il Sismabonus, il Bonus Ristrutturazione, il Superbonus e così via.

Questo bonus è previsto in particolare per i privati ma... lo sconto in fattura per aziende esiste o è solo un miraggio?

Lo abbiamo chiesto ai nostri esperti ed insieme a loro abbiamo cercato di fare il punto della situazione a questo riguardo. Per scoprire la risposta prosegui nella lettura!

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Cosa è lo sconto in fattura?

Ma cosa significa “sconto in fattura”? Principalmente si tratta di una possibilità che viene concessa a tutti i contribuenti privati.

Questi possono cedere il loro diritto alla detrazione alle banche oppure ad altri clienti privati, nonché alle aziende e persino agli intermediari finanziari. In questo modo essi possono finanziare i loro lavori e svolgere questi in maniera praticamente gratuita

Grazie ai classici bonus applicabili, inoltre, è possibile persino detrarre le spese che vengono sostenute per le diverse tipologie degli interventi edili, anche quelle che sono molto differenti tra loro. In questo modo è possibile recuperare in circa 10 anni tutti i soldi spesi per questi.

Come funziona lo sconto in fattura per aziende o per privati?

Proviamo a spiegarlo tramite un esempio, se si svolgesse un intervento edile con la detrazione al 50% dal costo pari a 100 mila euro, si potrebbero detrarre solo 50 mila euro. Il resto dovrà essere comunque finanziato dalla persona stessa. Inoltre, i 50 mila euro detratti vengono “spalmati” su 10 anni, o 5 nel caso del superbonus 110%, con delle rate uguali tra loro. Nel nostro caso si tratterebbe all’incirca 5 mila euro ogni anno.

La spesa necessaria per l’esecuzione degli interventi edili va effettuata tutta alla fine dei lavori o durante gli Stati di Avanzamento dei Lavori (SAL). Per questo bisogna sempre conservare i vari scontrini insieme a tutti i documenti necessari per tutto ciò che riguarda la dimostrazione che quegli interventi sono stati realmente effettuati.

Con lo sconto in fattura per una detrazione del 50% il committente spenderebbe sempre la metà. L’altro 50%, potrà essere passato direttamente all’azienda che si occuperà dei lavori tramite la cessione del credito. L’azienda che ha praticato lo sconto in fattura, quindi, potrà usufruire delle detrazioni fiscali pari all’ammontare dello sconto. Si tratta di una possibilità valida per coloro che non vogliono aspettare 10 o 5 anni e vorrebbe finanziare in qualche modo il lavoro edile subito.

Oltre a quanto abbiamo scritto fino ad ora, lo sconto in fattura è una soluzione al 100% legale ed è prevista anche dal Decreto Rilancio stesso.

Considerazioni sullo sconto in fattura praticato dalle aziende

Lo sconto in fattura, per le aziende quindi è una possibilità concreta di business. Tale sconto, inoltre, viene definito di entità “patrimoniale“: può essere concesso ai famigliari affinché possano finanziare i lavori edili nelle loro abitazioni.

Grazie allo sconto in fattura l’azienda o impresa realizzerà il lavoro a prezzo scontato anticipando i soldi necessari per l’esecuzione del lavoro. E il credito successivamente ottenuto potrà essere utilizzato dall’azienda in base a quelle che sono le proprie necessità. In alcuni casi questo meccanismo permette addirittura ai committenti di eseguire alcuni lavori in maniera del tutto gratuita.

Acquisendo il credito di imposta relativo allo sconto in fattura praticato inoltre, l’azienda ha anche la possibilità di monetizzare questa detrazione al mercato dei crediti di imposta. Un’ulteriore possibilità per tutte quelle aziende che non hanno una capienza fiscale molto ampia e che non potrebbero permettersi di detrarre lo sconto in fattura dell’azienda dalla dichiarazione dei redditi.

Cessione del Credito o sconto in fattura per aziende e privati?

Non bisogna confondere lo sconto in fattura per aziende o privati con la Cessione del Credito, in quanto si tratta di due concetti radicalmente differenti. Nel primo caso si tratta semplicemente di uno sconto che viene applicato dall’azienda in cambio della detrazione. Nel secondo caso si tratta del passaggio del credito dal cliente privato all’azienda che si occuperà di eseguire i lavori, oppure dall’azienda stesa ad altri soggetti.

