Superbonus e decreto semplificazioni: ecco lo sblocco dei crediti d’imposta

Superbonus e decreto semplificazioni: ecco lo sblocco dei crediti d’imposta

Superbonus e decreto Semplificazioni: cosa cambia adesso? C’è stato o no il tanto atteso sblocco dei crediti d’imposta?

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In questi ultimi mesi la situazione del comparto edilizio è stata ricca di sconvolgimenti, soprattutto per quanto riguarda il superbonus 110%. La normativa infatti ha subito numerose modifiche che hanno avuto come effetto quello di bloccare il meccanismo della cessione dei crediti d’imposta. Molte imprese si sono così trovate in seria difficoltà: non potendo cedere i crediti maturati, non possono trasformarli in denaro per la loro attività.

La conversione in legge del decreto aiuti non ha migliorato di molto la situazione (ne parliamo meglio qui). La legge aveva previsto si un ampliamento della cessione del credito, ma solo per le domande pervenute dopo il 1 maggio 2022. L’ampliamento in questione riguardava la possibilità per le banche di crediti ai loro correntisti business (professionisti, imprese, partite IVA). I crediti comunicati fino al 30 aprile 2022 non avrebbero potuto quindi usufruire di questa possibilità.

Il dimissionario governo Draghi aveva però un asso nella manica prevedendo modifiche al superbonus tramite decreto semplificazioni approvato il 27 luglio 2022. Ma cosa cambia al superbonus e decreto semplificazioni?

Abbiamo cercato di fare il punto della situazione qui di seguito.

Superbonus e decreto semplificazioni

Il decreto semplificazioni è stato approvate dalla Camera con con 355 voti a favore, 31 contrari ed 11 astenuti. L’approvazione ha però portato con sé anche alcuni emendamenti di modifica a superbonus e decreto semplificazioni. Sono proprio questi emendamenti a rendere possibile lo sblocco dei crediti.

La grande novità è infatti l’eliminazione della data del 1° maggio 2022 come termine dal quale far decorrere le cessioni dei crediti. In questo modo tutti i crediti d’imposta acquistati dalle banche tornerebbero ad essere cedibili, anche quelli comunicati al fisco prima della data in oggetto. In questo modo le recenti modifiche a superbonus e decreto semplificazioni sbloccherebbero i credi che rischiavano seriamente di rimanere bloccati.

Abbiamo usato il condizionale perché il decreto semplificazioni è stato approvato solo alla Camera dei Deputati. Adesso la palla balza in mano al Senato che dovrà convertirlo definitivamente in legge entro il 20 agosto.

Quante risorse saranno sbloccate con l’approvazione del decreto sempliicazioni?

Le modifiche a superbonus e decreto semplificazioni sono necessarie oltre che urgenti visti i numeri che riguardano la maxi agevolazione del 110%.

Basti pensare che, secondo le stime dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) dal 1° luglio 2021 al 31 maggio 2022 sono stati avviati circa 150.000 interventi per 27 miliardi. Di questi almeno la metà sarebbe a rischio di monetizzazione, quindi parliamo di un rischio pari a circa 13,5 miliardi.

Secondo CNA sono 30mila le imprese a rischio

Dario Costantini, presidente della CNA ha rilasciato da poco le seguenti dichiarazioni al termine dell’incontro con il Governo avvenuto lo scorso 26 luglio.

“Il Superbonus per 30mila imprese è questione di vita o di morte. Abbiamo chiesto che alle imprese che hanno già fatto i lavori e che hanno già anticipato i soldi vengano riconosciuti questi soldi, perché parliamo di decine di migliaia di imprese che vanno incontro alla chiusura.”

E’ quindi prioritario che il governo attualmente in carica proceda con strumenti di urgenza, vista le prossime elezioni di settembre, a trovare una soluzione definita in merito a Superbonus e decreto semplificazioni.

Le altre novità su superbonus e decreto semplificazioni

Le modifiche a superbonus e decreto semplificazioni non riguardano solamente lo sblocco dei crediti d’imposta. Tra queste infatti figurano anche l’abrogazione del vincolo de minimis per i crediti d’imposta per energia elettrica e gas e nuove soglie di allerta per la crisi d’impresa. Novità, infine, per gli enti del Terzo settore. Vediamole brevemente qui di seguito:

  • Soglie di allerta per la crisi d’impresa: nuovo obbligo di segnalazione dell’Agenzia delle Entrate n presenza di un debito scaduto e non versato relativo all’IVA, di importo superiore a 5.000 euro e, comunque, non inferiore al 10% dell’ammontare del volume d’affari risultante dalla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente. La segnalazione sarà, in ogni caso, inviata, quando il debito è superiore a 20.000 euro.
  • Le novità per gli enti del terzo sono 2. La prima è l’aumento dal 5 al 6% della soglia di ricavi, per non oltre tre periodi consecutivi (invece degli attuali due), per non passare a esercizio commerciale. La seconda è  la proroga al 31 dicembre 2022 del termine per le ONLUS, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale per adeguare gli statuti alle disposizioni inderogabili del Codice del Terzo Settore (D.lgs. 117/2017) con la procedura semplificata di approvazione in assemblea ordinaria.
  • Abrogato l’obbligo annuale di conservazione sostitutiva digitale dei registri contabili tenuti con sistemi elettronici.
  • L’Aula ha approvato anche un emendamento per non vincolare la fruizione dei crediti di imposta per il secondo trimestre per imprese gasivore, non gasivore e non energivore al regime del “de minimis”.

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