Quali sono gli incentivi per le rinnovabili che riguardano l’autoconsumo collettivo e comunità energetiche?

Quali sono gli incentivi per le rinnovabili che riguardano l’autoconsumo collettivo e comunità energetiche?

Tutti gli incentivi sulle rinnovabili che riguardano le comunità energetiche ed i gruppi di autoconsumo collettivo: tariffe scontate, cumulo con i bonus e gli investimenti nel PNRR

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Tra gli incentivi per le rinnovabili che sono in vigore in questo momento figurano quelli per le comunità energetiche e per i gruppi di autoconsumo collettivo. A nostro avviso, ma per fortuna non solo nostro, queste agevolazioni sono particolarmente importanti per il futuro del sistema energetico italiano. Questo perché comunità energetiche e gruppi di autoconsumo collettivo permettono di consumare l’energia che producono gli impianti a fonti rinnovabili come quelli fotovoltaici a coloro che ne fanno parte.

Queste configurazioni quindi permettono la condivisione dell’energia prodotta dagli impianti a fonti rinnovabili come quelli fotovoltaici con risultati strabilianti. Auto-consumando l’energia che producono gli stessi impianti di produzione da fonti rinnovabili è possibile ottenere un risparmio sulle bollette oltre che una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera.

Proprio in virtù dei risultati che si possono raggiungere, lo stato italiano ha predisposto degli incentivi per le rinnovabili mirati appunto per queste configurazioni. Queste agevolazioni infatti permettono a tutti i membri di godere delle tariffe incentivanti e quindi di risparmiare su quella parte di energia elettrica che comunque preleverebbero dalla rete elettrica nazionale. Tali tariffe sono a sua volta cumulabili con altri incentivi per le rinnovabili come ad esempio quelli per l’installazione degli impianti fotovoltaici o per gli interventi di ristrutturazione delle abitazioni: bonus ristrutturazione, ecobonus e Superbonus 110%.

Abbiamo cercato di fare il punto della situazione qui di seguito.

Autoconsumo collettivo: cos’è

Con il termine autoconsumo collettivo ci si riferisce in generale alla possibilità concessa per legge di produrre energia elettrica tramite un impianto di generazione locale ad energia rinnovabile come quello fotovoltaico. Ma non solo. Grazie a questa definizione è anche possibile condividere e consumare questa energia fra i membri della propria collettività come ad esempio l‘insieme degli abitanti di uno stesso edificio.

I soggetti che fanno parte di un gruppo di autoconsumo collettivo possono essere condòmini, che persone fisiche ma anche enti pubblici.

Anche Enea fornisce la sua definizione di autoconsumo collettivo. La riportiamo qui di seguito:

L’autoconsumo di energia è una coalizione di utenti che, tramite la volontaria adesione ad un soggetto giuridico, collaborano con l’obiettivo di produrre, consumare e gestire l’energia attraverso uno più impianti energetici locali.

A questo punto dobbiamo fare un’ulteriore precisazione. Per rientrare negli incentivi rinnovabili l’autoconsumo di energia può essere suddiviso in 3 diversi livelli:

  • individuale,
  • collettivo,
  • di comunità.

Ed è proprio in riferimento agli ultimi due livelli qui sopra riportati, ovvero autoconsumo collettivo e comunità energetiche, che possiamo affermare che esistono incentivi per le rinnovabili rivolti a queste due configurazioni almeno dal 2020.

Differenza tra gruppi di autoconsumo e comunità energetica

Sia autoconsumo che comunità energetica danno quindi diritto all’accesso a particolari incentivi per le rinnovabili. Prima di spiegare quali sono però riteniamo opportuno chiarire una volta per tutte quale sia la differenza tra queste due configurazioni. L’abbiamo specificata qui di seguito:

  • Con la configurazione di autoconsumo collettivo si indica un gruppo di utenti che con le loro diverse utenze è locato su un singolo edificio (un condominio, un centro commerciale, ecc.). Gli impianti possono essere di proprietà di soggetti terzi e usufruire di detrazioni fiscali o incentivi per le rinnovabili. Il classico esempio di configurazione ad autoconsumo collettivo è il condominio con pannelli solari sul tetto che forniscono elettricità alle utenze condominiali ed alle unità abitative del palazzo.
  • La comunità energetica invece si sostanzia quando diversi soggetti, un gruppo di privati, enti, PMI si costituiscono in forma giuridica (tramite contratto) per produrre e condividere energia. Costoro devono necessariamente produrre energia green e condividerla tramite reti di distribuzione esistenti oppure tramite autoconsumo virtuale. I soggetti che ne fanno parte quindi difficilmente risiedono all’interno dello stesso edificio.

Normativa di riferimento per gli incentivi rinnovabili su C.E.R. e gruppi di autoconsumo

La normativa italiana regolamenta dunque sia l’autoconsumo collettivo tra famiglie condomini sia le comunità energetiche rinnovabiliPossono far parte di entrambe le configurazioni i seguenti soggetti:

  • persone fisiche
  • PMI
  • enti locali ubicati in un perimetro condiviso.

Lo scopo di queste configurazioni è lo stesso. Entrambe hanno infatti l’obiettivo di ottenere o far ottenere forti risparmi in bolletta per le utenze domestiche, condominiali, delle PMI o dei distretti artigiani. Se questo scopo non è verificato allora cadono anche i presupposti di accesso agli incentivi per le rinnovabili.

A stabilire tutto ciò è il DL162/19 (articolo 42bis) e i relativi provvedimenti attuativi che riportiamo qui di seguito:

  • la delibera ARERA 318/2020/R/eel;
  • Decreto MiSE del 16 settembre 2020.

