Tutto quello che devi sapere sullo scambio sul posto

Tutto quello che devi sapere sullo scambio sul posto

Cosa è, come funziona, quanto risparmio e fino a quando posso accedere allo scambio sul posto?

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Come forse già saprai, nell’odierno contesto energetico, lo scambio sul posto rappresenta una grande opportunità per ottimizzare l’efficienza del tuo impianto. Ciò a prescindere che tu sia un privato che voglia massimizzare le prestazioni del tuo impianto sul tetto di casa, o un imprenditore intenzionato a fare lo stesso sul tetto del tuo capannone industriale.

Ma cosa significa esattamente “scambio sul posto” e come può beneficiare voi e la vostra installazione fotovoltaica?

Lo scambio sul posto è un meccanismo di incentivazione dell’energia rinnovabile che ti permette di immettere nella rete l’energia non autoconsumata, ricevendo in cambio un corrispettivo economico. Una strategia vincente per garantire il massimo rendimento del vostro impianto fotovoltaico.

In questo articolo, intitolato “Tutto quello che devi sapere sullo scambio sul posto”, scoprirai come questa pratica possa rappresentare una soluzione vantaggiosa sia in termini di risparmio energetico che economico. Attraverso una panoramica dettagliata, sarete guidati verso una comprensione approfondita di tutti i benefici associati allo scambio sul posto e di come sfruttarli al meglio. Mettiti comodo, e preparati a navigare nelle acque dell’energia rinnovabile e ad imparare tutto ciò che c’è da sapere sullo scambio sul posto.

Cosa è e come funziona lo scambio sul posto

Lo scambio sul posto è un incentivo che ti permette di ottimizzare il rendimento del tuo impianto fotovoltaico. Ma come funziona esattamente?

Lo scambio sul posto, gestito dal GSE (Gestore Servizi Energetici), è un meccanismo che consente di immettere nella rete elettrica l’energia prodotta dal vostro impianto e non autoconsumata. Quest’energia viene valutata economicamente pertanto ti verrà riconosciuto un corrispettivo economico.

Ma vediamo in dettaglio come funziona:

  1. Produzione: Il vostro impianto fotovoltaico produce energia elettrica. Parte di questa energia viene consumata direttamente, il resto viene immesso nella rete elettrica.
  2. Immissione nella rete: L’energia non autoconsumata viene immessa nella rete elettrica. Questo processo è monitorato da un contatore o inverter bidirezionale.
  3. Compensazione: Il GSE calcola la quantità di energia immessa e vi riconosce un corrispettivo economico. Questo corrispettivo può essere utilizzato per compensare i costi dell’energia prelevata dalla rete quando l’impianto non produce (ad esempio di notte).

Questo meccanismo di scambio sul posto permette di massimizzare il rendimento del vostro impianto fotovoltaico, riducendo i costi dell’energia e migliorando l’autosufficienza energetica.

Come si calcola lo scambio sul posto GSE?

Come abbiamo visto, lo scambio sul posto è una modalità che permette ai produttori di energia fotovoltaica di ottenere un corrispettivo per l’energia prodotta e non autoconsumata.

Ma come si calcola questo corrispettivo?

Il GSE (Gestore Servizi Energetici) utilizza una formula specifica per determinare l’ammontare dei contributi.La formula utilizzata dal GSE è la seguente:

Cs = min ( Oe ; Cei ) + CUsf x Es

Dove:

  • Cs è il contributo in conto scambio.
  • Oe, ovvero l’onere dell’energia prelevata dalla rete, è calcolato come il PUN (Prezzo Unico Nazionale), ovvero la media oraria e zonale dei prezzi variabili rilevati giorno per giorno sulla Borsa elettrica, moltiplicato per i kWh prelevati: Oe = PUN x (kWh prelevati).
  • Cei, o controvalore dell’energia immessa in rete, è il prezzo dell’energia, espresso in euro, calcolato nella zona di riferimento e in base agli orari di immissione in rete: Cei = (Prezzo zonale orario energia) x (kWh immessi).
  • CUsf rappresenta il Corrispettivo Unitario di scambio forfetario, un parametro in centesimi di euro che quantifica alcuni costi di rete e gli oneri generali di sistema normalmente pagati in bolletta: CUsf = (oneri di sistema) + (costi di rete).
  • Infine, Es, ovvero l’energia scambiata, espressa in kWh, rappresenta il valore minimo tra le immissioni e i prelievi: Es = min (kWh immessi; kWh prelevati).

Questa formula consente al GSE di calcolare il contributo economico per lo scambio sul posto. È importante notare che queste definizioni sono state riportate in forma semplificata; esse possono variare in base a diversi parametri, come la tipologia del misuratore. Per una consultazione accurata si rimanda alla documentazione ufficiale disponibile sul sito del GSE “Regole Tecniche – Servizio di Scambio sul Posto”.