Le alternative alla detrazione sono descritte nell’articolo numero 121 del Decreto Rilancio al comma 1. Tra le possibilità previste spicca proprio lo sconto in fattura per aziende che può essere recuperato dalle stesse sotto forma del credito d’imposta. L’azienda potrà successivamente cedere questo credito a un apposito istituto recuperando la liquidità impiegata sotto forma di soldi oppure di tasse, a seconda delle proprie esigenze e possibilità. In alternativa, come già accennato, i soldi possono essere versati sotto forma di credito d’imposta, che successivamente potrà essere usato dall’azienda stessa come un vero e proprio credito.

Lo sconto in fattura può essere usato anche dai contribuenti incapienti, ovvero da coloro che non sono tenuti in alcuni modo a presentare la Dichiarazione dei Redditi oppure che versano poche imposte IRPEF.

Non solo: a tutto questo si aggiunge anche la possibilità di richiedere uno sconto parziale. Per esempio, qualora la somma massima detraibile fosse pari al 65% di 100 mila euro (65 mila euro), si potrebbe chiedere all’azienda lo sconto solo di una parte della somma, pari a, per esempio, 20 mila euro. Il resto è possibile comunque detrarlo dal pagamento delle proprie imposte.

Cosa accade quando ci sono più soggetti a finanziare l’esecuzione dei lavori edili?

In questo caso ognuno di loro potrebbe decidere autonomamente se usufruire della detrazione in modo diretto oppure esercitare altre opzioni previste. Questo indipendentemente dalla scelta che viene eseguita dagli altri soggetti che partecipano ai finanziamenti dei lavori edili.

Come scalare la somma spesa dalle tasse?

Bisogna segnalare l’esecuzione dei lavori edili avvenuti nella Dichiarazione dei Redditi 2020 nel modello F24 eventualmente allegando al modulo anche tutti i documenti che confermano l’esecuzione degli interventi edili.

A quali interventi si può applicare lo sconto in fattura per aziende o privati?

Non tutti i lavori edili prevedono la possibilità di applicare un adeguato sconto in fattura.

A definire gli interventi che si possono detrarre in questo modo ci pensa l’articolo numero 121 del Decreto Rilancio al comma numero 2. Tra questi spiccano:

  • lavori edili finalizzati al recupero del patrimonio edilizio (questo significa principalmente che un gran ventaglio d’interventi di ristrutturazione sono detraibili in questa maniera),
  • interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica, quelli per l’adozione delle misure antisismiche,
  • lavori per il recupero delle facciate e persino per l’installazione degli impianti fotovoltaici.

Quali bonus possono usufruire dello sconto in fattura per aziende?

Da questo si evince che si potrà usufruire dello sconto in fattura per:

  • il bonus ristrutturazione,
  • superbonus al 110%,
  • l’ecobonus al 50% e 60%,
  • per il sisma bonus (specialmente nelle zone più a rischio, ovvero quelle 1, 2 e anche 3), i
  • l bonus facciate 
  • la sostituzione o l’installazione ex novo degli impianti fotovoltaici e degli accumuli di quest’ultimi.

Il bonus verde ed il bonus mobili invece non possono beneficiare dello sconto in fattura.

Cosa succede ai lavori iniziati prima del luglio 2020?

Il Decreto Rilancio offre agli interessati la possibilità di beneficiare delle detrazioni solo per quei lavori che sono stati iniziati almeno a luglio del 2020. Tuttavia, bisogna fare una precisazione: il Decreto Rilancio prende in considerazione la data di pagamento. Quindi, se quest’ultimo avviene nel periodo che trascorre tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 e si è in grado di dimostrarlo tramite gli appositi documenti, si potrà comunque usufruire della detrazione.

Di contro, non hanno il diritto alla detrazione tutti coloro che hanno terminato i lavori prima del 1° luglio del 2020 oppure dopo il 31 dicembre 2021.

Questa regola vale solo per i privati. Le società, gli enti e le imprese dovranno invece riferirsi al cosiddetto criterio di competenza chiarito tramite una circola dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso vale solo la data termine dei lavori e non quella del pagamento eseguito.

In ogni caso bisogna sapere che probabilmente ci sarà una simile opzione anche per l’anno successivo. Questo perché ormai quasi ogni anno c’è un Decreto particolare emesso dal Governo che offre a tutti gli interessati la possibilità di usufruire di notevoli sconti e detrazioni.

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