Meloni: superbonus verso la riforma

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Meloni: Superbonus verso cambiamenti importanti. Ecco cosa potrebbe cambiare per prima e seconda casa

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Quello fra la vincitrice delle ultime elezioni Giorgia Meloni e il Superbonus non è mai stato un rapporto d’amore idilliaco. Mentre è in attesa di ottenere l’incarico per formare il nuovo governo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed insediarsi come premier, sono molte le speculazioni che circolano sulle sorti del Superbonus.

Nonostante questo rapporto non proprio sereno tra Meloni e Superbonus, l’unica cosa certa è che la futura premier non ha intenzioni di scontentare gli imprenditori edili. In un contesto come questo, tra crisi energetica ed inflazione galoppante, sarebbe infatti un suicidio frenare quel vasto settore economico che ruota e vive sulle ristrutturazioni edilizie.

Molto probabilmente i bonus resteranno anche se, con ogni probabilità, verranno rivisti profondamente. Si parla di accorpamenti di bonus e di nuove distinzioni che prevedono divisioni tra prima e seconda casa. In particolare, la riforma Meloni Superbonus consisterebbe in una detrazione dell’80% sulla prima casa e del 50 o 65% sulla seconda. Molto probabilmente però verrà inserita una clausola di salvaguardia per tutte le pratiche già autorizzate in modo da non dare ai contribuenti «altre brutte sorprese».

Abbiamo quindi deciso di fare il punto sulle intenzioni della Meloni sul Superbonus e sui bonus fiscali qui di seguito.

La riforma Meloni sul Superbonus: cosa potrebbe cambiare per prima e seconda casa

Mentre attendiamo l’insediamento del nuovo governo, iniziano a trapelare già le prime anticipazioni sulle misure che faranno parte della nuova legge di Bilancio. Come abbiamo già avuto modo di anticipare, i bonus edilizi resteranno.

Tuttavia, è quasi sicuro che ci sarà una forte riduzione sulle aliquote di fruizione di questi bonus tanto che alcuni parlano di un vero e proprio “effetto tagliola” voluto dalla Meloni sul Superbonus. L’obiettivo, come tra l’altro è possibile rintracciare sul programma elettorale di Fratelle d’Italia, è quello di accorpare i vari bonus casa, con un’aliquota che dovrebbe attestarsi intorno all’80%.

L’aliquota dunque passerebbe dal 110 all’80% ma per quanto riguarda le prime case. Tuttavia, la riforma Meloni Superbonus prevede una distinzione tra prime e seconde case. Il superbonus infatti, per le seconde case potrebbe essere praticamente dimezzato visto che, secondo le ultime novità, l’aliquota in questione potrebbe essere ridotta tra il 50 ed il 65%.

Le modifiche della Meloni al Superbonus però non sono le uniche che ha subito la normativa. Anche il governo Draghi è intervenuto, con la scorsa legge di Bilancio, su aliquote e scadenze del superbonus. Secondo la normativa attualmente in vigore, infatti, l’aliquota al 110% rimane fino al 2023, per poi scalare al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. Per le villette, cioè gli edifici unifamiliari, la scadenza è il 31 dicembre 2022.

Superbonus e cessione del credito: i controlli dell’Agenzia delle Entrate

La riforma Meloni sul superbonus potrebbe anche riguardare il meccanismo della cessione del credito.

Per il momento però la situazione è ferma agli ultimi chiarimenti sulle novità introdotte dai decreti Aiuti e Aiuti bis. Queste novità riguardano la responsabilità in solido delle banche e dei fornitori ed hanno l’obiettivo di sanzionare chi opera senza rispettare la legge dall’altro di sbloccare la cessione del credito d’imposta.

Ed è proprio con l’obiettivo di evitare frodi e far circolare così crediti fiscali inesistenti che la stessa Agenzia intensificherà le sue attività di controllo e accertamento. Per effettuare questi controlli si baserà sugli indici di valutazione della diligenza, che riguardano questi aspetti:

  • l’assenza di documentazione;
  • la contraddittorietà rispetto al riscontro documentale prodotto;
  • l’incoerenza reddituale e patrimoniale tra il valore e l’oggetto dei lavori asseritamente eseguiti e il profilo dei committenti beneficiari delle agevolazioni in esame;
  • la sproporzione tra l’ammontare dei crediti ceduti ed il valore dell’unità immobiliare;
  • l’incoerenza tra il valore del credito ceduto e il profilo finanziario e patrimoniale del soggetto cedente il credito qualora non primo beneficiario della detrazione;
  • le anomalie nelle condizioni economiche applicate in sede di cessione dei crediti e la mancata effettuazione dei lavori.

Meloni e Superbonus: quando entrerà in vigore la riforma?

In questo articolo abbiamo cercato di immaginare cosa potrebbe succedere, in base alle indiscrezioni, al superbonus dopo l’insediamento al governo di Giorgia Meloni. Si tratta quindi per il momento di pure ipotesi che sono però basate su fatti certi, come ad esempio il programma elettorale di Fratelli d’Italia.

Per far entrare in vigore la riforma Meloni Superbonus però è ancora necessario attendere diverso tempo. Nel frattempo iniziano a circolare anche altre indiscrezioni: leggile qui! Prima di tutto è infatti necessario far insediare il governo, con il primo passo che si terrà il 13 ottobre, quando è stata convocata la prima seduta della nuova legislatura, per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

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