Chi può accedere allo scambio sul posto?

Come stabilito dal decreto dlgs 199/2021, lo scambio sul posto è accessibile a due categorie specifiche di clienti:

  1. Il cliente finale all’interno di un Altro Sistema Semplice di Produzione e Consumo (ASSPC), che produce energia elettrica attraverso gli impianti di produzione che compongono lo stesso ASSPC.
  2. Il cliente finale che è proprietario di una serie di punti di prelievo e immissione, ed è anche un produttore di energia elettrica, rispetto agli impianti di produzione connessi a tali punti.

Un dettaglio rilevante da sottolineare è che chi ha beneficiato del Superbonus 110% non può richiedere il servizio di scambio sul posto.

Fino a quando si potrà beneficiare di questo incentivo?

È importante aggiornarsi sulle novità che riguardano lo scambio sul posto.

In particolare:

  •  entro la metà del 2023, questo non sarà più un’opzione accessibile ai nuovi impianti rinnovabili,
  •  gli impianti in esercizio perderanno l’incentivo entro la fine del 2024.

Lo scambio sul posto, amato dai professionisti del settore per la sua semplificazione burocratica, e dai privati per il rendimento economico che offre per l’acquisto di un impianto fotovoltaico, vedrà la sua conclusione. Nonostante abbia contribuito alla forte crescita del numero degli impianti fotovoltaici in Italia, questo meccanismo è destinato a terminare.

Questo cambio può generare incertezze sul ritorno economico degli impianti installati recentemente e potrebbe influire sulla pianificazione delle nuove installazioni. Tuttavia, è importante ricordare che la fine dello scambio sul posto è una decisione deliberata dal legislatore, volta a introdurre un altro tipo di incentivo: il Ritiro dedicato (di cui parliamo qui).

Il recente recepimento della direttiva RED II, avvenuto a novembre 2021, porterà significative novità che avranno un impatto considerevole su chi opera nel settore del fotovoltaico residenziale.

Sei un privato o un imprenditore e ti stai chiedendo cosa significhi tutto questo per il tuo impianto fotovoltaico?

A Valore Energia, siamo pronti a guidarti attraverso queste nuove regolamentazioni e ad aiutarti a capire come massimizzare il ritorno sul tuo investimento nel fotovoltaico, nonostante il cambiamento in arrivo nello scambio sul posto.

Cosa è il ritiro dedicato e differenze con lo scambio sul posto

Se possiedi un impianto fotovoltaico, potresti generare più energia di quella che riesci a consumare. Quest’energia viene solitamente reimmessa in rete e venduta. Un metodo comune di vendita è il Ritiro Dedicato.

Il Ritiro Dedicato, come definito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), è

“una modalità semplificata a disposizione dei produttori per la commercializzazione dell’energia elettrica prodotta e immessa in rete.”

Attiva dal 1 gennaio 2008, consiste nella cessione al GSE dell’energia elettrica generata dagli impianti. Il GSE paga a ciascun produttore di energia, come te, un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete.

Perché dovresti considerare il GSE come intermediario? I benefici del ricorso al GSE sono:

  1. Semplificazione delle procedure;
  2. Redditività più sicura rispetto ai prezzi del mercato libero, grazie ai prezzi minimi garantiti.

Quali sono le differenze tra Scambio sul Posto e Ritiro Dedicato?

Entrambe le opzioni possono essere utilizzate per gestire l’energia prodotta dai tuoi impianti fotovoltaici, ma ci sono alcune differenze chiave.

Lo Scambio sul Posto prevede che l’energia prodotta dal tuo impianto fotovoltaico sia immessa direttamente nella rete elettrica locale, e che tu possa utilizzare l’energia prodotta da altre fonti presenti in rete. In pratica, paghi solo per l’energia effettivamente consumata e ricevi un rimborso per l’energia immessa in rete. Può essere visto come un meccanismo di compensazione tra l’energia che produci e quella che consumi.

Il Ritiro Dedicato, d’altro canto, prevede che l’energia prodotta dal tuo impianto fotovoltaico sia acquistata dal GSE. Ricevi un pagamento per l’energia prodotta, ma non puoi utilizzare direttamente l’energia generata.

In Valore Energia, ci impegniamo a guidarti attraverso queste opzioni, aiutandoti a scegliere il percorso migliore per il tuo impianto fotovoltaico. Per questo se vuoi più informazioni ti consigliamo di compilare il modulo contatti qui di seguito con i tuoi dati ed aspettare la chiamata del nostro operatore!

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