Ma i governi italiani non si sono limitati solamente a legiferare e ad emanare normative che prevedono incentivi alle rinnovabili. Lo stato italiano ha obiettivi ben più ambiziosi, come testimoniato anche dai numerosi accordi internazionali siglati in questi ultimi anni. In particolare è un obiettivo strategico quello di accelerare sulla transizione energetica ed ecologica del sistema elettrico in Italia. Il fine sarebbe quello di creare un sistema elettrico decentrato alimentato con energie rinnovabili in modo da:

  • aumentare la nostra indipendenza energetica, soprattutto nei confronti di fornitori non affidabili come la Russia;
  • abbattere sensibilmente le emissioni di CO2 e facendo dei passi concreti e decisi verso la decarbonizzazione.

Non per niente, questi obiettivi sono anche quelli individuati dal PNRR che per perseguirli ha stanziato diversi fondi.

Incentivi Rinnovabili: Come funziona l’autoconsumo collettivo?

L’autoconsumo di energia è il fine per cui sono stati introdotti gli incentivi per le rinnovabili riguardanti le comunità energetiche. Questo concetto infatti prevede che i possessori di un impianto a fonti rinnovabili sfruttino l’energia che questo produce per soddisfare le proprie esigenze energetiche come alimentare i propri elettrodomestici.

L’autoconsumo collettivo, si base sempre sullo stesso principio anche se lo applica ad un gruppo di persone anziché al singolo possessore dell’impianto. In questo caso quindi tutti i soggetti che appartengono alla medesima collettività utilizzano l’energia autoprodotta dagli impianti F.E.R. condividendola attraverso la rete di distribuzione esistente.

Ma come funziona tutto ciò?

Niente di complesso, la realtà è più semplice di quanto ti possa immaginare. Ogni utente infatti disporrà di due contatori: uno che calcola l’energia consumata ed un altro che invece calcola quella immessa in rete. In questo modo sarà semplice risalire ai consumi ed alla produzione di ogni utenza remunerandola e quantificandone la spesa in maniera esatta.

Un esempio pratico di autoconsumo collettivo in condominio

Per capire come funzionano nella pratica gli incentivi per le rinnovabili che permettono l’autoconsumo collettivo all’interno di un condominio, abbiamo ritenuto opportuno spiegarlo con un esempio.

Poniamo il caso che un condominio decida di installare sul proprio tetto un impianto fotovoltaico di dimensioni adeguate. Grazie a questo impianto la palazzina potrebbe soddisfare le sue esigenze energetiche in modo da alimentare i consumi per le parti comuni dell’edificio. In sostanza, l’impianto fotovoltaico, permetterebbe ai condòdimini di non sostenere spese per quanto riguarda la luce delle scale, l’ascensore, le luci esterne ecc. Ma non solo. Se adeguatamente dimensionato, ed avendo a disposizione abbastanza superficie, l’impianto potrebbe anche coprire una parte del fabbisogno energetico dei singoli appartamenti. Potremo quindi ipotizzare una quota di autoconsumo del 60-65% con il stante 35-40% che andrebbe immesso nella rete elettrica nazionale.

In questo caso, il condominio potrà usufruire dei seguenti vantaggi ed incentivi per le rinnovabili:

  • Sconto in fattura del 50% per l’installazione dell’impianto fotovoltaico che contribuirebbe ad abbattere notevolmente il costo dell’investimento. In alternativa l’impianto potrebbe usufruire di altri incentivi fiscali come ad esempio il bonus ristrutturazione, o il Superbonus 110%.;
  • Risparmio in bolletta dal momento che i consumi elettrici risulterebbero notevolmente ridotti grazie all’energia prodotta dal fotovoltaico;
  • accesso alle tariffe incentivanti sul costo dell’energia prelevata dalla rete elettrica nazionale della durata di 20 anni. Sono queste tariffe ad essere in ultima analisi i veri e propri incentivi per le rinnovabili rivolti a comunità energetiche e gruppi di autoconsumo collettivo.

Incentivi per le rinovabili riguardanti del comunità energetiche

L’11 aprile 2022, il GSE ha aggiornato le regole per costituirsi in Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), ossia in associazioni di autoproduzione locale. E’ pertanto possibile inoltrare le domande per gli incentivi per le rinnovabili sotto forma di contributi ad esse riservati.

In particolare, sul sito del GSE sono indicati:

  • i requisiti,
  • le modalità di accesso,
  • lo schema di contratto
  • le tempistiche di erogazione di questi incentivi per le rinnovabili.

Al momento, la normativa che fa riferimento a questi incentivi per le rinnovabili è quella individuata dal decreto Milleproroghe 2020. Questo almeno fino alla pubblicazione dei Decreti Attuativi dei provvedimenti che recepiscono la direttiva europea RED II (previsti dal Dlgs 199/2021 di recepimento della direttiva 2018/2001/Ue).

E’ infatti il decreto Milleproroghe ad individuare le tariffe incentivanti per l’energia auto-consumata. Tali incentivi sono pari rispettivamente a:

  • 100 €/MWh per le configurazioni di autoconsumo collettivo;
  • 110 €/MWh per le comunità energetiche rinnovabili.

Il ruolo dell’Autoconsumo nel PNRR

Le comunità energetiche, lo ricordiamo, giocano un ruolo importante nella transizione green prevista dal PNRR che prevede investimenti mirati in tal senso. Tra questi investimenti rientrano infatti quelli per lo sviluppo delle comunità energetiche e dei sistemi di generazione distribuita con impianti di piccola taglia.

Lo stesso PNRR prevede inoltre, incentivi per le  Rinnovabili e per l’autoconsumo che ammontano a 2,2 miliardi di euro. Tali incentivi serviranno per il sostegno alle comunità energetiche e delle strutture collettive di autoproduzione, anche nei piccoli Comuni, sostenendo l’economia di aree a rischio di spopolamento.

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